Il Tirreno

«È stato un atto mafioso ai nostri danni»

«È stato un atto mafioso ai nostri danni»

Il Wwf commenta il ritrovamento di eternit a Poveromo: «Qualcuno ha voluto bloccare l’intervento nella zona del fosso»

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MASSA. «Hanno voluto fermare il nostro operato. Hanno agito con fare mafioso. È stato un atto intimidatorio nei nostri confronti. Ma noi non ci fermeremo, combattiamo per l’ambiente dal 1992. Ci abbiamo rimesso auto andate a fuoco, animali rubati o uccisi nel nostro parco di Ronchi. Siamo abituati a fare i conti con chi ci odia».

C’è più di un pizzico di rabbia nelle parole di Gianluca Giannelli, vicepresidente del Wwf Alta Toscana. Perché i detriti di eternit trovati sulla spiaggia di Poveromo venerdì scorso, vicino all’omonimo fosso, secondo Giannarelli, hanno un significato ben preciso.

«Da anni stiamo tentando di riqualificare l’area, ma puntualmente bacheche naturalistiche e staccionate vengono divelte e gettate via, cartelli botanici e piante mediterranee rubate. Nella scorsa primavera – racconta Giannelli – il Consorzio di bonifica Toscana nord ci ha affidato, con una convenzione, la gestione naturalistica, la vigilanza e la pulizia del fosso Poveromo. Volevamo terminare i lavori di riqualificazione dell’area prima di Natale per ridare alla cittadinanza un po’ di bellezza, ma ci troviamo impossibilitati a proseguire, in quanto tutta l’area è interdetta al passaggio con uno sbarramento metallico con ordinanza del sindaco di Massa».

Ma perché a qualcuno dovrebbe dar fastidio un’opera di pulizia di una parte degradata della città? «Il punto della questione non è il fosso Poveromo. Si è trattato di un dispetto nei confronti del Wwf, poteva essere fatto ovunque. Negli ultimi anni – spiega ancora il vicepresidente del Wwf Alta Toscana – abbiamo combattuto gli abusi edilizi, la caccia illegale, e molte altri atti fuori dalla legge che danneggiano la natura. Abbiamo portato centinaia di persone in tribunale, abbiamo i nostri motivi per pensare che molte persone ce l’abbiano con noi». Giannelli non ha dubbi. Qualcuno ha voluto mettere i bastoni tra le ruote al Wwf.

«Io mercoledì scorso ero di fianco al fosso – dice – e non ho notato alcun pezzo di eternit. Venerdì mattina sono comparsi. Presumibilmente qualcuno ce li ha lasciati mercoledì o giovedì notte, sparpagliandoli volutamente lungo tutto il percorso pedonale che porta al mare». Il danno al Wwf, oltre che alla spiaggia e al fosso Poveromo, che non potrà essere bonificato dai volontari, peserà anche sulle spalle dei cittadini.

«L’amministrazione comunale si trova di fronte a un’emergenza ambientale che prevede la bonifica dell’area sotto il controllo di Arpat – puntualizza Giannelli – che giustamente chiederà verifiche varie, i cui costi si riverseranno sulla spesa pubblica, come è inevitabile che sia». E non finisce qui, perché il Wwf si sta adoperando per ricorrere alle vie legali:

«Ritenendo questa un’azione rivolta contro la nostra attività, con modi mafiosi, ci rivolgeremo al prefetto di Massa-Carrara perché svolga accertamenti in merito, mentre sporgeremo denuncia alla procura della Repubblica di Massa – conclude Gianluca Giannelli – per un reato spregevole e grave, rivolto all’ambiente e a coloro che lo difendono. Provano a fermarci, ma non ce la faranno». . Tommaso Silvi

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