Sicurezza
Nasce il brand “Costa” per il turismo
di Manuela D’Angelo
Una scommessa per puntare sulle cinque province del litorale tirrenico. Un incontro per creare un’offerta uniforme
4 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Che cos’è la Toscana per un turista, ad esempio, giapponese? Firenze, Siena, Pisa: tre città che impediscono, non volutamente è ovvio, ai turisti di tutto il mondo di vedere che in Toscana c’è molto di più e molto di diverso. Una terra sconfinata di mare, spiagge, montagne, parchi, castelli, ma anche paesi e piccoli borghi. Luoghi ai più sconosciuti.
Per questo la Regione Toscana torna a scommettere sulla sua costa, come fece già un decennio fa, senza ottenere grandi risultati: non punta solo sul litorale e sulle sue città “vista mare”, ma sulle cinque province che si affacciano sul Tirreno, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa e Massa- Carrara, con l’obiettivo di rilanciare il turismo di quelle zone e renderle competitive a livello internazionale. Lo strumento per far questo sarà il brand “Costa di Toscana”, un marchio unico che dovrà essere realizzato attraverso un concorso cui parteciperanno gli studenti di tutte le accademie ed istituti d’arte della costa.
La conferenza a palazzo Ducale. L’intero progetto è stato presentato ieri mattina, nella sala della Resistenza di Palazzo Ducale, dai componenti della commissione Istituzionale per la ripresa economico- sociale della Toscana costiera: il presidente Antonio Mazzeo, la vice presidentessa Alessandra Nardini, il consigliere della Lega Nord Roberto Salvini e poi i due consiglieri apuani Giacomo Bugliani (Pd) e Giacomo Giannarelli (M5S). Al tavolo, per discutere del futuro brand della costa, anche i sindaci di Massa e Carrara Alessandro Volpi e Francesco De Pasquale, il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti e il direttore di Toscana Promozione Alberto Peruzzini. Il brand altro non è che un marchio, che avrà il compito di definire un’unica identità della costa toscana con cui poi presentarsi al mondo intero. Va da sé, però, che un marchio da solo non potrà far molto ed ecco perché la Regione ha ideato una serie di azioni di promozione, per incrementare il flusso turistico durante tutto l’anno. Ma come si può indurre il nostro esemplare turista giapponese, che sta visitando Santa Croce, a mettere in agenda anche una puntata a Massa Carrara? La risposta, secondo la Regione, è apparentemente semplice: offrendogli ciò che a Firenze non ha visto.
Le proposte.Ed ecco quindi, come ha spiegato Mazzeo, una serie di offerte studiate per la costa toscana che il brand dovrà valorizzare assieme alle varie realtà locali, rilanciando il turismo con l’offerta di pacchetti che comprendano non solo mare, ma anche bike, cammini e percorsi, turismo sportivo, borghi, wedding e avventura. La costa dovrà diventare quindi il territorio più adatto all’organizzazione di eventi sportivi a larga partecipazione, in grado di destagionalizzare i flussi turistici; verranno promossi gli itinerari bike, perché sono i più richiesti dai turisti soprattutto europei, che collegheranno il mare all’entroterra delle città, fino a raggiungere i parchi patrimonio dell’Unesco. Verrà valorizzato anche il “turismo lento”, quello che si consuma a piedi, attraverso percorsi unici tra la natura e i borghi, mete eccezionali per scoprire le eccellenze culturali ed enogastronomiche; la costa toscana diventerà anche destinazione per matrimoni religiosi e civili, in alcune località anche con le celebrazioni sulla spiaggia o in baite in montagna. Infine tutte le attività del turismo avventura, tipiche del prodotto “mare” (diving, vela, bird-watching, canoa e bike), includendo però sempre le visite alle città come sosta relax. «Vogliamo costruire insieme uno strumento che dia speranza, futuro e lavoro alla costa, che viaggia ad una velocità inferiore rispetto al resto della Toscana e che ha da recuperare un gap di 18 mila posti di lavoro» ha commentato Mazzeo.
Le reazioni politiche. «Costruire un brand complessivo della costa della Toscana è un’occasione da non perdere- ha detto il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti – soprattutto per realizzare un asse di penetrazione dell’offerta turistica che vada dal mare alle montagne, passando per le città». Giacomo Bugliani ha sottolineato che «creare un brand Costa di Toscana è importante prima di tutto per una questione di identità, perché qui tendiamo a sentirci al margine, ma non siamo una Toscana di serie B». Giacomo Giannarelli ha ricordato invece come sia stato necessario, nell’ambito del Piano regionale di sviluppo, fare un piano per la costa «perché c’è bisogno di fornire strumenti e finanziamenti a chi per molto tempo è stato lasciato solo». Per trovare il logo del nuovo brand sarà fatto un contest, a cui saranno invitate a partecipare tutte le scuole artistiche della costa della Toscana e dopo Massa sono in programma altri incontri in ognuna delle province coinvolte, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto.
Per questo la Regione Toscana torna a scommettere sulla sua costa, come fece già un decennio fa, senza ottenere grandi risultati: non punta solo sul litorale e sulle sue città “vista mare”, ma sulle cinque province che si affacciano sul Tirreno, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa e Massa- Carrara, con l’obiettivo di rilanciare il turismo di quelle zone e renderle competitive a livello internazionale. Lo strumento per far questo sarà il brand “Costa di Toscana”, un marchio unico che dovrà essere realizzato attraverso un concorso cui parteciperanno gli studenti di tutte le accademie ed istituti d’arte della costa.
La conferenza a palazzo Ducale. L’intero progetto è stato presentato ieri mattina, nella sala della Resistenza di Palazzo Ducale, dai componenti della commissione Istituzionale per la ripresa economico- sociale della Toscana costiera: il presidente Antonio Mazzeo, la vice presidentessa Alessandra Nardini, il consigliere della Lega Nord Roberto Salvini e poi i due consiglieri apuani Giacomo Bugliani (Pd) e Giacomo Giannarelli (M5S). Al tavolo, per discutere del futuro brand della costa, anche i sindaci di Massa e Carrara Alessandro Volpi e Francesco De Pasquale, il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti e il direttore di Toscana Promozione Alberto Peruzzini. Il brand altro non è che un marchio, che avrà il compito di definire un’unica identità della costa toscana con cui poi presentarsi al mondo intero. Va da sé, però, che un marchio da solo non potrà far molto ed ecco perché la Regione ha ideato una serie di azioni di promozione, per incrementare il flusso turistico durante tutto l’anno. Ma come si può indurre il nostro esemplare turista giapponese, che sta visitando Santa Croce, a mettere in agenda anche una puntata a Massa Carrara? La risposta, secondo la Regione, è apparentemente semplice: offrendogli ciò che a Firenze non ha visto.
Le proposte.Ed ecco quindi, come ha spiegato Mazzeo, una serie di offerte studiate per la costa toscana che il brand dovrà valorizzare assieme alle varie realtà locali, rilanciando il turismo con l’offerta di pacchetti che comprendano non solo mare, ma anche bike, cammini e percorsi, turismo sportivo, borghi, wedding e avventura. La costa dovrà diventare quindi il territorio più adatto all’organizzazione di eventi sportivi a larga partecipazione, in grado di destagionalizzare i flussi turistici; verranno promossi gli itinerari bike, perché sono i più richiesti dai turisti soprattutto europei, che collegheranno il mare all’entroterra delle città, fino a raggiungere i parchi patrimonio dell’Unesco. Verrà valorizzato anche il “turismo lento”, quello che si consuma a piedi, attraverso percorsi unici tra la natura e i borghi, mete eccezionali per scoprire le eccellenze culturali ed enogastronomiche; la costa toscana diventerà anche destinazione per matrimoni religiosi e civili, in alcune località anche con le celebrazioni sulla spiaggia o in baite in montagna. Infine tutte le attività del turismo avventura, tipiche del prodotto “mare” (diving, vela, bird-watching, canoa e bike), includendo però sempre le visite alle città come sosta relax. «Vogliamo costruire insieme uno strumento che dia speranza, futuro e lavoro alla costa, che viaggia ad una velocità inferiore rispetto al resto della Toscana e che ha da recuperare un gap di 18 mila posti di lavoro» ha commentato Mazzeo.
Le reazioni politiche. «Costruire un brand complessivo della costa della Toscana è un’occasione da non perdere- ha detto il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti – soprattutto per realizzare un asse di penetrazione dell’offerta turistica che vada dal mare alle montagne, passando per le città». Giacomo Bugliani ha sottolineato che «creare un brand Costa di Toscana è importante prima di tutto per una questione di identità, perché qui tendiamo a sentirci al margine, ma non siamo una Toscana di serie B». Giacomo Giannarelli ha ricordato invece come sia stato necessario, nell’ambito del Piano regionale di sviluppo, fare un piano per la costa «perché c’è bisogno di fornire strumenti e finanziamenti a chi per molto tempo è stato lasciato solo». Per trovare il logo del nuovo brand sarà fatto un contest, a cui saranno invitate a partecipare tutte le scuole artistiche della costa della Toscana e dopo Massa sono in programma altri incontri in ognuna delle province coinvolte, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
