Il Tirreno

Un ponte sul Carrione per l’accesso al porto

di Francesca Vatteroni
Un ponte sul Carrione per l’accesso al porto

Legambiente rilancia il tema del waterfront con un progetto innovativo L’architetto Porchera: vogliamo un affaccio al mare che non preveda ostacoli 

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CARRARA. Legambiente rilancia in tema di waterfront lo fa con un progetto che si propone come alternativa in controtendenza rispetto a quello avanzato dall’Autority, garantendo, secondo l’architetto Andrea Porchera, una migliore sinergia con la città. Il progetto si focalizza principalmente su tre punti: l’allargamento della foce del Carrione dagli attuali 30 metri a 120 metri, in modo da creare un’area golenale con l’importante funzione idraulica di invaso di emergenza per diluire la piena e ridurre così il rischio idrogeologico; la costruzione di una struttura innovativa, vale a dire un ponte a campata unica e quindi senza piloni in alveo, che attraverserebbe il fiume, partendo dalla rotatoria tra il viale Zaccagna e il viale delle Pinete, tagliandolo obliquamente e mettendosi in traiettoria tale da garantire ai tir un accesso diretto in porto, evitando loro di dover fare manovre. Un vero e proprio land-mark quindi, vale a dire un punto di riferimento geografico caratteristico del territorio che lo contraddistinguerebbe nel profilo skyline; infine la conversione in parco lineare costiero con percorsi ciclabili, pedonali, attrezzature per attività sportive e punti belvedere, dell’area compresa tra il Carrione e il Lavello con una profondità che dal mare si spingerebbe fino al viale Da Verazzano, presupponendo quindi il trasferimento di questo spazio dal demanio portuale a demanio marittimo: per un 750 metri di affaccio marino, di 70 metri di profondità e quindi una superficie totale di circa 53.000 metri quadrati. Con la costruzione del nuovo ponte, il progetto prevede l’eliminazione dell’attuale ponte sul Carrione in viale da Verazzano e l’allungamento anch’esso a 120 metri, per il diametro della foce allargata, del ponte ferroviario che manterrebbe i suoi piloni di sostegno. «Il progetto del ponte e dell’allargamento della foce - spiega l’architetto Andrea Porchera che lavora presso il Parco di San Rossore, collaborando anche con l’Università degli studi di Firenze e che è l’ideatore del parco lineare costiero, piano da lui disegnato per Legambiente nel 2008-nasce in seguito a un seminario da me tenuto presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze nel 2015, dove chiesi agli studenti del laboratorio di elaborare un caso studio su Marina di Carrara». Fa eco alle parole di Porchera, Paola Antonioli di Legambiente, la quale sostiene: «Mentre il progetto presentato dall’Autority è stato pensato a servizio del porto e non a servizio della città e del cittadino, prevedendo una seconda rotatoria sulla sponda sud del fiume, un ponte a 4 corsie sul mare a fianco del ponte attuale oltre alla cementificazione del Carrione per prolungarlo sul mare per un centinaio di metri, senza dire nulla per giunta circa la zona compresa tra Carrione e Lavello, il nostro progetto invece è il vero progetto di waterfront, perché realizza concretamente un vero affaccio al mare senza ostacoli di inframezzo». Secondo Legambiente dunque, in considerazione del fatto che per l’unico, fino a questo momento, progetto di waterfront, quello dell’Autority appunto, non sono stati concessi appalti e non ne sono stati fatti studi di fattibilità, il progetto si trova ancora ai blocchi di partenza esattamente come il progetto di Legambiente: «Il nostro progetto rientrerebbe ampiamente, in termini di costi, nell’ambito delle risorse sbandierate finora come a disposizione» ha affermato Porchera, il quale ha anche sottolineato un altro merito del progetto, quello di eliminare definitivamente la possibilità di ampliamento del porto, dato che in quell’area verrebbe creato un parco. «Noi indirizziamo questo progetto alla comunità locale, a partire dall’amministrazione, perché lo sposi e venga poi cercato un confronto con Regione e Autority - Restiamo comunque disponibili a confronti» ha chiosato l’architetto.

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