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Aulla, i No Costa non mollano e fanno ricorso al Tar

Aulla, i No Costa non mollano e fanno ricorso al Tar

I cittadini di Albiano contrari alla riapertura della ditta continuano la battaglia. Moretti: «Potrebbe configurarsi l’abuso d’ufficio nell’ordinanza dirigenziale»

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AULLA. I No Costa si sono nuovamente riuniti martedì sera nella sede della Croce rossa italiana, ad Albiano Magra. E dall’assemblea sono scaturite alcune novità di rilievo, a partire dal fatto che è stata presentata da quella fetta di popolazione albianese che si batte contro la ditta Costa l’impugnazione di fronte al Tar dell’ordinanza n. 70, firmata dal dirigente del primo settore del Comune di Aulla, l'architetto Franco Testa, ordinanza che sospende temporaneamente l’efficacia e l’esecutività delle ordinanze che avevano sancito la chiusura dell’impresa che opera ad Albiano Magra, stabilendo il riavvio dell’attività lavorativa. Ma non finisce qui, perché il leader storico dei No Costa, Walter Moretti, ha detto chiaramente che verrà fatto partire un esposto – denuncia contro il Comune di Aulla entro pochi giorni se Testa non revocherà l’ordinanza n. 70, «visto che potrebbe configurarsi l’ipotesi di abuso d’ufficio nell’ordinanza dirigenziale», sostiene Moretti. Però, anche l’azienda di lavorazione dei rifiuti guidata dall’imprenditore spezzino Mauro Costa non sta con le mani in mano. Infatti, è stato lo stesso Moretti ad annunciare che l’impresa ha impugnato l’ordinanza del Consiglio di Stato che bloccava l’attività della ditta Costa, anche se Moretti si è detto convinto del fatto che «tutto finirà in niente, poiché l’azienda non dispone dell’autorizzazione agli scarichi, come aveva attestato lo stesso Testa». Quindi, come si vede, ci troviamo di fronte al solito ingorgo di cause legali incrociate attorno alla ditta Costa, una storia infinita che va avanti da anni senza che si sia mai arrivati a un reale compromesso fra gli interessi in gioco, quello dell’impresa a fare profitti, quello dei cittadini a vedere tutelata la qualità della vita e quello degli operai a vedere garantito il diritto al lavoro.

Nel frattempo, a scandire gli ultimi anni dell’attività della ditta Costa ci hanno pensato gli incendi che si sono succeduti, ben tre in ventidue mesi, che hanno seminato il panico e il terrore fra la popolazione. E ora si rimane in attesa del 5 dicembre, data in cui il Tar della Toscana discuterà nel merito il pronunciamento del Consiglio di Stato.

Gianluca Uberti

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