Il Tirreno

sanitÀ 

L’alleanza dei sindaci: «Salviamo gli ospedali della Lunigiana»

AULLA. L'assemblea dei soci della Società della Salute della Lunigiana ha approvato, all'unanimità dei sindaci presenti, il documento di bilancio e di programmazione. Durante la seduta è stato anche...

2 MINUTI DI LETTURA





AULLA. L'assemblea dei soci della Società della Salute della Lunigiana ha approvato, all'unanimità dei sindaci presenti, il documento di bilancio e di programmazione. Durante la seduta è stato anche messo agli atti un documento il cui fine, nelle intenzioni del sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, che lo ha proposto, è garantire l'esistenza degli ospedali di Pontremoli, come ospedale di zona, e di Fivizzano, come ospedale di area disagiata. «Perchè se la gestione della SdS Lunigiana - spiega Mastrini - è stata molto apprezzata, sulla situazione degli ospedali si è registrata una grande preoccupazione».

Motivo per cui lo stesso Mastrini ha presentato all'assemblea il documento di cui sopra: «Quando il nostro mandato si concluderà dovremo chiederci se abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per la Lunigiana e la sua popolazione. Penso che sia necessario ridisegnare il futuro dei nostri ospedali, non con futili promesse, ma programmando insieme le scelte. Non importa se noi non partecipiamo ai tavoli che contano, ma in quanto rappresentanti dei cittadini abbiamo il dovere di essere ascoltati». Una richiesta accolta da Riccardo Varese, presidente della Sds, e dalla direttrice generale dell'Asl Toscana nord ovest, Maria Teresa De Lauretis, che convocherà in Lunigiana tutti i direttori di area per ascoltare le richieste del territorio: «Se tutti abbiamo la stessa dignità, è giusto che ci sia un interscambio - prosegue il sindaco di Tresana - fra la Lunigiana e la costa. Come noi ci rechiamo al Noa per gli interventi di chirurgia elettiva, potrebbe avvenire il contrario. Se non abbiamo i numeri e per questo rischiamo di essere chiusi troviamo il modo per alzarli e garantire ai nostri ospedali la sopravvivenza».

Una posizione condivisa anche dai sindaci di Licciana, Villafranca, Pontremoli e Filattiera. «Cercheremo di recuperare anche chi non è del tutto d'accordo. Sono disponibile - conclude Mastrini - a modificare il documento, ma senza snaturarlo: Pontremoli ospedale di zona, Fivizzano di area disagiata». Il documento di Mastrini chiede al presidente della giunta regionale e all’assessore alla sanità «di approvare, a strettissimo giro di tempo, gli atti amministrativi necessari, così come previsto dal Decreto ministeriale 70 del 2/4/2015, per la trasformazione dell’ospedale di Fivizzano in ospedale di area disagiata, contenente tutte le funzioni di cui al punto 9.2.2 del D. M. 70 del 2/4/2015. Che in attesa del riconoscimento ufficiale dell’ospedale venga sospeso qualsiasi tipo di provvedimento, relativo ad eventuali tagli e/o riconversioni come previsti dall’atto aziendale in essere, che vengano riattivate tutte le attività ambulatoriali e ospedaliere attualmente soppresse. Di garantire tempi certi e brevi relativi ai percorsi burocratici per definire il destino del nosocomio. Di potenziare l’ospedale di Pontremoli quale ospedale di zona».

Gianluca Uberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore