Attenzione
E Mallegni attacca: «Come sono possibili questi ritardi?»
MASSA. «Quando me lo hanno detto non volevo crederci. A Massa avete un Regolamento Edilizio del 1939 e un piano regolatore che risale agli anni ’80. Ma come è stato possibile?». Sala piena per...
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MASSA. «Quando me lo hanno detto non volevo crederci. A Massa avete un Regolamento Edilizio del 1939 e un piano regolatore che risale agli anni ’80. Ma come è stato possibile?». Sala piena per Massimo Mallegni, il sindaco dimissionario di Pietrasanta e vice coordinatore vicario di Forza Italia ospite nella sede di Confartigianato del primo di una serie di incontri con i rappresentanti della politica toscana. Mallegni rieletto, per la terza volta, nel giugno 2015, oggi è a disposizione del movimento di Forza Italia per cui si occupa a livello nazionale di movimenti civici in vista delle elezioni. «C’è tutto un mondo, quello delle liste civiche, che condivide con noi l’esigenza di dare risposte concrete a famiglie ed imprese. Vogliamo dialogare con chi vive sul territorio: esperienza e contributo amministratori locali non può essere escluso da scelte nazionali. In questa direzione abbiamo avanzato la proposta di un Ministero dei Comuni». Al di là del suo futuro politico, il sindaco artefice del miracolo della Piccola Atene, che a Massa ha molti simpatizzanti e molti estimatori che guardano a Pietrasanta come città modello, Mallegni (intervistato da Attilio Papini), non ha risparmiato critiche al sistema politico regionale e ai “politici di professione”: «Se confondi la politica con il lavoro stai attaccato a quell’incarico fino alla morte. La politica è servizio. Prima devi avere un lavoro che ti permette di vivere, poi allora puoi occuparti di politica. Io la intendo così». Ma sono state le imprese - in platea una cinquantina di imprenditori - al centro delle sue attenzioni: «Ho un’impresa turistica e so perfettamente quali sono i problemi ed i bisogni delle imprese. I miei problemi, di tutti i giorni, la Tari, la Tasi, l’Irap, la burocrazia: li vivo sulla pelle. Le piccole imprese vogliono uno stato più semplice, meno burocrazia ed una giustizia chiara e definita; sono l’unico strumento di sviluppo di un territorio. L’imprenditore dovrebbe essere un interlocutore privilegiato per ogni comune e non un problema. Tenere bloccato il regolamento urbanistico è l’esatto opposto di quello che dovrebbe fare un comune per le sue imprese e per la sua città».
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