Sicurezza
protagonisti i ragazzi del tifoni
Studenti a lezione di politica
Il sindaco Novoa: «Un modo per avvicinarli alla cosa pubblica»
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MULAZZO . Giovedì mattina, nel municipio di Mulazzo, si è svolto un incontro con i ragazzi dell’istituto comprensivo Tifoni, per spiegare come si svolgeranno le elezioni del consiglio comunale dei giovani, che si svolgeranno tra gennaio e febbraio del prossimo anno e a cui potranno partecipare tutti coloro che non hanno ancora compiuto 18 anni. La mattinata si è trasformata in una lezione di educazione civica, in cui sono stati spiegati i meccanismi che regolano la macchina amministrativa, con particolare attenzione alle metodologie di elezione e i ruoli all’interno dell’amministrazione.
«È un modo per avvicinare i ragazzi alla comprensione delle dinamiche di governo di un territorio – dice il sindaco Claudio Novoa – sensibilizzando i ragazzi verso la funzione della politica».
Della stessa opinione anche Antonio Ferrari Vivaldi, presidente del consiglio comunale, promotore dell’idea insieme a Marco Ciri, ha illustrato tutte le fasi agli studenti elencando anche i diritti e i doveri di coloro che saranno eletti nella piccola riproposizione dell’assemblea governativa.
«L’idea è quella di portare i ragazzi dai dieci ai 18 anni non compiuti – spiega Vivaldi – ad essere più responsabili verso il bene comune, insegnando loro quali sono i mezzi attraverso cui si può promuovere il territorio e i bisogni delle persone. Noi vorremmo accentuare la sensibilità nel confronto della cosa pubblica, i nostri giovani devono essere protagonisti del loro presente, ma anche del futuro. Un percorso formativo che, magari, in futuro potrebbe fare emergere i futuri amministratori od il futuro sindaco». Un momento di apprendimento che si contestualizza benissimo nella didattica scolastica e questo pensiero viene espresso dalla dirigente scolastica dell’istituto Tifoni, Maria Grazia Ricci: «I ragazzi hanno acquisito nel contesto scolastico tante conoscenze e competenze che utilizzeranno in questo contesto, dovranno comprendere che quello che hanno appreso non l’hanno appreso solo per risolvere problemi scolastici, per ottenere il buon voto. L’obiettivo dello studio è inserirsi nel contesto sociale e questo nuova forma di partecipazione diventa il contenitore giusto per utilizzare ciò che si è imparato. Vorrei vedere dei ragazzi attivi – conclude Ricci – protagonisti nel loro percorso formativo, ma soprattutto in questo contesto sociale». (c. b.)
«È un modo per avvicinare i ragazzi alla comprensione delle dinamiche di governo di un territorio – dice il sindaco Claudio Novoa – sensibilizzando i ragazzi verso la funzione della politica».
Della stessa opinione anche Antonio Ferrari Vivaldi, presidente del consiglio comunale, promotore dell’idea insieme a Marco Ciri, ha illustrato tutte le fasi agli studenti elencando anche i diritti e i doveri di coloro che saranno eletti nella piccola riproposizione dell’assemblea governativa.
«L’idea è quella di portare i ragazzi dai dieci ai 18 anni non compiuti – spiega Vivaldi – ad essere più responsabili verso il bene comune, insegnando loro quali sono i mezzi attraverso cui si può promuovere il territorio e i bisogni delle persone. Noi vorremmo accentuare la sensibilità nel confronto della cosa pubblica, i nostri giovani devono essere protagonisti del loro presente, ma anche del futuro. Un percorso formativo che, magari, in futuro potrebbe fare emergere i futuri amministratori od il futuro sindaco». Un momento di apprendimento che si contestualizza benissimo nella didattica scolastica e questo pensiero viene espresso dalla dirigente scolastica dell’istituto Tifoni, Maria Grazia Ricci: «I ragazzi hanno acquisito nel contesto scolastico tante conoscenze e competenze che utilizzeranno in questo contesto, dovranno comprendere che quello che hanno appreso non l’hanno appreso solo per risolvere problemi scolastici, per ottenere il buon voto. L’obiettivo dello studio è inserirsi nel contesto sociale e questo nuova forma di partecipazione diventa il contenitore giusto per utilizzare ciò che si è imparato. Vorrei vedere dei ragazzi attivi – conclude Ricci – protagonisti nel loro percorso formativo, ma soprattutto in questo contesto sociale». (c. b.)
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