Il Tirreno

Carrara, quattrocento alberi per fermare il degrado

di Luca Barbieri
Carrara, quattrocento alberi per fermare il degrado

Nascerà a Marina di Carrara, in via Bertoloni, il primo bosco urbano della città. Saranno piantati tigli, pini, aceri e cipressi. Domenica un grande evento pubblico

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CARRARA. Dal degrado al verde, nel mezzo l'intenzione di coinvolgere oltre alla cittadinanza e le associazioni anche i bambini e le scuole: ecco il primo bosco urbano per Carrara da far nascere in un terreno abbandonato. Anche il Comune di Carrara aderisce infatti alla Giornata Nazionale degli Alberi (legge 10/2013) e lo fa – in collaborazione con Amia Spa (che ha messo a disposizione mezzi e personale) – piantando in un'area di circa 3500 metri quadrati 400 piante, entro la fine dell'anno. Un numero che copre all'incirca anche quello dei nati nell'arco del 2017 a Carrara. Si inizierà domenica – con un evento aperto a tutta la cittadinanza (sarà rinviato in caso di maltempo) – dalle 10 alle 16 a Marina di Carrara. L'area scelta, il terreno abbandonato dove si terrà la cerimonia, è infatti sito in via Bertoloni 30, tra via Bertoloni e via Bassa. I primi cento alberi arrivano dal vivaio forestale di Rincine (Firenze) e, come spiegato dall'agronomo di Amia, il dottor Mikado Menconi, e dalla direttrice Lucia Venuti, nello specifico saranno piantati 40 cipressi, 20 tigli, 20 aceri e, infine, 20 pini. «Tutti alberi giovani e filiformi che cresceranno con la città», ha detto Menconi, per un'operazione «dai costi molto limitati» come aggiunto dalla direttrice Amia. «E' una di quelle aree – ha detto Sarah Scaletti, assessore alle politiche ambientali – cedute al Comune a seguito di interventi di realizzazione di nuovi fabbricati in convenzione con il Comune. Il numero copre quello dei nuovi nati a Carrara nel 2017, secondo la Legge Rutelli del 1992. Ogni albero, inoltre, in media assorbe circa 12 chili di Co2 all’anno. Le aree verdi favoriscono la biodiversità all’interno delle aree urbane, contrastano l’effetto “isole di calore” e costituiscono delle importanti barriere acustiche. Un ringraziamento va ad Aurora, una studentessa di quinta liceo che ha avuto l’idea grafica e ci ha dato lo spunto per realizzare la locandina». «C'è un motivo – ha aggiunto il presidente del Consiglio comunale Michele Palma – che mi piace sottolineare: una piccola porzione di territorio cittadino viene recuperata dal degrado e diventa fruibile per tutti i cittadini. Fare partecipare i cittadini fa sì che questi sentano un po’ più loro l'area. Abbiamo voluto coinvolgere loro, associazioni e quartiere per questo. La partecipazione crediamo possa aumentare il senso civico e il senso di comunità. Proporrò al Consiglio comunale di adottare una delibera affinché questo evento diventi strutturale, ogni anno contro il degrado. Mi piacerebbe coinvolgere anche le scuole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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