Il Tirreno

I lavoratori: ritirate i licenziamenti

di Cinzia Chiappini
I lavoratori: ritirate i licenziamenti

Stamani l’incontro in Prefettura. Appello di Rifondazione al sindaco De Pasquale

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CARRARA. Alla vigilia dell'incontro – decisivo - in programma questa mattina in Prefettura, ieri pomeriggio l'assemblea dei lavoratori di Nca ha confermato che il mandato ai rappresentati sindacali resta quello di sempre: l'annullamento dei licenziamenti dei 3 addetti al servizio di guardianaggio.

Ed è questa la posizione che i segretari di Fim, Fiom e Uilm illustreranno questa mattina a Palazzo Ducale dove si riuniranno i rappresentanti di The Italian Sea Group, le istituzioni e appunto le parti sociali. «Se la richiesta di reintegrare i colleghi sarà respinta i lavoratori sono pronti a qualsiasi forma di lotta» ha fatto sapere a nome delle tre sigle sindacali Giancarlo Leorin, segretario di Uilm-Uil precisando che per lanciare un segnale di distensione nei confronti della proprietà l'assemblea, in accordo con le parti sociali, ha deciso di non proclamare lo sciopero in concomitanza con l'incontro. Intanto non si ferma la raffica di iniziative di solidarietà ai tre lavoratori licenziati.

Interrogazione di Sara Paglini (M5S). La senatrice Sara Paglini, capogruppo del M5S in Commissione Lavoro ha presentato un'interrogazione ai Ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro ricordando che «gli accordi sottoscritti hanno previsto condizioni particolarmente favorevoli per la società dietro l'impegno della nuova proprietà di preservare l'occupazione, cosa che nei fatti non è avvenuta». Proprio per questo la senatrice pentastellata ha chiesto al Ministro Poletti di «attivare le opportune iniziative di vigilanza per verificare la liceità dei licenziamenti» e al Ministro Calenda di «covocare un tavolo a Roma sulla vertenza Nca».

L’appello di Rifondazione. Anche Rifondazione Comunista, da sempre in prima linea al fianco dei lavoratori del Cantiere, interviene sulla vicenda polemizzando con «alcuni soggetti politici che oggi si ritrovano a portare la propria solidarietà dimenticando che l’ascesa del Presidente Costantino sul litorale apuano, è passata anche e soprattutto attraverso la loro condivisione». Rifondazione ricorda di essere stata tra i primi a esprimere contrarietà alla privatizzazione del cantiere e poi all'operazione che ha messo Nca nelle mani del patron di The Italian Sea Group. Non solo: «Circa tre anni fa in occasione delle prime schermaglie dei delegati sindacali con la proprietà, culminate poi nel confino di 40 lavoratori, chiedemmo conto del rilascio di concessioni demaniali trentennali a questo imprenditore quando alla vecchia proprietà venivano rinnovate ogni 5 anni e in base ai carichi di lavoro presentati. Oggi – polemizza ancora Rifondazione - sentendone ancora parlare, abbiamo il ragionevole dubbio che forse il tasto da noi molte volte toccato, ha generato il risveglio dal torpore nel quale probabilmente molti erano caduti».

La segreteria provinciale di Rc punta il dito in questo caso contro l'Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale, accusandola di «indifferenza umana e sociale verso i lavoratori licenziati» e si chiede «che pensiero possa avere la Presidentessa Carla Roncallo riguardo alla discutibile condotta padronale di un'azienda che non ha garantito un assetto occupazionale degno dell'impegno assunto in sede ministeriale».

Rifondazione rilancia l'appello al sindaco Francesco De Pasquale, «che, come noi, in passato esternava il proprio dissenso, affinché faccia recedere la proprietà Nca dal perpetrare simili atteggiamenti» e conclude che a questo punto «non basta più ribadire il rispetto degli accordi sottoscritti ma al tavolo convocato in prefettura tutti i soggetti interessati devono far pesare le responsabilità che il Presidente Costantino dovrebbe avere nei confronti della Regione, della Provincia e di un territorio che gli hanno consentito di acquisire un'area produttiva strategica per logistica, dimensioni e di valore inestimabile».

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