Attenzione
Una tappa in più sulla via degli Abati
È l’idea dell’amministrazione pontremolese, che vorrebbe istituirla alla Cervara
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PONTREMOLI . In questi giorni c’è stato un incontro tra l’assessore al turismo del comune di Pontremoli, Clara Cavellini, con Luciano Allegri presidente dell’associazione che promuove la “via degli Abati”, accompagnato da alcuni consiglieri dell’associazione. Un colloquio che aveva come punto centrale iniziative per cercare di attivare un punto tappa alla Cervara, utile a ridurre la percorrenza del tratto che collega Borgotaro a Pontremoli. La dimostrazione che questo percorso storico, che unisce Bobbio a Pontremoli, sta vivendo una fase di rilancio ed è molto frequentato dai pellegrini.
La “via degli Abati” è un itinerario medievale, che gli abati e religiosi del monastero di San Colombano di Bobbio percorrevano per raggiungere Roma. La via degli Abati attraversa l’appennino Toscoemiliano per un totale di 125 chilometri, includendo i quattro passi.
Innumerevoli i borghi, le chiese, le rocche e i luoghi rimasti immutati nel tempo, dove solo gli elementi naturali e l’abbandono dell’uomo hanno contribuito all’attuale fascino. Da Bobbio la via giunge a Pontremoli, dove si innesta nella Via Francigena di Sigerico, seguendo testimonianze e segni di età medievale riscoprendo una zona di grande fascino storico, ambientale e artistico tra le province di Piacenza, Parma e Massa-Carrara.
L’itinerario è stato riscoperto, negli anni dal 1995 al 2000, da Giovanni Magistretti, studioso piacentino componente dell’associazione Amici di San Colombano di Bobbio, che ha utilizzato per la parte storica varie fonti, tra cui il Codice Diplomatico del monastero di San Colombano, e verificato più volte le diverse ipotesi sul territorio, nel tratto Bobbio-Pontremoli, fino a arrivare a un percorso condiviso.
E, altra dimostrazione della nuova giovinezza che sta conoscendo il percorso, dal 2007 la via degli Abati è la sede della Abbots-Way Ultra Trail, una corsa che sta riscuotendo sempre più successo e partecipazione, con tanti atleti che si tuffano in questa gara che attraversa il tempo e la natura in un percorso lungo 125 km sui sentieri dell’Appennino Tosco Emiliano con un dislivello di 5. 500 metri.
Riccardo Sordi
La “via degli Abati” è un itinerario medievale, che gli abati e religiosi del monastero di San Colombano di Bobbio percorrevano per raggiungere Roma. La via degli Abati attraversa l’appennino Toscoemiliano per un totale di 125 chilometri, includendo i quattro passi.
Innumerevoli i borghi, le chiese, le rocche e i luoghi rimasti immutati nel tempo, dove solo gli elementi naturali e l’abbandono dell’uomo hanno contribuito all’attuale fascino. Da Bobbio la via giunge a Pontremoli, dove si innesta nella Via Francigena di Sigerico, seguendo testimonianze e segni di età medievale riscoprendo una zona di grande fascino storico, ambientale e artistico tra le province di Piacenza, Parma e Massa-Carrara.
L’itinerario è stato riscoperto, negli anni dal 1995 al 2000, da Giovanni Magistretti, studioso piacentino componente dell’associazione Amici di San Colombano di Bobbio, che ha utilizzato per la parte storica varie fonti, tra cui il Codice Diplomatico del monastero di San Colombano, e verificato più volte le diverse ipotesi sul territorio, nel tratto Bobbio-Pontremoli, fino a arrivare a un percorso condiviso.
E, altra dimostrazione della nuova giovinezza che sta conoscendo il percorso, dal 2007 la via degli Abati è la sede della Abbots-Way Ultra Trail, una corsa che sta riscuotendo sempre più successo e partecipazione, con tanti atleti che si tuffano in questa gara che attraversa il tempo e la natura in un percorso lungo 125 km sui sentieri dell’Appennino Tosco Emiliano con un dislivello di 5. 500 metri.
Riccardo Sordi
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