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Violentava la figlia: operaio condannato

Violentava la figlia: operaio condannato

La pena è di otto anni e mezzo. L’uomo approfittava del fatto che doveva occuparsi della ragazzina perché disoccupato

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MASSA-CARRARA. Mentre la moglie era al lavoro lui abusava della loro figlia. Una ragazzina che aveva soltanto dodici anni. Violenza completa, spietata. Un orrore andato avanti per mesi che è stato rivissuto in un’aula di tribunale, poche udienze (tre) e poi la sentenza: il padre (di cui non indichiamo le generalità per tutelare la vittima) che nel frattempo è stato allontanato dalla famiglia, è stato condannato a otto anni e mezzo. Il pubblico ministero aveva chiesto dieci anni al collegio composto dai giudici Sara Farini (presidente) ed Elisabetta Congiusta e Alice Serra. Tutte donne. La piccina e la madre si erano costituite parte civile - difese dall’avvocato Lara Balderi - e verranno risarcite. Anche se lui, che nel frattempo ha perso il lavoro di operaio, non ha nulla.

La storia è di sette anni fa, ma la ragazzina non ha denunciato subito quello che era costretta a subire dal papà. Si vergognava perché lui le aveva detto che doveva educarla. Le diceva sempre così quando rimanevano soli. Lei non aveva mai pace quando mamma usciva, ma non riusciva a tendere la mano. Per un po’ ha tenuto questo peso sullo stomaco, poi quando ha cambiato scuola e ha conosciuto persone più grandi ha iniziato ad aprirsi. Prima ne ha parlato con una compagna di classe e poi grazie a lei si è fatta forza e ha chiesto aiuto a una professoressa. La docente ha attivato i servizi sociali e così anche la madre ha scoperto quello che era capitato alla figlia. Una mazzata per la donna, che si è trovata faccia a faccia con un vero e proprio orco. Le forze dell’ordine intanto avevano già fatto partire gli accertamenti, trovando parecchi riscontri. Soprattutto l’incidente probatorio con l’adolescente era stato convincente. Tanto convincente che quel papà è stato obbligato a uscire di casa e a non avvicinarsi mai più ai suoi affetti.

Il processo era iniziato un anno fa, anche se non sono servite troppe udienze per arrivare alla conclusione. L’altra mattina la discussione. Con il pm Moramarco che ha calcato la mano contro l’imputato, che ha tradito la fiducia della moglie. La donna ha anche pianto in aula quando ha dovuto testimoniare, perché non aveva capito quello che stava capitando alla sua ragazzina. L’uomo ha provato a difendersi, ma ha anche ammesso le sue colpe. Almeno in parte. La camera di consiglio è durata meno di un’ora, poi il collegio è uscito e il presidente Farini ha letto il dispositivo. Lui non ha fatto neppure una piega quando ha saputo di essere stato condannato a otto anni e mezzo. Al momento non andrà in carcere perché si aspetterà che la pena diventi definitiva. La difesa ha già annunciato che presenterà appello. (d.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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