Sicurezza
Oggi lo sciopero di 8 ore contro la Fornero
I lavoratori del lapideo si riuniranno in assemblea nella sala di rappresentanza. La Cisl si dissocia
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CARRARA. Astensione dal lavoro per otto ore e assemblea pubblica a presso la sala di rappresentanza del Comune di Cararra oggi per i lavoratori del settore lapideo della provincia di Massa-Carrara e Lucca.
A lanciare la mobilitazione erano stati venerdì scorso i sindacati di categoria di Cgil e Uil: «Dopo aver ben valutato le proposte del governo sulle pensioni abbiamo deciso insieme ai nostri delegati e sentiti i lavoratori di proclamare uno sciopero di 8 ore nel settore del marmo. Perché ancora una volta si vuole contrabbandare la norma sui precoci come usuranti» avevano scritto le segreterie di Feneal e Fillea delle due province.
Secondo le categorie, alla luce della forza del territorio apuoversiliese in questo settore, è giusto rivendicare proprio da qui «il diritto di chiedere la modifica della legge Fornero e dare maggiore flessibilità al pensionamento. Definire una volta per tutte che non tutti i lavori sono uguali, chi fa lavori manuali faticosi ripetitivi deve avere un normativa particolare e il diritto di andare in pensione prima di altri mestieri non usuranti».
E questo perchè secondo Feneal e Fillea, «Sulla pelle dei lavoratori lo Stato ha fatto cassa e adesso vogliamo dare un segnale al governo e far crescere dal basso la protesta nei confronti di una norma che ormai è la più penalizzante in tutta europa. Vendere come una concessione il fatto di non aumentare l’età della pensione di vecchiaia – scrivevano i sindacati - è una aberrazione. Chiediamo equità anche in questo».
I sindacati, lo ricordiamo, chiedono da tempo di consentire ai lavoratori del settore lapideo di andare in pensione prima dei termini stabiliti dalla Legge Fornero e che indicano l'uscita dal lavoro dopo il compimento dei 66 anni di età.
Una soglia troppo lontana, dicono da sempre le parti sociali, soprattutto per chi come i lavoratori del mondo del lapideo svolge mansioni faticose e pesanti, spesso in ambienti esposti alle intemperie e con un alto tasso di rischio per la propria incolumità. Non a caso, da più parti, è stato chiesto l'inserimento delle professioni di cava nella lista dei lavori usuranti, quelli cioè che godono del pensionamento "anticipato" rispetto ai termini della legge Fornero.
Cgil e Uil invitano tutti i lavoratori a partecipare alla mobilitazione di oggi. L'iniziativa non è stata condivisa da Cisl e Filca che non aderiranno allo sciopero.
Cinzia Chiappini
A lanciare la mobilitazione erano stati venerdì scorso i sindacati di categoria di Cgil e Uil: «Dopo aver ben valutato le proposte del governo sulle pensioni abbiamo deciso insieme ai nostri delegati e sentiti i lavoratori di proclamare uno sciopero di 8 ore nel settore del marmo. Perché ancora una volta si vuole contrabbandare la norma sui precoci come usuranti» avevano scritto le segreterie di Feneal e Fillea delle due province.
Secondo le categorie, alla luce della forza del territorio apuoversiliese in questo settore, è giusto rivendicare proprio da qui «il diritto di chiedere la modifica della legge Fornero e dare maggiore flessibilità al pensionamento. Definire una volta per tutte che non tutti i lavori sono uguali, chi fa lavori manuali faticosi ripetitivi deve avere un normativa particolare e il diritto di andare in pensione prima di altri mestieri non usuranti».
E questo perchè secondo Feneal e Fillea, «Sulla pelle dei lavoratori lo Stato ha fatto cassa e adesso vogliamo dare un segnale al governo e far crescere dal basso la protesta nei confronti di una norma che ormai è la più penalizzante in tutta europa. Vendere come una concessione il fatto di non aumentare l’età della pensione di vecchiaia – scrivevano i sindacati - è una aberrazione. Chiediamo equità anche in questo».
I sindacati, lo ricordiamo, chiedono da tempo di consentire ai lavoratori del settore lapideo di andare in pensione prima dei termini stabiliti dalla Legge Fornero e che indicano l'uscita dal lavoro dopo il compimento dei 66 anni di età.
Una soglia troppo lontana, dicono da sempre le parti sociali, soprattutto per chi come i lavoratori del mondo del lapideo svolge mansioni faticose e pesanti, spesso in ambienti esposti alle intemperie e con un alto tasso di rischio per la propria incolumità. Non a caso, da più parti, è stato chiesto l'inserimento delle professioni di cava nella lista dei lavori usuranti, quelli cioè che godono del pensionamento "anticipato" rispetto ai termini della legge Fornero.
Cgil e Uil invitano tutti i lavoratori a partecipare alla mobilitazione di oggi. L'iniziativa non è stata condivisa da Cisl e Filca che non aderiranno allo sciopero.
Cinzia Chiappini
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