Il Tirreno

il paese degli artisti 

La teca delle scarpe rosse a Torano

La teca delle scarpe rosse a Torano

Presentata in piazza Guidi la panchina-installazione “Quel che resta” 

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CARRARA. Finalmente eccola, accolta nella piazza Domenico Guidi, nel paese detto degli artisti, famoso per la rassegna estiva dedicata all'arte Torano Notte e Giorno, accolta da una piccola folla arrivata apposta per lei, apposta per vederla. C'è la troupe di Rai3, c'è la compagine della maggioranza con il presidente della commissione cultura Giorgio Bassani e le consigliere pentastellate Francesca Rossi, Tiziana Paita e Barbara Bertocchi, c'è la consigliera dell'opposizione Roberta Crudeli e c'è il consigliere regionale Giacomo Bugliani, in questa occasione nelle vesti insolite di coautore dell'opera inaugurata. Ci sono, mescolati tra la folla, i familiari, la mamma e il fratello, di Cristina Biagi, vittima di un fatto di sangue per mano dell'ex marito, a Massa qualche anno fa. C'è la direttrice artistica di Torano Notte e Giorno, ideatrice della installazione.

E soprattutto ci sono loro: le 20 paia di scarpe rosse racchiuse dentro la teca di vetro, posta sopra e al centro di una base formata da quattro blocchi di marmo bianco. È “Quel che resta”, la panchina-installazione inaugurata nella giornata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne che arriva a Torano come conclusione di un viaggio nato nel 2013, quando il paese apuano durante la sua rassegna creò un'installazione con delle scarpe rosse poste sulla scalinata della sua chiesa e Cristina proprio la notte dell'inaugurazione della kermesse toranese venne assassinata. Da lì l'appello di Emma Castè a tutti coloro avessero voluto partecipare a quel dolore avrebbero potuto regalare le loro scarpe: oggi 20 di quelle scarpe arrivate sono dentro la teca. Sono scarpe di artisti, stilisti, politici e un paio anche della sindacalista Susanna Camusso che volle regalare anche lei le sue scarpe. Tutte rigorosamente rosse tranne un paio di colore bianche: sono le scarpe di Cristina, che i suoi genitori hanno voluto affidare a Emma.

«Questo viaggio iniziato nel 2013 finisce qua, con questa panchina - spiega Emma Castè - ma adesso voglio agganciarci un altro progetto che nascerà a giugno, quando Torano, sempre con supporto di Comitato Torano Notte e Giorno, si trasformerà in un convegno a cielo aperto, con le sue piazze e i suoi angoli a ospitare per un giorno intero, ininterrottamente conferenze di studiosi per parlare di donne e violenza”. E l'idea di Emma Castè trova subito l'appoggio dell'amministrazione: «Abbiamo subito abbracciato la panchina di Emma Castè così come siamo pronti a supportare l'idea del convegno sulla violenza di genere: siamo ben felici che Emma e il Comitato si facciano promotori di altri eventi come questo», ha detto Cesare Bassani.

Francesca Vatteroni

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