“Diabolik” lascia il carcere e va in comunità
Il giudice del tribunale di sorveglianza ha considerato il comportamento di Riccardo Vignozzi
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CARRARA. Riccardo Vignozzi, figlio di Roberto - l’ex postino condannato in primo grado dalla corte di assise di Massa per l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi - da ieri pomeriggio si trova in comunità in Valdinievole per disintossicarsi, dove deve scontare una pena di poco più di tre anni. Lo ha deciso il giudice del tribunale di sorveglianza valutando l’impegno che ci sta mettendo il giovane per il suo recupero. Riccardo, conosciuto come Diabolik, si è iscritto a scuola e sta seguendo con profitto le lezioni di prima superiore, dopo mche aveva interrotto gli studi. Non solo: in carcere ha tenuto un comportamento irreprensibile. Insomma, secondo i magistrati la richiesta del legale del giovane, l’avvocato Enrico Di Martino, era fondata. E, nonostante nei giorni scorsi fosse arrivato un altro residuo di pena da scontare in carcere, hanno aperto le porte della cella.
Quindi dalla comunità attenderà la prossima udienza - prevista il 4 dicembre - dei furti commessi a Carrara, quelli che gli erano valsi il soprannome di Diabolik.Nel 2014 l’imputato si era industriato in una serie di colpi nelle scuole, portando via computer portatili, lavagne multimediali, e di tutti gli spiccioli contenuti nei distributori di merendine. Dopo l’ultimo furto però era stato fermato e arrestato. E la refurtiva, dal valore di qualche migliaio di euro, era stata ritrovata nel suo appartamento. A rivelare l’identità di Vignozzi era stata il metodo seguito nelle sue scorribande, sempre molto simili, che avevano messo le forze dell’ordine sulle sue tracce. E passo dopo passo si era risaliti all’identità del colpevole. Tra l’altro ben conosciuto alle forze dell’ordine di Carrara. E seguito da tempo, visti i sospetti.
A luglio il pubblico ministero ha chiesto la modifica del capo d’imputazione da furto a ricettazione. Proprio su questo punto Di Martino è pronto a dare battaglia. Anche se adesso che il suo assistito è stato messo in prova in comunità potrebbe seguire una linea difensiva improntata sul possibile recupero del ragazzo. Che dopo quello che è successo alla sua famiglia sembra essere cambiato.
Quindi dalla comunità attenderà la prossima udienza - prevista il 4 dicembre - dei furti commessi a Carrara, quelli che gli erano valsi il soprannome di Diabolik.Nel 2014 l’imputato si era industriato in una serie di colpi nelle scuole, portando via computer portatili, lavagne multimediali, e di tutti gli spiccioli contenuti nei distributori di merendine. Dopo l’ultimo furto però era stato fermato e arrestato. E la refurtiva, dal valore di qualche migliaio di euro, era stata ritrovata nel suo appartamento. A rivelare l’identità di Vignozzi era stata il metodo seguito nelle sue scorribande, sempre molto simili, che avevano messo le forze dell’ordine sulle sue tracce. E passo dopo passo si era risaliti all’identità del colpevole. Tra l’altro ben conosciuto alle forze dell’ordine di Carrara. E seguito da tempo, visti i sospetti.
A luglio il pubblico ministero ha chiesto la modifica del capo d’imputazione da furto a ricettazione. Proprio su questo punto Di Martino è pronto a dare battaglia. Anche se adesso che il suo assistito è stato messo in prova in comunità potrebbe seguire una linea difensiva improntata sul possibile recupero del ragazzo. Che dopo quello che è successo alla sua famiglia sembra essere cambiato.
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