Costa, la Regione aspetta la domanda di autorizzazione
di Gianluca Uberti
Dovrà essere valutata entro tre mesi per concedere la riapertura Possibile anche un ok provvisorio. E si parla di delocalizzazione
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AULLA. Ora la palla è in mano alla ditta Costa e alla Regione Toscana. In una vicenda intricatissima, in cui nessuna istituzione pubblica pare volere avere il classico cerino in mano, ora è compito dell’impresa di lavorazione dei rifiuti ubicata ad Albiano Magra, chiusa da quasi 20 giorni, presentare la domanda per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Regione Toscana. Perché dopo che la Provincia di Massa-Carrara ha chiuso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, adesso la Regione Toscana attende che l’impresa Costa Mauro presenti la domanda per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale. È quello che è scaturito ieri mattina dall’incontro fra una delegazione di operai e sindacalisti Cisl e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, giunto a Massa per affrontare le principali vertenze del territorio in fatto di occupazione. «Il presidente Rossi – scrivono Luca Mannini e Linda Donati della Fit – Cisl di Massa Carrara – ha confermato che dopo la chiusura della Via da parte della Provincia ora è passato tutto in mano alla Regione e l’azienda, dunque, può fare domanda di Aia. A domanda pervenuta la Regione avrà tempo tre mesi per poter evadere la pratica e rilasciare l’Autorizzazione. Nel frattempo, per permettere il riavvio dell’attività lavorativa, attualmente ferma, ed impedire così la chiusura definitiva dell’impresa, con la conseguente perdita di 50 posti di lavoro, se ci saranno le condizioni tecniche, la Regione potrà rilasciare un’Autorizzazione Provvisoria. Come Fit – Cisl siamo molto soddisfatti di come stanno andando le cose, perché si inizia ad intravedere uno spiraglio di luce. I lavoratori sono esausti, l’incertezza del lavoro e, quindi, del loro futuro, li sta mettendo a dura prova» aggiungono i due sindacalisti.
Ma nell’incontro si è accennato anche alla tanto decantata delocalizzazione dell’azienda, questione di cui si parla da anni. «Rossi ha sottolineato la necessità di un Protocollo d’Intesa per la delocalizzazione. Noi ne siamo felici, perché siamo sempre stati favorevoli. Di certo il territorio deve farsi avanti indicando un sito alternativo all’attuale e, insieme alla Regione, creare le condizioni per poter puntare sulla delocalizzazione. E questo deve essere fatto al più presto»concludono Luca Mannini e Linda Donati. Ed ecco le parole pronunciate ieri da Enrico Rossi durante la conferenza stampa a Massa: «Rispetto alla Costa ho preso due impegni. Se, dopo due o tre mesi di istruttoria tecnica, ce ne saranno le condizioni, concederemo l’Autorizzazione Integrata Ambientale, esercitando un forte controllo su un’azienda che opera vicino alle abitazioni. Al tempo stesso, proporrò alla Provincia e al Comune di Aulla di istituire un tavolo tecnico per arrivare a trasferire quell’azienda in un’altra area». Rimane il fatto che, all’oggi, la ditta Costa rimane chiusa e il presidio dei lavoratori di fronte al palazzo comunale aullese non smobiliterà. Ricordiamo che la vertenza in corso ha origine da una ordinanza, la n. 21 del 21 aprile scorso, firmata dal dirigente del primo settore del Comune di Aulla, l’architetto Franco Testa, che sanciva il divieto dell’attività nel capannone A della ditta Costa. Il Tar, poi, aveva sospeso l’ordinanza in questione, ma il Consiglio di Stato, sancendo la vittoria del Comune di Aulla e dei cittadini albianesi No Costa, aveva accolto il loro ricorso.
Ma nell’incontro si è accennato anche alla tanto decantata delocalizzazione dell’azienda, questione di cui si parla da anni. «Rossi ha sottolineato la necessità di un Protocollo d’Intesa per la delocalizzazione. Noi ne siamo felici, perché siamo sempre stati favorevoli. Di certo il territorio deve farsi avanti indicando un sito alternativo all’attuale e, insieme alla Regione, creare le condizioni per poter puntare sulla delocalizzazione. E questo deve essere fatto al più presto»concludono Luca Mannini e Linda Donati. Ed ecco le parole pronunciate ieri da Enrico Rossi durante la conferenza stampa a Massa: «Rispetto alla Costa ho preso due impegni. Se, dopo due o tre mesi di istruttoria tecnica, ce ne saranno le condizioni, concederemo l’Autorizzazione Integrata Ambientale, esercitando un forte controllo su un’azienda che opera vicino alle abitazioni. Al tempo stesso, proporrò alla Provincia e al Comune di Aulla di istituire un tavolo tecnico per arrivare a trasferire quell’azienda in un’altra area». Rimane il fatto che, all’oggi, la ditta Costa rimane chiusa e il presidio dei lavoratori di fronte al palazzo comunale aullese non smobiliterà. Ricordiamo che la vertenza in corso ha origine da una ordinanza, la n. 21 del 21 aprile scorso, firmata dal dirigente del primo settore del Comune di Aulla, l’architetto Franco Testa, che sanciva il divieto dell’attività nel capannone A della ditta Costa. Il Tar, poi, aveva sospeso l’ordinanza in questione, ma il Consiglio di Stato, sancendo la vittoria del Comune di Aulla e dei cittadini albianesi No Costa, aveva accolto il loro ricorso.
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