Sicurezza
Tensione al presidio, il traffico in tilt
di Francesca Vatteroni
In trenta fermano le auto per bloccare alcuni armatori in visita. Costantino stoppato sulla Porsche, rientra in retromarcia
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CARRARA. Sono arrivati al sedicesimo giorno di protesta e di presidio e non hanno nessuna intenzione di mollare: «Noi a andiamo avanti anche fino a Natale: siamo pronti a passarci il capodanno qua, abbiamo il riscaldamento, abbiamo i lettini e il supporto della città. Ci hanno buttato per la strada? E noi ci restiamo» dice Piero De Luca e gli fa eco il suo compagno Stefano Zanetti, legato insieme a lui con una catena. E ribadisce: «Ci hanno buttato per la strada noi e la nostra famiglia».
Loro sono i due addetti al guardianaggio licenziati insieme a un terzo, da Nca. Davanti alla tenda del presidio, accanto a cui hanno acceso un falò, dirimpetto all'entrata dei Nuovi Cantieri Apuania, sull'altro lato del viale Colombo, i manifestanti spiegano il motivo della chiamata a raccolta delle forze, fatta proprio in occasione dell'arrivo previsto di alcuni armatori: «Verranno alcuni armatori in visita e noi vogliamo che vedano che non è tutto oro quello che luccica. Che oltre l'atelier che il presidente Costantino ha installato dentro, ci siamo anche noi fuori» dicono i presidianti.
Paolo Gozzani segretario provinciale Cgil è tra i più determinati mentre sventolando la bandiera rossa della Cgil, attraversa in un senso e nell'altro, a ripetizione, le strisce pedonali davanti all'entrata di Nca, insieme a una trentina di altri manifestanti: «Adesso vogliamo che le parole diventino fatti, che il sindaco vada personalmente a parlare con il patron Costantino: il documento sottoscritto ieri (venerdì, ndc), dove il Consiglio impegna sindaco e giunta a intervenire per ottenere la revoca dei licenziati, a verificare il piano industriale di Nca legato alla concessione del suolo a demanio pubblico su cui insiste il cantiere e a chiedere l'apertura di un tavolo con Ministero e Regione non deve restare sulla carta».
«Dei 140 operai ereditati da Giovanni Costantino nel 2012 al momento dell'acquisto della società dallo Stato - aggiunge - ne sono rimasti sì e no circa una settantina, su un totale di 180 tra stagisti e dipendenti assorbiti da altre realtà». «Questi 68 dipendenti sono gli unici sindacalizzati e Costantino li sta allontanando tutti, piano piano-sostiene Luisa Pietrini della Fiom Cgil -e la nostra paura è che venga sdoganato questo modo di fare impresa: chi ce lo dice che poi un domani non tocchi ad un altro reparto, ad altri operai?».
Ci spiega infatti che di quella settantina di operai nessuno è rimasto alla produzione, la quale infatti è stata tutta trasferita a ditte esterne: «Non solo-prosegue tra un clacson di macchina e un altro degli automobilisti innervositi, Gozzani- noi vogliamo un incontro anche con Cna e Confartigianato perché stanno venendo presso i nostri uffici-vertenze, diversi dipendenti delle ditte artigiane a cui Nca ha esternalizzato la produzione, i quali non vedono pagarsi le loro spettanze dalle ditte per cui lavorano perché queste non sono pagate da nca, che le trascina spesso e volentieri in contenzioso: vorremmo sapere cosa ne pensano gli artigiani».
Nel frattempo la situazione si scalda, corre voce che gli armatori siano passati dall'altra entrata, non quella principale dove è posizionato il presidio: da una macchina ferma in colonna intanto si sente una ragazza protestare urlando spazientita: «Ho i bambini in macchina» e un'altra macchina, ferma in colonna anch'essa, una Bmw bianca, improvvisamente scatta nell'altra corsia contromano, frenando bruscamente a pochi metri dal corteo che sta bloccando il traffico: l'autista cerca di scendere, ma qualcuno provvidenzialmente, tra chi protesta, impedisce alla portiera di aprirsi. Nel frattempo due ragazzi di colore, presumibilmente stranieri, a bordo di una Fiat beige filmano tutto con un cellulare. Poi la situazione si calma.
Piero Marchini di Rifondazione Comunista allora prova a spiegare il suo punto di vista: «Non si capisce come mai abbiano dato a Costantino una concessione sul suolo pubblico trentennale, non era mai successo nella storia dei cantieri e nella storia del bacino portuale: questa concessione va fatta saltare» ha esortato.
