Il Tirreno

Le panchine in rosso per dire no alla violenza

di Benedetta Bianchi
Le panchine in rosso per dire no alla violenza

Iniziativa dell’amministrazione con gli studenti delle scuole in piazza Garibaldi L’assessora Mosti: «È un’iniziativa che ci piace, uomini e donne uniti per la pace»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Esco, scendo le scale e mi trovo davanti un uomo alto, vestito di nero con occhi che fanno tremare soltanto a vederli. Un brivido mi attraversa la schiena e…». La ragazza di questo racconto muore per mano di uno sconosciuto, mentre suo fratello che la sente uscire di casa e urlare «ha ben altre cose da fare, tanto si sa che il femminicidio è solo una balla».

E’ una piccola storia scritta e letta da Ayrton Lombardi, studente di 1°A del liceo Palma di Massa nel corso dell’inaugurazione delle tre panchine rosse in Piazza Garibaldi. Un’iniziativa per dire no alla violenza di genere, per denunciare, per provare ad arginare un fenomeno ancora troppo diffuso.

Le panchine, che si uniscono alle due dipinte lo scorso anno, sono state inaugurate ieri mattina dall’assessore alle Pari opportunità del comune di Massa Elena Mosti e da una quarantina di alunni del biennio sezioni A e B del liceo artistico Palma che le hanno realizzate seguiti dagli insegnanti Anna Matarese e Alessandro Maggiani.

«È un’iniziativa che abbiamo sposato in pieno perché vede uomini e donne uniti per la pace e la condivisione aldilà della violenza» ha dichiarato l’assessore Mosti. Le panchine sono tre: una è unicamente di colore rosso a significare la denuncia nuda e cruda del fenomeno, a prendere atto della realtà e far riflettere sull’assenza rappresentata dalla seconda panchina dove elementi di un rosso scuro si sovrappongono al colore più acceso quasi ad indicare il segno lasciato dalla donna della gentilezza, del rispetto e dell’amore.

La terza panchina è ispirata ad una matrioska russa, simbolo di trasformazione sociale e culturale: la bambolina interna è il «seme» nascosto nella «madre», l’involucro esterno, e germoglierà assieme alla pace e all’amore. «Con questi progetti vogliamo rendere responsabili i ragazzi – sostiene la professoressa Matarese – far sì che prendano decisioni e sappiano risolvere i problemi nel momento in cui si crea una difficoltà; con la realizzazione delle panchine hanno condiviso e messo in atto scelte». Gli studenti con questo intervento grafico pittorico vogliono sollecitare lo spettatore a guardare oltre le apparenze, leggere il segno del rispetto e dell’amore che ogni vita passata lascia nel presente e far capire che tutti, uomini e donne, hanno gli stessi diritti. Al taglio del nastro è seguito un momento musicale di quattordici studenti dell’indirizzo musicale accompagnati dal professore Massimo Montaldi. Presenti all’iniziativa anche la 3°B tecnico turistico dell’istituto Salvetti e la 5°D del liceo scientifico Fermi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa