Il Tirreno

I No Costa rialzano la testa «Possiamo ancora vincere»

I cittadini che si battono contro l’impianto dei rifiuti promettono battaglia e sperano nel Tar. Walter Moretti: i dipendenti diretti della ditta sono solo 16

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ALBIANO MAGRA. Non è finita: il via libera alla riapertura della ditta Costa non segnerà certo il termine delle ostilità di chi da tempo combatte la presenza dell’impianto di trattamento dei rifiuti ad Albiano Magra. E infatti, già tornano ad alzare la testa i No Costa, quella fetta di popolazione albianese che si batte contro l’impresa di lavorazione dei rifiuti guidata dall’imprenditore spezzino Mauro Costa.

Lunedì sera, proprio nel giorno in cui il dirigente del primo settore del Comune di Aulla, l'architetto Franco Testa, firmava un’ordinanza attesissima da lavoratori e dal sindacato Cisl, la numero 70, che sospende temporaneamente l’efficacia e l’esecutività delle ordinanze che avevano sancito la chiusura dell’impresa che opera ad Albiano Magra, stabilendo il riavvio dell’attività lavorativa, i No Costa si sono riuniti nella sede della Croce rossa italiana ad Albiano Magra, un incontro peraltro già convocato da alcuni giorni. Promettendo battaglia.

Battaglia, innanzitutto contro l’ordinanza n. 70 di Testa. E a spiegare le ragioni di chi proprio non vuole più l’impresa in mezzo alle case di Albiano Magra ci ha pensato il leader storico dei No Costa, Walter Moretti, secondo il quale Testa avrebbe firmato un atto discutibile. «Faremo verificare questa ordinanza a un legale, anche perché è nostra opinione che sia stata adottata proprio in vista della discussione di merito di fronte al Tribunale amministrativo regionale (il Tar) fissata per il prossimo 5 dicembre a Firenze, udienza durante la quale ci sarebbe stata la concreta possibilità che i giudici amministrativi dessero ragione al precedente ricorso del Comune di Aulla, quello che vinse al Consiglio di Stato, sancendo la chiusura della ditta Costa. Quindi, vedremo se è possibile fare pagare le conseguenze delle proprie azioni a Testa e al Comune di Aulla», ha detto chiaramente Moretti lunedì sera a una sala dove più di una persona adombrava la possibilità che il dirigente Testa (peraltro messo sotto accusa dalla Cisl) potesse avere subito pressioni per firmare l’ordinanza n. 70.

«Inoltre, la ditta Costa non potrebbe, comunque, lavorare, visto che ha riaperto – ha sottolineato Moretti – senza ottemperare alle prescrizioni legate alla Valutazione di impatto ambientale. Rimane il fatto che questa vicenda ha dimostrato che la ditta Costa può essere sconfitta, può essere chiusa, non è un colosso imbattibile».

È stato anche fatto nuovamente cenno al chiacchierato articolo 49 del regolamento urbanistico del Comune di Aulla, che sarebbe stato presentato modificato in una Conferenza dei servizi passata in modo da favorire la ditta Costa, inficiando, secondo i No Costa, la procedura di Via. Infine, non è mancata una forte polemica sul numero dei lavoratori alle dipendenze della ditta Costa, che sarebbe stato gonfiato ad arte: «Non sono 50 i lavoratori – ha sbottato Moretti – ed è ora di smettere di tirare fuori l’indotto. I lavoratori alle dirette dipendenze della ditta Costa sono non più di 16» aggiungeva il leader dei No Costa, il quale annunciava di avere richiesto un appuntamento col sindaco di Aulla, Roberto Valettini, ma forse sarà quest’ultimo a recarsi lui stesso ad Albiano Magra in una delle prossime sere.

Gianluca Uberti

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