Attenzione
La lezione speciale con il tennista Nicola Codega
La bella esperienza della classe Terza D della Leopardi L’atleta carrarese quinto in Italia nella categoria disabili
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CARRARA. I ragazzini della Terza D della scuola media Giacomo Leopardi hanno potuto trascorrere una lezione di educazione fisica molto speciale: assieme alla loro insegnante Elisabetta Palma i ragazzini si sono recati al Circolo di Tennis di Carrara per assistere a un allenamento di Nicola Codega con il suo allenatore Enrico Simonelli. Nicola Codega infatti che è un associato di Sport Insieme Livorno, l’associazione Sportivo Dilettantistica per diversamente abili e che gareggia in tornei tennistici nazionali e internazionali arrivando a classificarsi 5° in Italia nella categoria di disabilità a cui appartiene, ha mostrato loro come si gioca a tennis stando seduti su una sedia a rotelle, palleggiando poi insieme a ciascuno di loro, fatti sedere uno alla volta sulla sua sedie sportiva in più. «In passato ero andato alla Leopardi -racconta Nicola Codega- invitato nella loro palestra per dare il calcio di inizio a delle partite di calcetto tra ragazzini normodotati e disabili del don gnocchi e poi, lo scorso giugno, nell’ambito del progetto disabilità andai a presentare il mio libro “Sempre in piedi": in quella occasione invitai i ragazzi a venire ad assistere ad un mio allenamento. «L’esperienza di questa mattina-ha spiegato l’insegnante- è stata decisa per aggiungere un tassello ad un percorso avviato con i bambini in prima media: “Integrazione attraverso lo sport” è il filo conduttore delle nostre iniziative. Dapprima con il Cai di Carrara presentando le nuove opportunità che hanno le persone diversamente abili di praticare sport in montagna; in seguito con il Comando di Polizia Municipale abbiamo parlato di barriere architettoniche e delle norme della strada». I ragazzi, a detta di insegnante e di Nicola, si sono divertiti un mondo avendo potuto comprendere non solo le diverse abilità da mettere in campo quando si gioca a tennis da seduti ma anche «la consapevolezza di come può essere diverso affrontare la vita da un altro punto di vista e la determinazione per raggiungere un obiettivo» ha commentato Elisabetta Palma. «I ragazzi oggi hanno bisogno di un contatto con la realtà, vivono troppo nel virtuale-ha osservato Nicola, da anni impegnato nelle scuole per portare il suo messaggio di forza e coraggio-io credo che guardarmi giocare per loro sia stato molto educativo: l’anno scorso, per esempio, avevo incontrato un ragazzino che in seguito a un infortunio voleva smettere di giocare a calcio, ma dopo aver visto me, mi raccontò poi la sua insegnante, cambiò idea». (f.v.)
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