Il Tirreno

L’arte di Ridolfi ecco il Maestro delle Trasparenze

L’arte di Ridolfi ecco il Maestro delle Trasparenze

A 90 anni è ancora lucido e molto attivo, vive a Pontremoli ma spesso torna nella sua Massa. Una vita avventurosa

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MASSA. Vedendolo gironzolare in città (ora un po' meno perché da oltre un anno abita a Pontremoli, ma presto tornerà a Massa) con la sua aria un po' bohemien, capelli bianchi lunghi e abbigliamento misto casual-lavoratore non si direbbe un artista ma uno dei tanti personaggi che stazionano nel centro. Anche l'età appare incerta. Invece è Luigi Ridolfi, novanta anni portati bene in quanto a mobilità e salute, artista pittore che da quasi settanta primavere ha prodotto e produce tele e dipinti di gran valore. La sua specialità, se cosi si può chiamare visto che non è una vera e propria corrente artistica, è la riproduzione delle trasparenze e cosa c'è meglio di queste se non il vetro. E per la sua continua produzione di opere che riguardano bottiglie, fiaschi e altri contenitori oltre a figure artistiche tipo quelle prodotte a Murano, Ridolfi è proprio riconosciuto come artista “del vetro”, è chiamato “Maestro delle trasparenze”, opere spettacolari ed affascinanti. Ma Ridolfi non è solo questo, è anche paesaggista, naturalista e realista ed è stato uno dei fondatori del Realismo Italiano. Così dice. Dunque in tanti anni di lavoro ha prodotto tantissime opere, secondo le sue stime fra le tre e le quattromila tele. Naturalmente il suo modo di operare e di gestione non gli ha permesso di catalogare con precisione la sua produzione sia in quantità ma anche come localizzazione. Ed anche a lui, che ora non si trova in ottime condizioni economiche, anzi, tutt'altro, abbiamo chiesto il perché di simile stato e “come tutti gli artisti è difficile far soldi”... ci ha risposto. Almeno fino ad un certo periodo, pensiamo noi, poi dopo chissà...

Allora sentiamo dalla sua voce la storia, del suo passato vulcanico improntato alla sopravvivenza dei periodi bui e magri che hanno ruotato intorno all'ultima guerra, sia prima che dopo, a quelli del progresso dagli anni dopo il cinquanta ad oggi. «Sono nato il 23 marzo del 1927 – inizia Ridolfi - cresciuto a Massa in una famiglia umile, come tanti, e la passione per la pittura mi è nata intorno ai sedici anni, da autodidatta, mi piaceva disegnare facevo immagini dei “Maggi” (quelli che venivano attaccati alle porte dove abitavano le ragazze ed ai quali facevano seguito omaggi vocali e stornelli) e dai complimenti che ricevevo ho capito che sarebbe stata la mia strada. Poi successivamente dopo il conflitto ho frequentato la scuola artistica del Palma, quindi durante gli anni Cinquanta per sopravvivere ho messo su una impresa di imbiancatura appartamenti. Nel frattempo negli spazi liberi continuavo a disegnare. Poi verso i trenta anni decido: smetto di imbiancare le pareti e mi dedico all'arte completa della pittura. Ho cominciato anche a girare varie città e paesi anche per fare esperienze e confrontarmi con pittori di altri paesi. Tante città italiane ma anche Francia e Inghilterra. Ma prima devo dire che la mia inquietudine mi aveva portato anche a fare, durante la guerra il partigiano con la Brigata Matteotti a Milano, dopo essere scampato fortunosamente all'eccidio di Forno. Invece dopo la guerra ho tentato pure la via della Legione straniera in Francia ma visto di cosa si trattava cambiai subito idea ed alla prima licenza scappai e tornai in Italia».

Dunque dopo vita facile? «Nemmeno per sogno – continua il pittore dai lunghi capelli bianchi - la vita dell'artista è sempre tribolata, spesso mi demoralizzavo ma riprendevo subito quota quando arrivavano i riconoscimenti. In quei periodi alternativamente avevo richieste anche di nobili toscani che mi ordinavano pezzi secondo le loro idee o ambienti». Ed infatti sue opere sono anche presso la tenuta toscana del marchese Piero Antinori, un'opera splendida che riproduce trasparenze e naturalmente bottiglie di vino e cacciagione. «Poi nel periodo più duro ho avuto grande sostegno dalla banca Bpm di Massa, ex Banca di Lucca – riprende Ridolfi con una vivacità incredibile per l'età tanto da dover fare un gran sforzo a seguirlo - e grazie al dottor Giovanni Ricci e al direttore Paolo Armanetti che mi hanno aiutato nell'acquisto di diverse opere, hanno capito la mia arte e sono riuscito a proseguire. Così come il contributo dell'Assicurazione Vittoria con Antonio Bugliani ed i figli Danilo e Marina che hanno acquistato molte mie opere. A tutti loro, e alla città di Massa, dedicherò la prossima mostra antologica». Come si vede la lucidità è impressionante, con pochi vuoti, cosi come la sua “programmazione” scorre come se il tempo si fosse fermato, intanto tira ancora avanti vendendo qualche pezzo che da Pontremoli si porta dietro in treno, sotto al braccio, a Massa per venderlo a chi gli ha fatto la richiesta oppure a chi ha la passione per le sue trasparenze. Molto richieste e valutate.

Aldo Antola

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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