Il Tirreno

Ospizio lager, le operatrici verso il patteggiamento

di Alessandra Vivoli
Ospizio lager, le operatrici verso il patteggiamento

Carrara, il pm aveva chiesto per la direttrice e le due collaboratrici il giudizio immediato. Ecco la strategia delle difese

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CARRARA. Ospizio degli orrori, il colpo di scena. Sarà molto improbabile assistere al dibattimento pubblico, in aula, a carico della direttrice e le due collaboratrici finite a giudizio per i maltrattamenti agli anziani ospiti della struttura alla periferia di Avenza.

Il pm Alessandra Conforti nelle settimane scorse ha chiesto di procedere con il giudizio immediato, proprio per affrontare in tempi stretti una vicenda, quella della Rsa “Giardino Fiorito” di Avenza, che ha scosso la comunità intera. Le difese stanno lavorando per procedere con i riti alternativi che, vista la richiesta dell’immediato, potrebbero essere o l’abbreviato o, quello che sembrerebbe più probabile il patteggiamento.

A questo starebbero lavorare le difese di Luana Ginesi, la direttrice dell’ospizio difesa dall’avvocato Giovanna Barsotti, Simonetta Menconi, una delle collaboratrici assistita dall’avvocato Elisabetta Borri e Sara Luisotti assitita dal legale Luigi Tavella.

La procura di Massa Carrara proprio nelle ultime settimane aveva chiuso le indagini sui maltrattamenti agli anziani, scoperti la scorsa estate grazie ad intercettazioni ambientali e video, all'interno della casa di riposo "Giardino fiorito".

L'amministratrice unica della struttura, Laura Ginesi e le dipendenti Sara Luisotti e Simonetta Menconi, erano quindi finite tutte agli arresti domiciliari, dove si trovano ancora, dallo scorso 4 agosto.

Dagli accertamenti della Guardia di Finanza era emerso anche che la struttura, aperta nel 2016, era abusiva su territorio comunale e gestita senza autorizzazione.

Le accuse. Giudizio immediato per la direttrice e due collaboratrici. Dovranno rispondere dell’accusa di maltrattamenti nei confronti di persone, così recita l’articolo 572 del codice penale, «nei confronti di persone sottoposta alla loro autorità o a loro affidate per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia».

Per tutte e tre il sostituto procuratore Alessandra Conforti ha chiesto di procedere con giudizio immediato: «saltando l’udienza preliminare perché le accuse sono schiaccianti». La direttrice dell’ospizio Giardino Fiorito, Luana Ginesi e le sue due collaboratrici Sara Luisotti e Simonetta Menconi rischierebbero, secondo l’ipotesi accusatoria, due a sei anni di carcere.

Sono invece rimaste fuori dalla conclusione delle indagini altre due collaboratrici che erano state coinvolte in una prima fase: questo perché è stato spiegato in Procura, non è stata rivenuta a loro carico la “continuità nell’operare i maltrattamenti”.

Sono invece decadute le accuse di sequestro di persona e abuso della professione di medico che in un primo momento erano state mosse a carico delle tre operatrici della casa di riposo.

L’accusa da cui dovranno difendersi la direttrice dell’ospizio lager e le due collaboratrici indagate resta quella di maltrattamenti. L’accusa di sequestro di persona è stata, infatti, assorbita da quella di maltrattamento e quella di esercizio abusivo della professione medica è decaduta perché, così aveva spiegato la dottoressa Conforti nella conferenza stampa sulla chiusura della indagini: i farmaci venivano somministrati per tenere sedati gli anziani ma senza che le operatrici si spacciassero per medici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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