Proteste
«Ecco perché quel delitto è volontario»
L’ex postino Roberto Vignozzi ha sparato volontariamente al maresciallo Antonio Taibi la mattina del 26 gennaio 2016. Lo si capisce nelle 32 pagine di motivazioni depositate dai magistrati: «La...
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L’ex postino Roberto Vignozzi ha sparato volontariamente al maresciallo Antonio Taibi la mattina del 26 gennaio 2016. Lo si capisce nelle 32 pagine di motivazioni depositate dai magistrati: «La volontarietà del colpo - scrive il collegio - si evince dall’atteggiamento tenuto dal Vignozzi immediatamente dopo lo sparo. Anziché prestare soccorso alla vittima, ha preferito dileguarsi andando a costituirsi in tribunale, dove dichiarerà di non essere certo di aver provocato la morte del Taibi. Peraltro, uscendo dal palazzo dove abitava la vittima non ha mancato di sviare i sospetti dei vicini attribuendo all’esplosione di petardi i rumori dell’arma da fuoco. Se davvero il colpo fosse partito accidentalmente e non fosse stata intenzione dell’imputato uccidere la vittima, non si comprende perché egli non abbia prestato soccorso al Taibi, eventualmente richiedendo l’intervento del personale del 118, al quale dichiarare immediatamente che si era trattato di un fatale incidente. Del resto, non può neppure sostenersi che egli sia scappato dal luogo del delitto temendo di non essere creduto, posto che subito dopo si è recato in tribunale confessando un omicidio volontario».
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