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Ritorna Casa Più, la gioia dei ragazzi
Secondo anno di sperimentazione per il progetto pilota Un luogo di educazione e responsabilità per giovani disabili
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PONTREMOLI. Bastava vedere i sorrisi dei ragazzi coinvolti nel progetto “Casa Più – Un percorso verso la vita indipendente” per capire che questa iniziativa, illustrata ieri mattina al teatro della Rosa, ha avuto un grande successo. “Casa Più” è un progetto pilota per la Lunigiana, arrivato al secondo anno di sperimentazione, che coinvolge 8 persone giovani, con disabilità intellettive, abitanti in Lunigiana, che hanno intrapreso un percorso che consente loro di vivere, in maniera più autonoma possibile, all’interno di due appartamenti.
Si tratta di due unità abitative in centro a Pontremoli, dove i ragazzi, seguiti dagli educatori, imparano che cosa significa avere una casa, tenerla in ordine preparare la cena, pulire e in generale prendersi cura del proprio domicilio. Perché la casa è il centro fisico e simbolico attorno al quale ruota la vita di ogni persona, uno “spaziotempo” ospitale, solidale che si prende cura della persona e contribuisce a farla vivere meglio costituendo il punto di partenza per l’incontro con il mondo esterno. Questo è “Casa Più”: un percorso verso la vita indipendente, in modo da conferire sicurezze e garanzie a questi giovani. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione tra la Società della salute della Lunigiana, Aias ed Anffas Onlus di Massa Carrara al fine di condividere i principi di base e di mettere in comune le conoscenze tecniche, pur nel rispetto della specificità degli interventi.
E sono stati proprio i ragazzi, con la loro semplicità ma anche con il loro entusiasmo, che hanno raccontato che cosa ha voluto dire intraprendere questo percorso che è cresciuto lungo il cammino. Infatti inizialmente “Casa Più” apriva le sue porte tre giorni a settimana per circa sei ore. Oggi invece, sono sei i giorni su sette in cui i ragazzi vivono in quella che ormai è una casa per i ragazzi. Hanno una frequenza individuale, a seconda della progettazione che riguarda ognuno di loro, e per una notte a settimana si fermano anche a dormire, inizialmente insieme ad un educatore, oggi invece in maniera indipendente.
Particolarmente toccante il video con la proiezione del filmato “L’Alfabeto della vita, Casa più”, della Filmaker Daniela Campagnolo in collaborazione Alessandra Bronzini, in cui sono state messe insieme alcuni dei momenti più significativi (a partire dalla consegna ufficiale delle chiavi di casa) di questo percorso di crescita ad un tempo individuale e collettiva. Come del resto ha rivendicato il la Direttrice della Società della Salute della Lunigiana Rosanna Vallelonga che ha sottolineato l’importanza di fare squadra a partire dai ragazzi ma anche da parte tutti gli operatori coinvolti nel progetto ben oltre il semplice impegno lavorativo. Concetto condiviso dal sindaco Lucia Baracchini che nel salutare il numeroso pubblico presente ha evidenziato il grande lavoro svolto, capace di regalare serenità e felicità.
Si tratta di due unità abitative in centro a Pontremoli, dove i ragazzi, seguiti dagli educatori, imparano che cosa significa avere una casa, tenerla in ordine preparare la cena, pulire e in generale prendersi cura del proprio domicilio. Perché la casa è il centro fisico e simbolico attorno al quale ruota la vita di ogni persona, uno “spaziotempo” ospitale, solidale che si prende cura della persona e contribuisce a farla vivere meglio costituendo il punto di partenza per l’incontro con il mondo esterno. Questo è “Casa Più”: un percorso verso la vita indipendente, in modo da conferire sicurezze e garanzie a questi giovani. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione tra la Società della salute della Lunigiana, Aias ed Anffas Onlus di Massa Carrara al fine di condividere i principi di base e di mettere in comune le conoscenze tecniche, pur nel rispetto della specificità degli interventi.
E sono stati proprio i ragazzi, con la loro semplicità ma anche con il loro entusiasmo, che hanno raccontato che cosa ha voluto dire intraprendere questo percorso che è cresciuto lungo il cammino. Infatti inizialmente “Casa Più” apriva le sue porte tre giorni a settimana per circa sei ore. Oggi invece, sono sei i giorni su sette in cui i ragazzi vivono in quella che ormai è una casa per i ragazzi. Hanno una frequenza individuale, a seconda della progettazione che riguarda ognuno di loro, e per una notte a settimana si fermano anche a dormire, inizialmente insieme ad un educatore, oggi invece in maniera indipendente.
Particolarmente toccante il video con la proiezione del filmato “L’Alfabeto della vita, Casa più”, della Filmaker Daniela Campagnolo in collaborazione Alessandra Bronzini, in cui sono state messe insieme alcuni dei momenti più significativi (a partire dalla consegna ufficiale delle chiavi di casa) di questo percorso di crescita ad un tempo individuale e collettiva. Come del resto ha rivendicato il la Direttrice della Società della Salute della Lunigiana Rosanna Vallelonga che ha sottolineato l’importanza di fare squadra a partire dai ragazzi ma anche da parte tutti gli operatori coinvolti nel progetto ben oltre il semplice impegno lavorativo. Concetto condiviso dal sindaco Lucia Baracchini che nel salutare il numeroso pubblico presente ha evidenziato il grande lavoro svolto, capace di regalare serenità e felicità.
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