Ecco però che proprio dall'entrata principale, a un ceto punto, si affaccia la Porsche nera di Costantino, che evidentemente ha scelto quell'uscita davanti al presidio piuttosto che l'altra uscita, quella più distante, sempre lungo il viale da dove probabilmente sono passati gli armatori in visita. Ma i manifestanti se ne accorgono e bloccano le macchine sul viale che restano incolonnate impedendo alla Porsche passare, l’autista decide quindi per la retromarcia. «Noi siamo preoccupati per la salute di Stefano e Piero - afferma Gozzani - da 16 giorni, notte e giorno sono rimasti incatenati qui al freddo e all'umidità: chiediamo un intervento urgente».
Loro sono i due addetti al guardianaggio licenziati insieme a un terzo, da Nca. Davanti alla tenda del presidio, accanto a cui hanno acceso un falò, dirimpetto all'entrata dei Nuovi Cantieri Apuania, sull'altro lato del viale Colombo, i manifestanti spiegano il motivo della chiamata a raccolta delle forze, fatta proprio in occasione dell'arrivo previsto di alcuni armatori: «Verranno alcuni armatori in visita e noi vogliamo che vedano che non è tutto oro quello che luccica. Che oltre l'atelier che il presidente Costantino ha installato dentro, ci siamo anche noi fuori» dicono i presidianti.
Paolo Gozzani segretario provinciale Cgil è tra i più determinati mentre sventolando la bandiera rossa della Cgil, attraversa in un senso e nell'altro, a ripetizione, le strisce pedonali davanti all'entrata di Nca, insieme a una trentina di altri manifestanti: «Adesso vogliamo che le parole diventino fatti, che il sindaco vada personalmente a parlare con il patron Costantino: il documento sottoscritto ieri (venerdì, ndc), dove il Consiglio impegna sindaco e giunta a intervenire per ottenere la revoca dei licenziati, a verificare il piano industriale di Nca legato alla concessione del suolo a demanio pubblico su cui insiste il cantiere e a chiedere l'apertura di un tavolo con Ministero e Regione non deve restare sulla carta».
«Dei 140 operai ereditati da Giovanni Costantino nel 2012 al momento dell'acquisto della società dallo Stato - aggiunge - ne sono rimasti sì e no circa una settantina, su un totale di 180 tra stagisti e dipendenti assorbiti da altre realtà». «Questi 68 dipendenti sono gli unici sindacalizzati e Costantino li sta allontanando tutti, piano piano-sostiene Luisa Pietrini della Fiom Cgil -e la nostra paura è che venga sdoganato questo modo di fare impresa: chi ce lo dice che poi un domani non tocchi ad un altro reparto, ad altri operai?».
Ci spiega infatti che di quella settantina di operai nessuno è rimasto alla produzione, la quale infatti è stata tutta trasferita a ditte esterne: «Non solo-prosegue tra un clacson di macchina e un altro degli automobilisti innervositi, Gozzani- noi vogliamo un incontro anche con Cna e Confartigianato perché stanno venendo presso i nostri uffici-vertenze, diversi dipendenti delle ditte artigiane a cui Nca ha esternalizzato la produzione, i quali non vedono pagarsi le loro spettanze dalle ditte per cui lavorano perché queste non sono pagate da nca, che le trascina spesso e volentieri in contenzioso: vorremmo sapere cosa ne pensano gli artigiani».
Nel frattempo la situazione si scalda, corre voce che gli armatori siano passati dall'altra entrata, non quella principale dove è posizionato il presidio: da una macchina ferma in colonna intanto si sente una ragazza protestare urlando spazientita: «Ho i bambini in macchina» e un'altra macchina, ferma in colonna anch'essa, una Bmw bianca, improvvisamente scatta nell'altra corsia contromano, frenando bruscamente a pochi metri dal corteo che sta bloccando il traffico: l'autista cerca di scendere, ma qualcuno provvidenzialmente, tra chi protesta, impedisce alla portiera di aprirsi. Nel frattempo due ragazzi di colore, presumibilmente stranieri, a bordo di una Fiat beige filmano tutto con un cellulare. Poi la situazione si calma.
Piero Marchini di Rifondazione Comunista allora prova a spiegare il suo punto di vista: «Non si capisce come mai abbiano dato a Costantino una concessione sul suolo pubblico trentennale, non era mai successo nella storia dei cantieri e nella storia del bacino portuale: questa concessione va fatta saltare» ha esortato.
Ecco però che proprio dall'entrata principale, a un ceto punto, si affaccia la Porsche nera di Costantino, che evidentemente ha scelto quell'uscita davanti al presidio piuttosto che l'altra uscita, quella più distante, sempre lungo il viale da dove probabilmente sono passati gli armatori in visita. Ma i manifestanti se ne accorgono e bloccano le macchine sul viale che restano incolonnate impedendo alla Porsche passare, l’autista decide quindi per la retromarcia. «Noi siamo preoccupati per la salute di Stefano e Piero - afferma Gozzani - da 16 giorni, notte e giorno sono rimasti incatenati qui al freddo e all'umidità: chiediamo un intervento urgente».
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