La manifestazione
In psichiatria con problemi di dipendenze
Il punto sulla salute mentale nel convegno del Cesvot: «Metà ricoveri sono per intossicazioni da alcolici o stupefacenti»
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CARRARA. Ben la metà dei pazienti del reparto psichiatrico ospedaliero (Spdc) al Noa sono ricoveri per intossicazione da sostanze alcoliche o stupefacenti e solo la metà sono pazienti con disagio mentale, con la pesante e conseguente problematica della recidiva e dei sistematici nuovi ricoveri successivi alle dimissioni del paziente che ha terminato la terapia ma che cade nuovamente nella dipendenza, dato che si concretizzano di rado in questi casi, i requisiti per il trattamento sanitario obbligatorio.
Altro dato significativo è che nei primi 10 mesi di quest’anno, presso il Centro Salute Mentale servizio di psichiatria Zona Apuana, ci sono stati 3200 contatti, vale a dire richieste di visite, interventi o ricoveri per persone che hanno dimostrato difficoltà legate al disagio mentale. Questo è lo scenario che il dottor Pietro Scarpellini del dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest dipinge sulla situazione presente nel nostro territorio per quanto riguarda la salute mentale, intervenendo al convegno tenuto a cura del Centro Servizi Volontariato Toscana (Cesvot) presso la Sala di rappresentanza del Comune, a promozione di un confronto tra istituzioni e mondo del volontariato sull’argomento. Sia Giovanni Giovannini che Gianluigi Fondi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di Cesvot si sono detti preoccupati della contrazione, avvertita, di attenzione e disponibilità delle strutture pubbliche che si occupano di salute mentale. «Nel 2030 si prevede che il disagio mentale sarà la prima causa al mondo di invalidità lavorativa» ha esordito infatti il dottor Scarpellini, andando poi a descrivere sommariamente il sistema locale su cui il nostro territorio può contare. Tra le strutture presenti, oltre al reparto psichiatrico ospedaliero (Spdc) al Noa e oltre al Centro salute mentale di via Marina Vecchia a Massa, che ha una proiezione ambulatoriale a Carrara presso il Distretto di Carrara e che costituisce il punto di accesso alla rete dei servizi per la salute mentale attraverso la coordinazione a livello ambulatoriale e domiciliare, di tutti gli interventi di prevenzione e cura, esistono altre strutture di riferimento.
Tra le prime a essere menzionate dal medico c’è il Centro Diurno di Nazzano. Il Centro che è gestito da Asl insieme al Comune, attraverso una forte collaborazione con diverse associazioni di volontariato, rappresenta secondo il dottor Scarpellini, un valido modello di struttura volta all’integrazione sociale. E’ stato inoltre aperto solo due anni fa, un altro Centro Diurno presso il Centro salute mentale di via Marina Vecchia, dove vengono praticate varie attività riabilitative come teatro, cura dell’orto o danza, ha raccontato il dottor Scarpellini. Nuova è anche la struttura di Villa Giovanna al Cinquale, ha proseguito lo psichiatra che ha ricordato i 30 posti letto della struttura: metà destinati ai residenziali e metà a chi, dimesso dal reparto, deve completare la terapia.
«Altra importante novità è l’ambulatorio ad alta intensità, attivato presso il Centro salute mentale che ha permesso la sensibile riduzione del numero dei ricoveri presso il reparto psichiatrico ospedaliero (Spdc)» ha ricordato lo psichiatra. «Quello che manca - ha alla fine segnalato il medico-è la parte legata alla psicologia perché l’organico medico è presente in numero sufficiente».
Tra i relatori anche Francesca Menconi Presidente del Cif Carrara – Centro Antiviolenza Donna chiama Donna, la quale ha raccontato come possano legarsi violenza di genere e salute mentale: «La violenza di genere-ha detto- parte spesso dalla violenza psicologica che porta a sua volta a dei deficit per la salute mentale della donna provocando spesso disturbi come ansia, depressione, disfunzioni sessuali fino ad arrivare all’ abuso di sostanze o al tentativo di suicidio».
Sul fronte amministrativo, l’assessore Anna Galleni ha ricordato l’impegno in campo di salute mentale attraverso il Centro di Nazzano, dove le convenzioni strette tra Comune e associazioni per fare attività di terapia con musica, danza o teatro, coinvolgendo anche cittadini senza disagio psichico, sta producendo importanti risultati sotto il profilo integrativo. L’assessore ha poi fatto presente il progetto con Pegaso Blu dove gli operatori della cooperativa gestiscono un appartamento con adulti maschi disagiati mentali: «Il progetto sta andando talmente bene che stiamo pensando di allargarlo anche alle donne- ha asserito Anna Galleni che ha proseguito-è essenziale dare dignità al nostro corpo, di cui, ricordiamolo, fa parte anche la testa e ci sarebbe da fare tantissimo ancora, anche e soprattutto dal punto di vista culturale: in modo che non risulti più difficile trovare il coraggio una volta che si è capito di avere questo tipo di problema, di rivolgersi al medico così come facciamo quando abbiamo un qualsiasi altro problema di salute».
