Attenzione
«Il Politeama ora torni nelle mani del Comune»
Il Comitato cittadino lancia un appello per la messa in sicurezza: le transenne non risolvono i problemi, la situazione di degrado deve essere sanata
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CARRARA. «Politeama la messa in sicurezza non può più attendere». Comincia così la nota del Comitato a difesa del Politeama.
«Quel teatro di fine 800 in piazza Matteotti, che aveva 1400 posti a sedere, che poi ospitava anche la sede degli anarchici, che poi è diventato un cinema, che poi però ci avevano fatto degli appartamenti attorno e sopra, che l’avevano anche rialzato di un piano e il cinema poi l’avevano chiuso per questioni di sicurezza e poi nel 2008 avevano ceduto dei pilastri, e nel 2011 son proprio crollati i solai dalla parte di via Roma, e ora è un cantiere fermo...ve lo ricordate? Sì, non abbiamo dubbi – prosegue la nota – Vi ricordate poi com’era andata a finire la questione della messa in sicurezza? Dopo tutti questi anni sarà consolidata, visto che all’inizio le transenne occupavano quasi tutto il tratto di via Roma, ma pian piano si sono ritirate sempre più, fino a lambire il palazzo; sicuramente tecnici preparati e seri avranno scritto nero su bianco che non c’è pericolo di crollo, che si può stare tranquilli sennò sarebbe da pazzi farci il mercato tutti i lunedì. Dato che negli ultimi tempi si è tornati a parlare del Politeama in termini di decoro urbano e si prevedono le pulizie di Natale per quel cantiere fermo, che ha creato una situazione di degrado notevole, e assodato che le transenne sono proprio un brutto biglietto da visita per chi arriva in città, ci teniamo a ricordare a tutti un paio di cose».
«Una certificazione di messa in sicurezza ad oggi non c’e’perché nessun tecnico si è mai preso la briga di firmarla, e sapete perché? Perché l’edificio è pericolante. I puntelli che paiono sostenere la struttura centrale non sono stati più tirati da ben oltre un anno, questo significa che non sostengono un bel niente, e i lavori di consolidamento dell’ala di via Roma si sono fermati prima della fine perché le ditte che avevano in carico quei lavori non sono state regolarmente pagate. O meglio, una parte del loro dovuto è stata corrisposta, ma la Nuova Caprice, ha deciso di non tirar fuori un euro per pagare uno scempio di cui è diretta responsabile».
«La Caprice - prosegue la nota - risponderà, aggrappandosi a cavilli tecnico-legalistici e questioni di forma, che non è vero, che invece qualcosa ha dato ma che sono in corso cause legali per verificare quanto realmente le spetta da pagare, e che le sue responsabilità sono in corso di accertamento in ambito processuale; peccato che grazie ad un sistema giuridico assurdo il processo penale per i crolli cadrà in prescrizione e seppure nel corso del dibattimento sono emersi tutti gli elementi in merito alle sue responsabilità (chi è stato a rialzare l’edificio sovraccaricando la struttura, con la compiacenza di varie amministrazioni comunali? ), quell’intrico di scatole cinesi che è la Nuova Caprice continuerà a sostenere di avere a cuore l’immobile e il teatro che c’è dentro ».
«Sia chiaro che nessuno pensa che le transenne risolvano il problema della sicurezza e tutti concordiamo sul fatto che una situazione di degrado ambientale e di disagio di chi vive la piazza vada risolta, ma stiamo attenti a non spostare l’attenzione dalla questione principale: il Politeama, anche se pulito dalle erbacce e sanato dai topi, è e resta un problema di incolumità pubblica che va risolto con una certa urgenza e a prescindere dall’esito del processo- si chiude la nota - Noi abbiamo sempre sostenuto che il Comune non dovrà intervenire per sanare un abuso privato con fondi pubblici, ma deve rientrare in possesso dell’intero complesso del Politeama e procedere urgentemente alla messa in sicurezza, al recupero degli spazi sottratti alla funzionalità del teatro tramite condoni e abusi, al recupero del teatro con fondi nazionali ed europei».
