La manifestazione
Uccide una donna con l'auto e scappa: «Un colpo, e non ho capito più nulla»
Il racconto choc dell’investitore di Aulla davanti al giudice. Il gip convalida l’arresto: il 22enne resterà ai domiciliari
AULLA. «Ho sentito un colpo e non ho più capito nulla». Queste sono le parole che Francesco Morrone, il 22enne che ha investito mamma e figlia alle Lame di Aulla, uccidendo la signora più anziana, ha ripetuto più volte davanti al giudice Alessandro Trinci durante l’udienza di convalida dell’arresto. E in tribunale emerge un altro particolare sulla tragedia delle Lame: il giovane non aveva la patente per guidare la macchina, ma soltanto quella per lo scooter. la sua posizione, quindi, si aggrava. Seduto accanto all’avvocato Francesco Persiani, una felpa bianca chiusa fino al collo e il volto stravolto, Francesco Morrone ha parlato a lungo e ha risposto a tutte le domande del giudice.
Il suo racconto è stato quello di un lunedì pomeriggio come tanti: il tempo brutto, la pioggia battente e l’idea di uscire per comprare una pizza da mangiare a casa, al caldo.
Proprio le condizioni meteo hanno convinto il giovane a non usare lo scooter ma a prendere la macchina del padre di un amico. La strada è quella del quartiere Gobetti di Aulla, percorsa già mille volte ma, quella sera, in condizioni particolari: piove forte e l’illuminazione è carente. Francesco nell’aula del tribunale di Massa ieri ha raccontato (a porte chiuse) la sua versione dei fatti. «A un certo punto ho visto una persona, una persona sola, poi ho sentito il colpo. Non sapevo più cosa stavo facendo, non ho capito più nulla. Quando sono arrivato a casa mia sorella mi ha detto: ti stanno cercando i carabinieri. Mi sono seduto a aspettarli».
Il super testimone. Sul luogo dell’incidente c’era infatti un testimone che si è rivelato fondamentale come il racconto dell’altro automobilista speronato a pochi minuti di distanza da Francesco Morrone. Il suo, in aula, è stato un racconto drammatico e una tragedia che ha sconvolto la famiglia della signora Alice Palmieri, la 87enne morta a seguito dell’impatto con la Fiat Punto guidata da Morrone, e della figlia Maria Grazia Cantoni, 58 anni, ancora in gravissime condizioni: ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Massa in coma farmacologico. E che ha stravolto anche la vita dello stesso Francesco Morrone il cui padre, alcuni anni fa, aveva perso la vita proprio in un incidente stradale, a seguito di un malore, sulla Cisa. L’avvocato Persiani, al termine dell’interrogatorio al suo assistito ha rilasciato una breve dichiarazione: «Non siamo di fronte a un pirata della strada ma a un ragazzo sconvolto che ha provocato e avuto una grande disgrazia».
Convalidato l’arresto. Il pubblico ministero ha chiesto per Francesco Morrone la convalida dell’arresto e la misura cautelare dei domiciliari con braccialetto elettronico. La difesa aveva chiesto a carico del proprio assistito una misura meno afflittiva del braccialetto elettronico. Al termine della camera di consiglio il giudice Trinci ha convalidato l’arresto a carico di Francesco Morrone e confermato gli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con l’esterno.
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