Il dolore
Parco Apuane, Rossi sceglie Putamorsi
di Libero Red Dolce
Nominato ufficialmente per i prossimi cinque anni con un decreto del presidente
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MASSA. C’è l’ufficialità adesso, Alberto Putamorsi è stato nominato presidente del parco delle Apuane per i prossimi cinque anni con un decreto del presidente Enrico Rossi. La notizia, ufficiosa, circolava ormai da settimane. Ma adesso c’è la certezza e si può stare sicuri che non mancheranno le reazioni, negative, da parte dei sindaci, in particolar modo quelli della lucchesia e del mondo ambientalista.
È una nomina che arriva dopo un percorso lunghissimo, estenuanti trattative politiche e una certa dose di colpi di scena. La candidata che il mondo degli ambientalisti avrebbe voluto, Riccarda Bezzi, si è ritirata per l’incompatibilità del suo incarico in provincia. Era finita nella rosa dei quattro nomi papabili alla presidenza, ma il suo passo indietro aveva cambiato le carte in tavola.
Ma a bocca asciutta sono finiti anche i sindaci di Seravezza, Camaiore, Stazzema, Careggine, Minucciano, Pescaglia, Molazzana, Vergemoli. Questo gruppo nutrito di amministratori, ben rappresentato nella Comunità del parco, aveva infatti espresso la sua preferenza per il nome dell’ex sindaco di Minucciano Domenico Davini. Tanto che a luglio sembrava cosa fatta. «Manca solo l’ufficialità», titolavano allora i giornali. Ma la partita, come si è visto, era tutt’altro che chiusa.
Sul web e su una piattaforma apposita era partita una petizione perché il presidente Rossi cambiasse idea. Perché per gli ambientalisti il nome di Davini era di quelli improponibili. In quel documento si faceva pressione perché fosse nominata presidente l’archietto Laura Pomella, «nome del tutto degno per quella carica». Ma evidentemente i piani del presidente della regione erano molto diversi.
Il 4 luglio poi la quarta commissione consiliare del consiglio regionale si era espressa positivamente sul nome di Davini, ma l’indicazione dell’organo, in questo caso, non è vincolante per la nomina. E infatti, passarono i mesi, ma sulla poltrona di presidente del Parco continuava a sedere Putamorsi. E pochi giorni fa il presidente della commissione Stefano Baccelli aveva rimandato il mittente la proposta di conferma di Putamorsi. Si è visto com’è andata. Rossi ha tirato dritto per la sua strada. Così il 18 ottobre ha presentato al consiglio regionale una relazione con cui motivava la scelta di confermare Putamorsi. Nel decreto si legge che «la Commissione non ha espresso il proprio parere nel termine di venti giorni» previsti, trascorsi i quali « senza che il consiglio si sia espresso, il presidente della giunta può procedere ad effettuare la nomina». Ed ecco il Putamorsi bis.
È una nomina che arriva dopo un percorso lunghissimo, estenuanti trattative politiche e una certa dose di colpi di scena. La candidata che il mondo degli ambientalisti avrebbe voluto, Riccarda Bezzi, si è ritirata per l’incompatibilità del suo incarico in provincia. Era finita nella rosa dei quattro nomi papabili alla presidenza, ma il suo passo indietro aveva cambiato le carte in tavola.
Ma a bocca asciutta sono finiti anche i sindaci di Seravezza, Camaiore, Stazzema, Careggine, Minucciano, Pescaglia, Molazzana, Vergemoli. Questo gruppo nutrito di amministratori, ben rappresentato nella Comunità del parco, aveva infatti espresso la sua preferenza per il nome dell’ex sindaco di Minucciano Domenico Davini. Tanto che a luglio sembrava cosa fatta. «Manca solo l’ufficialità», titolavano allora i giornali. Ma la partita, come si è visto, era tutt’altro che chiusa.
Sul web e su una piattaforma apposita era partita una petizione perché il presidente Rossi cambiasse idea. Perché per gli ambientalisti il nome di Davini era di quelli improponibili. In quel documento si faceva pressione perché fosse nominata presidente l’archietto Laura Pomella, «nome del tutto degno per quella carica». Ma evidentemente i piani del presidente della regione erano molto diversi.
Il 4 luglio poi la quarta commissione consiliare del consiglio regionale si era espressa positivamente sul nome di Davini, ma l’indicazione dell’organo, in questo caso, non è vincolante per la nomina. E infatti, passarono i mesi, ma sulla poltrona di presidente del Parco continuava a sedere Putamorsi. E pochi giorni fa il presidente della commissione Stefano Baccelli aveva rimandato il mittente la proposta di conferma di Putamorsi. Si è visto com’è andata. Rossi ha tirato dritto per la sua strada. Così il 18 ottobre ha presentato al consiglio regionale una relazione con cui motivava la scelta di confermare Putamorsi. Nel decreto si legge che «la Commissione non ha espresso il proprio parere nel termine di venti giorni» previsti, trascorsi i quali « senza che il consiglio si sia espresso, il presidente della giunta può procedere ad effettuare la nomina». Ed ecco il Putamorsi bis.
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