Il Tirreno

Pesanti condanne per i fidanzati spacciatori

Sei anni all’uomo e quattro anni alla donna: la coppia era stata sorpresa sul treno con un panetto di eroina. L’accusa aveva chiesto 10 anni. La difesa farà appello

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MASSA. Lui è un quarantunenne liberiano, lei una trentanovenne nigeriana. A maggio erano stati sorpresi dalla guardia di finanza mentre viaggiavano su un treno regionale con un bel po’ di eroina. Sono stati condannati con il rito abbreviato: l’uomo, Don Prince Godwin, a sei anni di reclusione, la donna, Ufota Blessing Udogboma, a quattro anni, dal giudice Ermanno De Mattia. L’avvocato Riccardo Balatri, che li difende, ha già deciso di impugnare la sentenza.

La coppia aveva scelto un regionale per fare la consegna di quel pacchetto contenente quasi cento grammi di eroina. Ad aspettarlo a Sarzana c’era un tunisino, con il quale si erano messaggiati via Whatsapp per diversi giorni. I due credevano che quello fosse un canale sicuro, invece erano intercettati dalla guardia di finanza. Le fiamme gialle stavano seguendo da tempo quel corriere di origine liberiana che si era trasferito in Toscana da alcuni mesi e avevano capito che quei viaggi che faceva nascondevano in realtà degli illeciti. I militari sono saliti sul treno diretto a Sarzana insieme a lui. Godwin, per destare meno nell’occhio, era accompagnato dalla sua fidanzata. Ed era lei che aveva la droga addosso. I due si sono seduti in seconda classe e non hanno tradito la minima emozione. Hanno viaggiato come se nello zaino avessero qualunque altra cosa, invece di un panetto di eroina. Tra le stazioni di Massa e di Carrara i finanzieri che li pedinavano a distanza ravvicinata, confusi tra gli altri pendolari, erano entrati in azione: avevano mostrato alla coppia i tesserini e avevano chiesto di fargli vedere cosa avevano nella borsa. Il quarantenne aveva provato a resistere al controllo, anche perché non parlava una parola di italiano. Ma la parte del turista aveva potuto farla per poco perché alla fine il pacchetto con l’eroina era saltato fuori lo stesso. E le fiamme gialle avevano fatto scattare le manette ai suoi polsi e a quelli della ragazza. Lui era stato portato nel carcere di Massa, mentre lei era stata trasferita a Pisa. Nessuna traccia del tunisino che doveva trovarsi a Sarzana ad attendere la consegna; probabilmente aveva fiutato il pericolo e si era defilato. Comunque gli inquirenti sono sulle sue tracce, dato che avevano già scoperto la sua utenza telefonica.

L’altra mattina Don Prince e Ufota si sono ritrovati davanti al giudice per il processo con il rito immediato. Le prove raccolte dalla guardia di finanza sono state tali che il sostituto procuratore Alessia Iacopini ha chiesto dieci anni Godwin e 6 per Udogboma (grazie alle attenuanti). L’avvocato Balatri è riuscito a ridurre una pena meno severa, ma è pronto ad andare a Genova in appello.

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