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Neve da record in Lunigiana e sulle Apuane

Neve da record in Lunigiana e sulle Apuane

Partenza a razzo dell’inverno a Zeri e Cerreto Gli operatori: «Impianti aperti a dicembre»

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ZERI . Un silenzio ovattato, una distesa bianca tutto intorno e tanti fiocchi dal cielo. Con temperature sotto lo zero. La Lunigiana ieri mattina si è svegliata sotto una fitta nevicata. La dama bianca si è fatta vedere un po’ ovunque sui rilievi apuani: a Zeri, dove nelle località più alte, sopra i 1200 metri, si è raggiunto il mezzo metro di accumulo, ma anche a Montelungo, a 800 metri, nel territorio comunale di Pontremoli, e a Cerreto Laghi. Un inizio di novembre all’insegna del freddo e della neve non si vedeva da tempo. A dare una spiegazione tecnica del fenomeno ci pensa Simone Ginocchi, appassionato di meteorologia e gestore della pagina Facebook Meteo Campotizzoro. «Un nucleo di aria artico marittima, fredda in quota, umida e instabile ha raggiunto la nostra nazione provenendo dalla Groenlandia durante l’ultimo week end. La massa d’aria, aggirando le Alpi, si è tuffata nel mar Tirreno provocando un minimo depressionario profondo tra Toscana e Marche. Il risultato è stato un forte vento di tramontana, con raffiche oltre i 60 km/h nelle vallate esposte della Lunigiana e del comparto apuano. Copiose nevicate hanno interessato il crinale Appenninico lunigianese e le Alpi Apuane. La quota neve si è soffermata sui 900-1000m sulle Apuane, mentre sui Crinali Appenninici, grazie alla tramontana e all’effetto stau (sbarramento orografico) i fenomeni sono risultati più copiosi e la quota neve è arrivata mediamente fino a 600 metri». Oro colato per chi opera nel settore sciistico, come spiega il responsabile del complesso Zum Zeri, Maurizio Viaggi: «Siamo contenti, speriamo che questa nevicata sia di buon auspicio». Apertura degli impianti anticipata? «Non credo - spiega ancora Viaggi - perché il suolo è caldo e non è facile compattare la neve caduta. L’obiettivo resta quello di inaugurare la stagione l’8 dicembre». Tanta neve, dunque, ma fortunamente zero disagi alla viabilità, come spiega il sindaco di Zari, Cristian Petacchi: «Abbiamo impiegato i mezzi spazzaneve sulle strade sino a 900 metri per consentire gli spostamenti veicolari lungo le arterie principali. Se nella giornata di domenica il forte vento era l'unico inconveniente, nella nottata ha iniziato a cadere una quantità di neve consistente, anche se non preoccupante, dato che sono bastati gli interventi degli operai e dei mezzi per mettere tutto in sicurezza». I problemi riguardano gli allevatori delle zone colpite dalla nevicata, «che stanno tentando di riportare gli animali a valle. Nei prossimi giorni - dice ancora il sindaco - proseguiremo le operazioni di monitoraggio dei tratti viari e nella loro pulizia. Questo è un primo indizio di una probabile buona stagione invernale». Zeri quindi incrocia le dita per un inverno ricco di neve, così da sviluppare accoglienza e turismo nei suoi impianti, cercando di dimenticare la scorsa stagione, che sarà ricordata come quella con meno neve degli ultimi vent'anni.

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