Francesca Vatteroni
Altro dato significativo è che nei primi 10 mesi di quest’anno, presso il Centro Salute Mentale servizio di psichiatria Zona Apuana, ci sono stati 3200 contatti, vale a dire richieste di visite, interventi o ricoveri per persone che hanno dimostrato difficoltà legate al disagio mentale. Questo è lo scenario che il dottor Pietro Scarpellini del dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest dipinge sulla situazione presente nel nostro territorio per quanto riguarda la salute mentale, intervenendo al convegno tenuto a cura del Centro Servizi Volontariato Toscana (Cesvot) presso la Sala di rappresentanza del Comune, a promozione di un confronto tra istituzioni e mondo del volontariato sull’argomento. Sia Giovanni Giovannini che Gianluigi Fondi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di Cesvot si sono detti preoccupati della contrazione, avvertita, di attenzione e disponibilità delle strutture pubbliche che si occupano di salute mentale. «Nel 2030 si prevede che il disagio mentale sarà la prima causa al mondo di invalidità lavorativa» ha esordito infatti il dottor Scarpellini, andando poi a descrivere sommariamente il sistema locale su cui il nostro territorio può contare. Tra le strutture presenti, oltre al reparto psichiatrico ospedaliero (Spdc) al Noa e oltre al Centro salute mentale di via Marina Vecchia a Massa, che ha una proiezione ambulatoriale a Carrara presso il Distretto di Carrara e che costituisce il punto di accesso alla rete dei servizi per la salute mentale attraverso la coordinazione a livello ambulatoriale e domiciliare, di tutti gli interventi di prevenzione e cura, esistono altre strutture di riferimento.
Tra le prime a essere menzionate dal medico c’è il Centro Diurno di Nazzano. Il Centro che è gestito da Asl insieme al Comune, attraverso una forte collaborazione con diverse associazioni di volontariato, rappresenta secondo il dottor Scarpellini, un valido modello di struttura volta all’integrazione sociale. E’ stato inoltre aperto solo due anni fa, un altro Centro Diurno presso il Centro salute mentale di via Marina Vecchia, dove vengono praticate varie attività riabilitative come teatro, cura dell’orto o danza, ha raccontato il dottor Scarpellini. Nuova è anche la struttura di Villa Giovanna al Cinquale, ha proseguito lo psichiatra che ha ricordato i 30 posti letto della struttura: metà destinati ai residenziali e metà a chi, dimesso dal reparto, deve completare la terapia.
«Altra importante novità è l’ambulatorio ad alta intensità, attivato presso il Centro salute mentale che ha permesso la sensibile riduzione del numero dei ricoveri presso il reparto psichiatrico ospedaliero (Spdc)» ha ricordato lo psichiatra. «Quello che manca - ha alla fine segnalato il medico-è la parte legata alla psicologia perché l’organico medico è presente in numero sufficiente».
Tra i relatori anche Francesca Menconi Presidente del Cif Carrara – Centro Antiviolenza Donna chiama Donna, la quale ha raccontato come possano legarsi violenza di genere e salute mentale: «La violenza di genere-ha detto- parte spesso dalla violenza psicologica che porta a sua volta a dei deficit per la salute mentale della donna provocando spesso disturbi come ansia, depressione, disfunzioni sessuali fino ad arrivare all’ abuso di sostanze o al tentativo di suicidio».
Sul fronte amministrativo, l’assessore Anna Galleni ha ricordato l’impegno in campo di salute mentale attraverso il Centro di Nazzano, dove le convenzioni strette tra Comune e associazioni per fare attività di terapia con musica, danza o teatro, coinvolgendo anche cittadini senza disagio psichico, sta producendo importanti risultati sotto il profilo integrativo. L’assessore ha poi fatto presente il progetto con Pegaso Blu dove gli operatori della cooperativa gestiscono un appartamento con adulti maschi disagiati mentali: «Il progetto sta andando talmente bene che stiamo pensando di allargarlo anche alle donne- ha asserito Anna Galleni che ha proseguito-è essenziale dare dignità al nostro corpo, di cui, ricordiamolo, fa parte anche la testa e ci sarebbe da fare tantissimo ancora, anche e soprattutto dal punto di vista culturale: in modo che non risulti più difficile trovare il coraggio una volta che si è capito di avere questo tipo di problema, di rivolgersi al medico così come facciamo quando abbiamo un qualsiasi altro problema di salute».
Francesca Vatteroni
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