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La vicesindaca Michela Carlotti: «Basta con la violenza di genere»

La vicesindaca Michela Carlotti: «Basta con la violenza di genere»

LICCIANA NARDI . Il drappo rosso listato a nero che da qualche giorno sventola dalla balaustra del palazzo comunale, esprime tutta la solidarietà, oltre al dolore, della popolazione femminile, e non...

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LICCIANA NARDI . Il drappo rosso listato a nero che da qualche giorno sventola dalla balaustra del palazzo comunale, esprime tutta la solidarietà, oltre al dolore, della popolazione femminile, e non solo, del Comune di Licciana Nardi. Una rabbia che proviene un po’da ovunque e che è stata puntualmente raccolta anche dalla piccola comunità liccianese, disseminata nei mille rivoli urbani che attraversano in lungo e in largo il vasto comprensorio.

Una voce che, possente, si leva per dire basta ai femminicidi e all’allungarsi a dismisura della fila esposta di scarpe rosse, ogni paio delle quali significa lo spegnimento tragico di una vita femminile, sovente maturato tra le mura domestiche e quindi nell’ambito della stessa famiglia.

A farsi portavoce del motto “No alla violenza di genere” è Michela Carlotti, vicesindaco e assessore alle politiche sociali della giunta retta dal sindaco Pierluigi Belli.

«Il Comune di Licciana Nardi – esordisce Carlotti – vuol contribuire al dibattito sulla violenza di genere, per spostare in avanti, fosse anche solo di un millimetro, il discorso pubblico su questo tema delicatissimo. L’affissione del drappo rosso, col fiocco nero del lutto, fuori dal terrazzino del palazzo comunale, da oggi e per tutto il fine settimana in occasione della giornata del 25 novembre, vuol testimoniare la ferma presa di posizione della nuova amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pierluigi Belli, contro la violenza di genere. Il silenzio su questo fenomeno non è ammissibile: rischia di diventare un alibi». Carlotti, poi, spiega che «i numeri fanno paura: ogni due giorni una donna viene uccisa dal compagno. Ognuno deve fare il suo per contribuire a contrastare il fenomeno a ogni livello. La giustizia deve assicurare velocità dei processi e certezza della pena. Questa è la conditio sine qua non: senza tale presupposto, viene vanificata ogni iniziativa, sforzo individuale ed impegno sociale contro la violenza di genere». L’intervento del vicesindaco prosegue:

«A un altro livello devono agire le politiche sociali, contribuendo al rafforzamento delle reti anti violenza in collaborazione con i servizi sociali e con il crescente coinvolgimento del terzo settore e dell’associazionismo. Poi bisogna agire su un piano culturale. Il dialogo, la cultura e l’educazione sono strumenti indispensabili per costruire basi diverse di “educazione sentimentale”. Purtroppo, nonostante i vari proclami sulle pari opportunità, la nostra è una società ancora sbilanciata al maschile, proprio a partire dall’educazione: ci preoccupiamo che le femmine non siano ribelli, che crescano sviluppando al più presto dignità e coscienza – conclude Carlotti – mentre non ci preoccupiamo della crescita etica maschile. È necessario partire anche da qui, per costruire risposte». (f. p.)

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