Il Tirreno

Guardia medica, 15 visite in sei ore

di Cinzia Chiappini
Guardia medica, 15 visite in sei ore

Il dottor De Marco difende il servizio di piazza Sacco e Vanzetti «Soltanto così si può garantire la continuità assistenziale»

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CARRARA. «Il servizio di continuità assistenziale alla Casa della Salute serve eccome perché rappresenta un valido punto di riferimento per i pazienti e soprattutto permette loro di avere un rapporto più umano con il medico». A difendere a spada tratta la guardia medica diurna, attiva 12 ore su 24 ormai dallo scorso novembre, presso la Casa della Salute di piazza Sacco e Vanzetti non sono, per una volta, i comitati cittadini che ormai dal novembre 2015, dopo la chiusura del Pronto Soccorso di Carrara, hanno ingaggiato una battaglia senza tregua a difesa dei servizi sanitari. No, a sostenere la validità del servizio è un addetto ai lavori che dopo aver svolto per anni la professione di medico di famiglia ha deciso di abbandonarla, per fare la guardia medica. «Ho potuto farlo perché sono specialista in pneumologia, ma non tornerei mai indietro» racconta Domenico De Marco, pneumologo, ex medico di famiglia e guardia medica per scelta. Lui è arrivato alla Casa della Salute di Carrara a settembre, e si è subito convinto della validità del servizio di continuità assistenziale: «Qui possiamo garantire una prestazione sanitaria facilmente accessibile e a costo zero. Possiamo instaurare un rapporto vero con i pazienti, soprattutto quelli che arrivano dalle fasce più deboli della popolazione come gli anziani. Non ci limitiamo come spesso sono costretti a fare i medici di famiglia a prescrivere visite specialistiche e farmaci, ma ci occupiamo a 360° della loro salute» spiega il dottor De Marco convinto che la professione del medico di famiglia sia ormai troppo “burocratizzata” e lasci sempre meno spazio all’ascolto delle persone. Un quadro che sembra contrastare con la visione dell’azienda sanitaria locale affatto convinta della validità del servizio di continuità assistenziale. Non a caso qualche settimana fa, ospite della commissione Sanità, Monica Guglielmi, direttore della Zona Distretto delle Apuane ha lasciato chiaramente intendere che Asl sta valutando l’opportunità di proseguire questa attività perché il numero di accessi non sarebbe sufficiente a “giustificare” i costi dell’attività. «Probabilmente il servizio andrebbe sponsorizzato meglio» ribatte, a distanza, il dottor De Marco che racconta di aver effettuato nel suo ultimo turno a Carrara, dalle 14 alle 20, addirittura 15 visite. Un parere, quello del dottor De Marco, più vicino ai comitati cittadini che all'Asl, anche sulla sede della Casa della Salute: sì perchè sulla proposta di spostarla al Monoblocco non ha dubbi: «Sarebbe una soluzione molto molto interessante».

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