Proteste
l’incontro
Nasce il Comitato 7 luglio
di Francesca Vatteroni
Il primo obiettivo è riportare al Comune la statua di Cherubino Binelli
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CARRARA. Il logo vede il numero sette ripetuto, in primo piano e di colore rosso, a ricordare quel sette luglio del 1944 quando a Carrara furono proprio le donne a ribellarsi alle forze nazifasciste che volevano sfollata la città: e poi una linea rossa di elettrocardiogramma, perché è l’impulso vitale del battito e anche la linea ciclica di una donna.
Insieme, numero sette e linea dell’elettrocardiogramma formano il logo ideato e donato dall'artista Stefanie Oberneder al “Comitato Coordinamento Carrara sette luglio” nato a settembre scorso, quando Claudia Bienaimé, Milene Mucci e altre amiche, sulla scia delle tragiche notizie di violenze e stupri che in modo particolare si concentrarono in quei giorni.
«Una sera dopo un Consiglio comunale io e Claudia ci siamo chieste, vedendo le proteste e le recriminazioni sui social, perché non trovarci, non trovare un luogo fisico dove confrontarci – ha spiegato Milene Mucci – facendoci ispirare dalla tematica della donna e dell’antifascismo».
Le fa eco Claudia Bienaimé: «Il Coordinamento nasce da una riflessione, dalla voglia di ritrovarci e così è stato: ci siamo ritrovate in tante, in piazza Alberica presso la sede del comitato elettorale. Sicuramente non per sostituirci a quello che c’è già come il centro antiviolenza Dune o il Cif: Per chi ha la mia età e ha conosciuto l’esperienza del collettivo sa l’importanza di poter parlare sapendo di essere ascoltati e capiti e noi è questo che ci proponiamo di ascoltare, capire e aiutare le donne. Poi vedremo cosa viene fuori, i temi di riflessione sono tanti. Per esempio è pazzesco che la legge preveda 6 mesi di tempo per denunciare uno stupro ed è pazzesco: potremmo diventare promotori di una proposta di legge popolare per cambiare questa norma».
E dal proiettore ecco dunque arrivare dunque un primo assaggio di cosa il Coordinamento si propone di mettere in discussione: vale a dire le immagini di un documentario che nel 2009, quando uscì, destò molto clamore: “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo che passa al setaccio una tv spietata verso la figura femminile, che impone immagini di donne contraffatte e irreali, ridotte a mero oggetto sessuale e costrette a inseguire modelli di femminile pensati su misura per l’uomo, introiettando quindi il modello maschile di donna. Claudia dice di aver voglia di essere intransigente e impicciona, una voglia nata quando nel luglio scorso ha partecipato alla presentazione di un libro, “La giusta luce”, sulle violenze dentro le mura di casa: «E come promo obiettivo ci proponiamo di riportare, ripulita, la statua di Cherubino Binelli ispirata alle donne e che stava sotto il comune fino alla primavera scorsa, fino a che non fu spostata perché stava cedendo il pavimento. Sarebbe bello riportarlo al suo posto, magari il 7 luglio» ha proposto Claudia.
Insieme, numero sette e linea dell’elettrocardiogramma formano il logo ideato e donato dall'artista Stefanie Oberneder al “Comitato Coordinamento Carrara sette luglio” nato a settembre scorso, quando Claudia Bienaimé, Milene Mucci e altre amiche, sulla scia delle tragiche notizie di violenze e stupri che in modo particolare si concentrarono in quei giorni.
«Una sera dopo un Consiglio comunale io e Claudia ci siamo chieste, vedendo le proteste e le recriminazioni sui social, perché non trovarci, non trovare un luogo fisico dove confrontarci – ha spiegato Milene Mucci – facendoci ispirare dalla tematica della donna e dell’antifascismo».
Le fa eco Claudia Bienaimé: «Il Coordinamento nasce da una riflessione, dalla voglia di ritrovarci e così è stato: ci siamo ritrovate in tante, in piazza Alberica presso la sede del comitato elettorale. Sicuramente non per sostituirci a quello che c’è già come il centro antiviolenza Dune o il Cif: Per chi ha la mia età e ha conosciuto l’esperienza del collettivo sa l’importanza di poter parlare sapendo di essere ascoltati e capiti e noi è questo che ci proponiamo di ascoltare, capire e aiutare le donne. Poi vedremo cosa viene fuori, i temi di riflessione sono tanti. Per esempio è pazzesco che la legge preveda 6 mesi di tempo per denunciare uno stupro ed è pazzesco: potremmo diventare promotori di una proposta di legge popolare per cambiare questa norma».
E dal proiettore ecco dunque arrivare dunque un primo assaggio di cosa il Coordinamento si propone di mettere in discussione: vale a dire le immagini di un documentario che nel 2009, quando uscì, destò molto clamore: “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo che passa al setaccio una tv spietata verso la figura femminile, che impone immagini di donne contraffatte e irreali, ridotte a mero oggetto sessuale e costrette a inseguire modelli di femminile pensati su misura per l’uomo, introiettando quindi il modello maschile di donna. Claudia dice di aver voglia di essere intransigente e impicciona, una voglia nata quando nel luglio scorso ha partecipato alla presentazione di un libro, “La giusta luce”, sulle violenze dentro le mura di casa: «E come promo obiettivo ci proponiamo di riportare, ripulita, la statua di Cherubino Binelli ispirata alle donne e che stava sotto il comune fino alla primavera scorsa, fino a che non fu spostata perché stava cedendo il pavimento. Sarebbe bello riportarlo al suo posto, magari il 7 luglio» ha proposto Claudia.
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