Attenzione
Fissati i congressi del Pd ma è caos candidature
di Manuela D’Angelo
Il 2 e 3 dicembre il voto per il rinnovo degli organismi di partito in provincia Discussione ancora aperta sui termini per presentare gli aspiranti segretari
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MASSA. Questo congresso s’ha da fare. E’ un continuo colpo di scena la vicenda che riguarda il Pd di Massa-Carrara, dal tesseramento 2017, congelato per volere della direzione nazionale, alla data del congresso, fino alla scelta dei candidati alle segretarie locali. Con un problema non da poco: gli iscritti a cui, per il momento, è stata negata la tessera Pd, stanno richiedendo indietro la quota pagata e, se lo facessero tutti, il Pd sarebbe costretto a restituire, non senza un po’ di imbarazzo, circa 25 mila euro, in tempi brevi.
Oggi, però, c’è almeno una data sicura: i congressi si svolgeranno il 2 e 3 dicembre, come ha stabilito la Commissione Territoriale per i Congressi 2017 di Massa-Carrara. Non solo: la stessa commissione ha anche riaperto i termini per la presentazione delle candidature a segretari, che si chiuderanno il 27 novembre alle 10. Su quest’ultimo punto, però, è ancora in corso un’accesa discussione, perché, secondo una parte del Pd, la commissione territoriale non ha potere di riaprire i termini delle candidature. Una posizione avallata soprattutto dall’ultimo documento a firma di Andrea Rossi, responsabile nazionale dell’organizzazione, che recita: «La data di presentazione delle candidature è un termine perentorio. La sua variazione, in quanto atto straordinario, può essere autorizzata esclusivamente dall'organismo che ha approvato il regolamento congressuale, vale a dire la direzione regionale». D'altronde dopo il ricorso, prosegue la nota “la commissione provinciale per il congresso di Massa -Carrara, si è assunta consapevolmente la responsabilità e il rischio che si potesse verificare che un candidato ammesso fosse successivamente decaduto, se nuovo iscritto non certificato».
«Ho una sola dichiarazione- commenta la deputata Martina Nardi, interpellata dal Tirreno – ho sempre accettato le decisioni prese dal nazionale, anche quella del congelamento del tesseramento 2017; mi aspetto che gli altri facciano lo stesso, anche quando i provvedimenti non sono proprio di loro gradimento».
Un passo indietro: quando è stato congelato il tesseramento 2017 (secondo la commissione territoriale per anomalie nella presentazione delle tessere da parte del presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, del consigliere regionale Giacomo Bugliani e della parlamentare Martina Nardi) per tutti quegli iscritti sono decaduti i diritti sia di elettorato attivo, che passivo. Dunque, non potevano più votare in sede di congresso, ma neanche essere votati. Tra questi iscritti 2017 figuravano Enrico Tonelli che aveva sfidato a Carrara Gian Luca Brizzi ed Elisabetta Sordi che avrebbe dovuto vedersela a Pontremoli con Antonio Tondani. Queste due candidature sono decadute e il congresso avrebbe dovuto svolgersi a Carrara e a Pontremoli “alla bulgara”, cioè con un solo candidato alla segreteria. La commissione, si legge, “non intende assumere alcuna responsabilità in merito all’esclusione di candidati”, sostenendo che “si sia evidentemente prodotto un danno nei confronti dei candidati di Pontremoli e Carrara” e considerando, infine, che “gli iscritti del Pd ritengano un’aberrazione della democrazia rappresentativa un congresso con un solo candidato, ove non unitario” e tutto perché “non si sono volute perseguire le responsabilità puntuali di chi ha assunto condotte riprovevoli”. Parole forti su cui la direzione nazionale è costretta a ragionare ancora, prima del via al congresso provinciale.
Oggi, però, c’è almeno una data sicura: i congressi si svolgeranno il 2 e 3 dicembre, come ha stabilito la Commissione Territoriale per i Congressi 2017 di Massa-Carrara. Non solo: la stessa commissione ha anche riaperto i termini per la presentazione delle candidature a segretari, che si chiuderanno il 27 novembre alle 10. Su quest’ultimo punto, però, è ancora in corso un’accesa discussione, perché, secondo una parte del Pd, la commissione territoriale non ha potere di riaprire i termini delle candidature. Una posizione avallata soprattutto dall’ultimo documento a firma di Andrea Rossi, responsabile nazionale dell’organizzazione, che recita: «La data di presentazione delle candidature è un termine perentorio. La sua variazione, in quanto atto straordinario, può essere autorizzata esclusivamente dall'organismo che ha approvato il regolamento congressuale, vale a dire la direzione regionale». D'altronde dopo il ricorso, prosegue la nota “la commissione provinciale per il congresso di Massa -Carrara, si è assunta consapevolmente la responsabilità e il rischio che si potesse verificare che un candidato ammesso fosse successivamente decaduto, se nuovo iscritto non certificato».
«Ho una sola dichiarazione- commenta la deputata Martina Nardi, interpellata dal Tirreno – ho sempre accettato le decisioni prese dal nazionale, anche quella del congelamento del tesseramento 2017; mi aspetto che gli altri facciano lo stesso, anche quando i provvedimenti non sono proprio di loro gradimento».
Un passo indietro: quando è stato congelato il tesseramento 2017 (secondo la commissione territoriale per anomalie nella presentazione delle tessere da parte del presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, del consigliere regionale Giacomo Bugliani e della parlamentare Martina Nardi) per tutti quegli iscritti sono decaduti i diritti sia di elettorato attivo, che passivo. Dunque, non potevano più votare in sede di congresso, ma neanche essere votati. Tra questi iscritti 2017 figuravano Enrico Tonelli che aveva sfidato a Carrara Gian Luca Brizzi ed Elisabetta Sordi che avrebbe dovuto vedersela a Pontremoli con Antonio Tondani. Queste due candidature sono decadute e il congresso avrebbe dovuto svolgersi a Carrara e a Pontremoli “alla bulgara”, cioè con un solo candidato alla segreteria. La commissione, si legge, “non intende assumere alcuna responsabilità in merito all’esclusione di candidati”, sostenendo che “si sia evidentemente prodotto un danno nei confronti dei candidati di Pontremoli e Carrara” e considerando, infine, che “gli iscritti del Pd ritengano un’aberrazione della democrazia rappresentativa un congresso con un solo candidato, ove non unitario” e tutto perché “non si sono volute perseguire le responsabilità puntuali di chi ha assunto condotte riprovevoli”. Parole forti su cui la direzione nazionale è costretta a ragionare ancora, prima del via al congresso provinciale.
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