Sicurezza
Renzi in città, tra applausi e contestazione
Il segretario del Pd accolto in stazione da meno di cento persone. I Carc: hai fallito, devi dimetterti. La visita all’Opa
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MASSA. La pioggia battente e il grande freddo non fermano il popolo di Matteo Renzi. Ma nemmeno i contestatori. E così alla stazione di Massa il segretario del Partito democratico trova ad attendere il suo treno un po’ di bandiere del Pd ma anche alcuni striscioni che bocciano su tutti i fronti la sua linea politica e cori che invocano le dimissioni.
Il dato che salta all’occhio, poco prima delle otto di sera nella piazza della stazione di Massa, è che l’effetto Renzi in città non c’è stato. Ad attendere il leader del Pd ci saranno state meno di un centinaio di persone. Accanto al binario tanti sostenitori dei democratici, fra volti noti (dal sindaco di Aulla Roberto Valettini alla consigliera comunale di Carrara Roberta Crudeli, passando per altri personaggi della scena politica locale) e molti giovani. Qualcuno ha cominciato a contestare proprio in stazione, sullo stesso binario in cui il popolo del Pd scandiva “Matteo, Matteo”. Un tifo da stadio che ha accompagnato il rapidissimo passaggio di Renzi che si è fermato giusto per una foto ricordo con un bambino, per poi filare, dritto, nel pulmino che lo accompagnava all’Ospedale pediatrico apuano. Nemmeno il tempo di apprezzare la pizza, col suo volto, realizzata da Bruno Criseo.
La contestazione, quella vera, era ad attendere Matteo Renzi all’uscita della stazione. I Carc, guardati a vista dalle decine e decine di rappresentanti delle forze dell’ordine (alcuni poliziotti erano in tenuta anti sommossa) hanno sfoderato striscioni e intonato slogan contro la politica del leader del Pd, invocando più volte le sue dimissioni. Una contestazione, è bene precisarlo, pacifica, e che ha suscitato qualche botta e risposta, a distanza, dai sostenitori di Renzi e che lui, il segretario dei democratici ha visto solo di sfuggita visto che un cordone formato dalle forze dell’ordine ha accompagnato il breve tragitto dal binario al pulmino che lo ha poi portato all’Opa.
Nel mezzo c’è stato giusto il tempo di fargli una domanda, diretta, sul suo appoggio a un Volpi bis alle amministrative di Massa. Domanda a cui Matteo Renzi non ha risposto, non si è neppure fermato e, a passo svelto ha dribblato cronisti, supporter e contestatori.
(t.s; a.v.)
ALTRO SERVIZIO A PAG.3 .
Il dato che salta all’occhio, poco prima delle otto di sera nella piazza della stazione di Massa, è che l’effetto Renzi in città non c’è stato. Ad attendere il leader del Pd ci saranno state meno di un centinaio di persone. Accanto al binario tanti sostenitori dei democratici, fra volti noti (dal sindaco di Aulla Roberto Valettini alla consigliera comunale di Carrara Roberta Crudeli, passando per altri personaggi della scena politica locale) e molti giovani. Qualcuno ha cominciato a contestare proprio in stazione, sullo stesso binario in cui il popolo del Pd scandiva “Matteo, Matteo”. Un tifo da stadio che ha accompagnato il rapidissimo passaggio di Renzi che si è fermato giusto per una foto ricordo con un bambino, per poi filare, dritto, nel pulmino che lo accompagnava all’Ospedale pediatrico apuano. Nemmeno il tempo di apprezzare la pizza, col suo volto, realizzata da Bruno Criseo.
La contestazione, quella vera, era ad attendere Matteo Renzi all’uscita della stazione. I Carc, guardati a vista dalle decine e decine di rappresentanti delle forze dell’ordine (alcuni poliziotti erano in tenuta anti sommossa) hanno sfoderato striscioni e intonato slogan contro la politica del leader del Pd, invocando più volte le sue dimissioni. Una contestazione, è bene precisarlo, pacifica, e che ha suscitato qualche botta e risposta, a distanza, dai sostenitori di Renzi e che lui, il segretario dei democratici ha visto solo di sfuggita visto che un cordone formato dalle forze dell’ordine ha accompagnato il breve tragitto dal binario al pulmino che lo ha poi portato all’Opa.
Nel mezzo c’è stato giusto il tempo di fargli una domanda, diretta, sul suo appoggio a un Volpi bis alle amministrative di Massa. Domanda a cui Matteo Renzi non ha risposto, non si è neppure fermato e, a passo svelto ha dribblato cronisti, supporter e contestatori.
(t.s; a.v.)
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