Il dolore
Al via il processo al baby stalker
L’adolescente è accusato di aver picchiato e perseguitato la fidanzatina
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA-CARRARA. La sentenza del processo col rito immediato, davanti al giudice del tribunale dei minori di Genova, che vede alla sbarra un diciassettenne apuano, accusato di aver picchiato la fidanzatina, ci sarà il 20 di dicembre. Ieri sono stati sentiti due testimoni della difesa (il giovane si è affidato all’avvocato Giuseppe Del Papa), che hanno in parte smentito le accuse della vittima, dicendo che era lei a cercarlo e che in un episodio in cui erano presenti anche loro non era andata proprio come riportato nella denuncia. Il quadro accusatorio comunque resta importante: l’imputato aveva anche aspettato la fidanzata all’uscita della scuola per insultarla davanti alle compagne. Lei aveva sopportato pazientemente, anche gli sputi quando si incrociavano per strada. Fino a quando non l’ha picchiata e così è scattata la denuncia che aveva portato al fermo del minorenne. Era la fine di maggio. Da allora il ragazzo è stato portato in una casa famiglia.
Una vicenda che aveva sconcertato gli stessi inquirenti: per la giovane età dei protagonisti. La coppia si era formata all’inizio dell’anno scolastico, verso la fine di settembre. I due andavano d’amore e d’accordo, poi però la storia si era logorata rapidamente, a quanto pare per la gelosia del giovane. Che pretendeva che la sua fidanzata stesse sempre con lui e che non vedesse nessun altro, neanche le sue amiche. La quindicenne aveva sopportato finché aveva potuto ma a febbraio era stata costretta a troncare perché era troppo piccola per legarsi a una persona così morbosamente. Da quel momento per lei era stato un vero e proprio incubo: il diciassettenne voleva ricucire, tentava di farle capire che sarebbe cambiato. I messaggi prima d’amore si sono trasformati in parole d’odio. La minacciava, l’apostrofava nel peggiore dei modi. Lei ha sopportato, perché sperava almeno di rimanere amica di quello che in fondo era stato il suo primo vero fidanzatino. Ma l’escalation di violenza non si arresta e anzi il diciassettenne diventa un vero e proprio aguzzino. Fino all’episodio più drammatico, quando la strattona e la picchia.
Una vicenda che aveva sconcertato gli stessi inquirenti: per la giovane età dei protagonisti. La coppia si era formata all’inizio dell’anno scolastico, verso la fine di settembre. I due andavano d’amore e d’accordo, poi però la storia si era logorata rapidamente, a quanto pare per la gelosia del giovane. Che pretendeva che la sua fidanzata stesse sempre con lui e che non vedesse nessun altro, neanche le sue amiche. La quindicenne aveva sopportato finché aveva potuto ma a febbraio era stata costretta a troncare perché era troppo piccola per legarsi a una persona così morbosamente. Da quel momento per lei era stato un vero e proprio incubo: il diciassettenne voleva ricucire, tentava di farle capire che sarebbe cambiato. I messaggi prima d’amore si sono trasformati in parole d’odio. La minacciava, l’apostrofava nel peggiore dei modi. Lei ha sopportato, perché sperava almeno di rimanere amica di quello che in fondo era stato il suo primo vero fidanzatino. Ma l’escalation di violenza non si arresta e anzi il diciassettenne diventa un vero e proprio aguzzino. Fino all’episodio più drammatico, quando la strattona e la picchia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
