Sicurezza
Sciopero del marmo, no della Cisl: «Sbagliato e controproducente»
Si divide il fronte sindacale. Bondielli: la mobilitazione di Fillea e Feneal è una reazione spropositata Riccio: la Cgil fa solo una lotta politica contro i successi sulla trattativa sulle pensioni, noi non ci stiamo
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA CARRARA. Cgil e Uil da una parte, Cisl dall’altra: si apre sul fronte del marmo l’ultima spaccatura tra i sindacati.
Lo sciopero dei lavoratori del comparto lapideo di Massa Carrara e Lucca indetto da Fille Cgil e Feneal Uil è «sbagliato e controproducente. Noi non aderiamo», dice Simona Riccio, segretaria generale della Filca Cisl Toscana. « Troviamo che questa mobilitazione sia non solo inutile ma controproducente, e fa solo il gioco della Cgil nazionale, impegnata in una lotta solo politica contro i successi importanti ottenuti per tanti lavoratori sul fronte delle pensioni», aggiunge la segretaria Filca dissociandosi in toto dallo sciopero del compaerto marmo proclamato dalle altre due sigle sindacali per martedì 28, uno sciopero fra Apuane e Versilia dove oerano quasi 3 mila addetti nel comparto marmo.
Secondo la Cisl, l’accordo dei giorni scorsi con il governo «ha dimostrato che fare il ‘sindacato al 100%’ paga, perché abbiamo consentito a decine di migliaia di lavoratori o di andare in pensione prima e senza penalizzazioni, o di non essere interessati dall’aumento dell’età pensionabile. Chi non apprezza e non valuta positivamente questi risultati è in malafede, e rischia di vanificare il lavoro lungo e complesso messo in piedi in questi anni nel confronto con il governo, che ci ha permesso finalmente di introdurre il criterio che non tutti i lavori sono uguali. Questo non vuol dire che quanto ottenuto ci basta, ma che ulteriori rivendicazioni, come l’eventuale inserimento nei lavori gravosi anche dei lavoratori del piano, oltre che di quelli impegnati nelle cave come già avviene da anni, non può passare per uno sciopero, facendo muro contro muro, ma attraverso il dialogo, il confronto, la concertazione»
«Invece di inasprire i toni - afferma a sua voltail responsabile territoriale di Filca, Giacomo Bondielli - Feneal e Fillea dovrebbero impegnarsi perché la Commissione nazionale istituita ad hoc prenda in considerazione anche il duro lavoro degli addetti del piano. Io provengo da quel settore, e posso assicurare che è un lavoro pesante ed usurante. Lo sciopero mi sembra una reazione spropositata: per fortuna i lavoratori, che comprendono benissimo questi tatticismi, capiscono perfettamente dov'è la verità e sanno chi opera solo ed esclusivamente nel loro interesse».
Cgil e Uil, comunque, tirano dritto: «Vogliamo il riconoscimento di lavoro usurante per tutto il settore lapideo, anche per gli addetti “ al piano”. Invece, il governo vuole contrabbandare la norma sui “precoci” con gli usuranti. Il risanamento del paese non può essere fatto sulla pelle dei lavoratori e dei pensionati. Per questo chiamiamo il mondo del marmo allo sciopero di 8 ore.
La sfida è per martedì con assemblea alle 9,30 in Comune a Carrara.
Lo sciopero dei lavoratori del comparto lapideo di Massa Carrara e Lucca indetto da Fille Cgil e Feneal Uil è «sbagliato e controproducente. Noi non aderiamo», dice Simona Riccio, segretaria generale della Filca Cisl Toscana. « Troviamo che questa mobilitazione sia non solo inutile ma controproducente, e fa solo il gioco della Cgil nazionale, impegnata in una lotta solo politica contro i successi importanti ottenuti per tanti lavoratori sul fronte delle pensioni», aggiunge la segretaria Filca dissociandosi in toto dallo sciopero del compaerto marmo proclamato dalle altre due sigle sindacali per martedì 28, uno sciopero fra Apuane e Versilia dove oerano quasi 3 mila addetti nel comparto marmo.
Secondo la Cisl, l’accordo dei giorni scorsi con il governo «ha dimostrato che fare il ‘sindacato al 100%’ paga, perché abbiamo consentito a decine di migliaia di lavoratori o di andare in pensione prima e senza penalizzazioni, o di non essere interessati dall’aumento dell’età pensionabile. Chi non apprezza e non valuta positivamente questi risultati è in malafede, e rischia di vanificare il lavoro lungo e complesso messo in piedi in questi anni nel confronto con il governo, che ci ha permesso finalmente di introdurre il criterio che non tutti i lavori sono uguali. Questo non vuol dire che quanto ottenuto ci basta, ma che ulteriori rivendicazioni, come l’eventuale inserimento nei lavori gravosi anche dei lavoratori del piano, oltre che di quelli impegnati nelle cave come già avviene da anni, non può passare per uno sciopero, facendo muro contro muro, ma attraverso il dialogo, il confronto, la concertazione»
«Invece di inasprire i toni - afferma a sua voltail responsabile territoriale di Filca, Giacomo Bondielli - Feneal e Fillea dovrebbero impegnarsi perché la Commissione nazionale istituita ad hoc prenda in considerazione anche il duro lavoro degli addetti del piano. Io provengo da quel settore, e posso assicurare che è un lavoro pesante ed usurante. Lo sciopero mi sembra una reazione spropositata: per fortuna i lavoratori, che comprendono benissimo questi tatticismi, capiscono perfettamente dov'è la verità e sanno chi opera solo ed esclusivamente nel loro interesse».
Cgil e Uil, comunque, tirano dritto: «Vogliamo il riconoscimento di lavoro usurante per tutto il settore lapideo, anche per gli addetti “ al piano”. Invece, il governo vuole contrabbandare la norma sui “precoci” con gli usuranti. Il risanamento del paese non può essere fatto sulla pelle dei lavoratori e dei pensionati. Per questo chiamiamo il mondo del marmo allo sciopero di 8 ore.
La sfida è per martedì con assemblea alle 9,30 in Comune a Carrara.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
