La manifestazione
acqua pubblica
M5s: una legge per superare Gaia
Nella proposta grillina maxi aumenti delle tariffe per gli usi industriali
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MASSA CARRARA. Il modello di gestione dell’acqua di Gaia Spa è superabile. E la strada per la ripublicizzazione del servizio idrico integrato è quella di una proposta di legge regionale capace di fornire le basi normative per superare l'attuale modello. È la posizione del Movimento 5 Stelle illustrata alle Stanze del Guglielmi di Massa da Giacomo Giannarelli, presidente del gruppo M5S in consiglio regionale e primo firmatario della proposta di legge, assieme a Luana Mencarelli, consigliera comunale M5S e vicepresidente della commissione Gaia a Massa, Andrea Guerrini, presidente di Asa spa (di Livoerno) e Nicola Ceravolo, presidente del Consiglio di Sorveglianza Asa.
Dice Giannarelli: «Con la nostra proposta confermiamo la nostra linea di sempre sostenuta dal risultato del referendum 2011: il servizio idrico integrato deve tornare in mano pubblica. Ma non ci accontentiamo di questo, vogliamo anche una gestione capace di assicurare gli investimenti sulla rete, la partecipazione della società civile nella governance e il minimo vitale di 50 litri d'acqua a persona garantito e gratuito. Non è un libro dei sogni, con un'operazione dai 18 ai 6 milioni l'anno per 30 anni si può fare».
«Con la nostra proposta di legge, tarata sui bacini idrografici ottimali – prosegue – un Comune come Massa, che l'acqua ce l'ha in abbondanza, potrebbe scegliere una gestione diretta. Oggi la legge non lo consente, contrariamente a quanto qualcuno vi dice. Quindi, occorre cambiare la legge». Tra le fonti di finanziamento dell'operazione “ripubblicizzazione”, i 5 Stelle indicano anche l’aumento, fino a dieci volte, della tariffa per gli usi industriali di acqua potabile.
Giannarelli dice anche che «la proposta è attualmente su Rousseau, la nostra piattaforma di democrazia diretta, per il confronto tra gli iscritti e all'esame degli uffici legislativi del consiglio regionale. Contiamo di avere il miglior testo, costituzionalmente ineccepibile e votabile immediatamente, per i primi di gennaio».
Luana Mencarelli dal canto suo, solleva un’altra questione. «Non siamo soddisfatti delle risposte di Gaia sul caro bollette. Ad oggi la società non ci ha ha fornito alcuni documenti decisivi. Un esempio? Volevo capire se il raddoppio del depuratore, 8,5 milioni, aveva contribuito a gonfiare la tariffa, perché Gaia dichiarò d'averlo coperto da sola ma in risposta ad un'interrogazione del nostro Giannarelli, la 'Regione' ha scritto di aver contribuito alla spesa con 6,5 milioni. Sarà mica che ci hanno messo la spesa in tariffa senza contare che il grosso l'avevamo già pagato coi nostri soldi gestiti dalla Regione?»
Dice Giannarelli: «Con la nostra proposta confermiamo la nostra linea di sempre sostenuta dal risultato del referendum 2011: il servizio idrico integrato deve tornare in mano pubblica. Ma non ci accontentiamo di questo, vogliamo anche una gestione capace di assicurare gli investimenti sulla rete, la partecipazione della società civile nella governance e il minimo vitale di 50 litri d'acqua a persona garantito e gratuito. Non è un libro dei sogni, con un'operazione dai 18 ai 6 milioni l'anno per 30 anni si può fare».
«Con la nostra proposta di legge, tarata sui bacini idrografici ottimali – prosegue – un Comune come Massa, che l'acqua ce l'ha in abbondanza, potrebbe scegliere una gestione diretta. Oggi la legge non lo consente, contrariamente a quanto qualcuno vi dice. Quindi, occorre cambiare la legge». Tra le fonti di finanziamento dell'operazione “ripubblicizzazione”, i 5 Stelle indicano anche l’aumento, fino a dieci volte, della tariffa per gli usi industriali di acqua potabile.
Giannarelli dice anche che «la proposta è attualmente su Rousseau, la nostra piattaforma di democrazia diretta, per il confronto tra gli iscritti e all'esame degli uffici legislativi del consiglio regionale. Contiamo di avere il miglior testo, costituzionalmente ineccepibile e votabile immediatamente, per i primi di gennaio».
Luana Mencarelli dal canto suo, solleva un’altra questione. «Non siamo soddisfatti delle risposte di Gaia sul caro bollette. Ad oggi la società non ci ha ha fornito alcuni documenti decisivi. Un esempio? Volevo capire se il raddoppio del depuratore, 8,5 milioni, aveva contribuito a gonfiare la tariffa, perché Gaia dichiarò d'averlo coperto da sola ma in risposta ad un'interrogazione del nostro Giannarelli, la 'Regione' ha scritto di aver contribuito alla spesa con 6,5 milioni. Sarà mica che ci hanno messo la spesa in tariffa senza contare che il grosso l'avevamo già pagato coi nostri soldi gestiti dalla Regione?»
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