«Quel teatro di fine 800 in piazza Matteotti, che aveva 1400 posti a sedere, che poi ospitava anche la sede degli anarchici, che poi è diventato un cinema, che poi però ci avevano fatto degli appartamenti attorno e sopra, che l’avevano anche rialzato di un piano e il cinema poi l’avevano chiuso per questioni di sicurezza e poi nel 2008 avevano ceduto dei pilastri, e nel 2011 son proprio crollati i solai dalla parte di via Roma, e ora è un cantiere fermo...ve lo ricordate? Sì, non abbiamo dubbi – prosegue la nota – Vi ricordate poi com’era andata a finire la questione della messa in sicurezza? Dopo tutti questi anni sarà consolidata, visto che all’inizio le transenne occupavano quasi tutto il tratto di via Roma, ma pian piano si sono ritirate sempre più, fino a lambire il palazzo; sicuramente tecnici preparati e seri avranno scritto nero su bianco che non c’è pericolo di crollo, che si può stare tranquilli sennò sarebbe da pazzi farci il mercato tutti i lunedì. Dato che negli ultimi tempi si è tornati a parlare del Politeama in termini di decoro urbano e si prevedono le pulizie di Natale per quel cantiere fermo, che ha creato una situazione di degrado notevole, e assodato che le transenne sono proprio un brutto biglietto da visita per chi arriva in città, ci teniamo a ricordare a tutti un paio di cose».
«Una certificazione di messa in sicurezza ad oggi non c’e’perché nessun tecnico si è mai preso la briga di firmarla, e sapete perché? Perché l’edificio è pericolante. I puntelli che paiono sostenere la struttura centrale non sono stati più tirati da ben oltre un anno, questo significa che non sostengono un bel niente, e i lavori di consolidamento dell’ala di via Roma si sono fermati prima della fine perché le ditte che avevano in carico quei lavori non sono state regolarmente pagate. O meglio, una parte del loro dovuto è stata corrisposta, ma la Nuova Caprice, ha deciso di non tirar fuori un euro per pagare uno scempio di cui è diretta responsabile».
«La Caprice - prosegue la nota - risponderà, aggrappandosi a cavilli tecnico-legalistici e questioni di forma, che non è vero, che invece qualcosa ha dato ma che sono in corso cause legali per verificare quanto realmente le spetta da pagare, e che le sue responsabilità sono in corso di accertamento in ambito processuale; peccato che grazie ad un sistema giuridico assurdo il processo penale per i crolli cadrà in prescrizione e seppure nel corso del dibattimento sono emersi tutti gli elementi in merito alle sue responsabilità (chi è stato a rialzare l’edificio sovraccaricando la struttura, con la compiacenza di varie amministrazioni comunali? ), quell’intrico di scatole cinesi che è la Nuova Caprice continuerà a sostenere di avere a cuore l’immobile e il teatro che c’è dentro ».
«Sia chiaro che nessuno pensa che le transenne risolvano il problema della sicurezza e tutti concordiamo sul fatto che una situazione di degrado ambientale e di disagio di chi vive la piazza vada risolta, ma stiamo attenti a non spostare l’attenzione dalla questione principale: il Politeama, anche se pulito dalle erbacce e sanato dai topi, è e resta un problema di incolumità pubblica che va risolto con una certa urgenza e a prescindere dall’esito del processo- si chiude la nota - Noi abbiamo sempre sostenuto che il Comune non dovrà intervenire per sanare un abuso privato con fondi pubblici, ma deve rientrare in possesso dell’intero complesso del Politeama e procedere urgentemente alla messa in sicurezza, al recupero degli spazi sottratti alla funzionalità del teatro tramite condoni e abusi, al recupero del teatro con fondi nazionali ed europei».
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