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Operai ancora incerti sull’accordo, critiche di Rifondazione Comunista

Operai ancora incerti sull’accordo, critiche di Rifondazione Comunista

CARRARA. Si sono presi ancora qualche ora di tempo per riflettere su una decisione che condizionerà sicuramente non solo la loro carriera ma anche le loro vite. Sì perché dopo oltre 20 anni di...

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CARRARA. Si sono presi ancora qualche ora di tempo per riflettere su una decisione che condizionerà sicuramente non solo la loro carriera ma anche le loro vite.

Sì perché dopo oltre 20 anni di “onorato servizio” presso la fabbrica più importante della città, cambiare non è sicuramente facile. I tre addetti al servizio di guardianaggio licenziati a inizio novembre da Nca sono ancora incerti se accettare l’offerta della dirigenza di The Italian Sea Group o prendere altre strade, anche legali.

Martedì, dopo una battaglia di 20 giorni, sindacati e proprietà hanno sottoscritto un verbale che offre ai lavoratori la possibilità di essere ricollocati presso la Securitas Metronotte San Giorgio Rsl, la ditta che subentrerà nel servizio di guadianaggio di Nca o presso Sicmi Srl, un’impresa metalmeccanica con sede a Massa. In entrambi i casi avranno garantito il mantenimento di anzianità, retribuzione e dei diritti previsti dall’articolo 18, più eventuali spese di trasferta.

Il tutto per 4 anni e a carico di Nca che metterà di tasca sua la differenza tra il salario che le due ditte sono in grado di offrire e quello che i tre addetti percepivano dal cantiere. Ma l’accordo non convince tutti

In attesa di conoscere la loro risposta, Rifondazione Comunista torna sulla vicenda, con toni molto critici. «L’accordo siglato in Assindustria tra le parti sociali e la dirigenza del cantiere, ci sembra non rispettare assolutamente i punti tracciati ed approvati nell’assise del 13 novembre» contesta la segreteria provinciale di Rifondazione che chiama in causa le istituzioni locali.

«La proprietà ha accettato di incontrare le parti sociali solo ad accordo già proposto ai sindaci, di nuovo esternamente all’azienda e tramite i propri legali rappresentanti chiudendo le porte ai sindacati» rivelano da RIfondazione, sottolineando che «le soluzioni che avevano portato ai tre licenziamenti non si differenziano da quelle partorite in queste ore».

«Una monetizzazione spalmata in quattro anni fatta passare per una vittoria, dove lo stesso esecutore Costantino si fa garante dei diritti dei lavoratori che ha messo nella strada, ci fa non poco rabbrividire» insistono i rifondaroli, che affermano di credere «nella buona fede del sindaco De Pasquale nel definire tutto questo come positivo, giustificandone l’inesperienza che purtroppo pagherà colpevole di un ordine del giorno illusorio e votato da tutti ad arte».

La segreteria provinciale però ribadisce che «per arginare questa perdita occupazionale il comitato portuale, nel quale sono rappresentate tutte le istituzioni dovrebbe sospendere qualsiasi richiesta di ampliamento o ulteriori concessioni, e devono partire gli adeguati controlli riguardo agli accordi del 2012, fino al ripristino delle normali relazioni sindacali e istituzionali».

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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