Attenzione
Gli Arancioni: ora l’Evam è a rischio privatizzazione
«Noi volevamo che restasse pubblica, non abbiamo partecipato al voto perché la delibera approvata è a rischio impugnazione da parte del ministero»
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MASSA. Il caso Evam, che per volontà del consiglio comunale (con una maggioranza “articolata) resterà pubblica, continua a far discutere. A intervenire è Fabrizio Brizzi, a nome del gruppo degli Arancioni, che chiarisce: «Innanzitutto, non eravamo presenti al consiglio comunale d martedì, nel quale si è votato, per una scelta precisa, perché contestiamo il percorso che ha portato in aula la revisione delle partecipate e in particolare di Evam Spa. C’era già un primo ritardo nella scadenza dei termini, che era fissata al 30 settembre, sia per la revisione degli statuti che per la partita in genere delle partecipate. Quindi, non siamo stati presenti ma non perché fossimo favorevoli alla privatizzazione, tutt’altro: come avevamo spiegato nel consiglio precedente, quando abbiamo votato a favore di un documento dei 5 stelle che dava mandato di non privatizzare l’Evam, non c’eravamo perché quell’atto portato in consiglio martedì sera secondo noi non sta in piedi, non andava presentato e non andava posto in votazione. Il dirigente - ricostruisce Brizzi - dice che si deve privatizzare, l’amministrazione dice di no: l’atto che è stato votato adesso, a nostro avviso, mette davvero a rischio il futuro pubblico dell’azienda. Siamo preoccupati perché ora il ministero può impugnare l’atto e metterci con le spalle al muro e costringerci d’imperio alla privatizzazione. Se davvero si voleva la non privatzzazione, insomma, prima si doveva rivedere lo statuto, inserendoci elementi a tutela di un percorso pubblico; lo hanno detto anche altri, per esempio, la valorizzazione della montagna, oppure la fornitura a scopi sociali dell’acqua per esempio nelle scuole; lo sappiamo, di formule se ne poteva trovare, approfondendo la questione e facendo in modo che la delibera fosse il più possibile inattaccabile. Così non lo è, il risultato è che siamo nelle mani del ministero. Questa è quindi la posizione degli Arancioni: no alla privatizzazione, ma no a questa delibera che crea grossi problemi all’azienda e alla città. Questa amministrazione, anche su argomenti di importanza economica, ha dimostrato la sua incapacità, scaricando sul consiglio comunale le sue contraddizioni».
Insomma, gli Arancioni anche su Evam marcano la distanza dal modus operando della giunta Volpi. Nei confronti del quale la strada maestra rimane la stessa: richiesta delle primarie di coalizione per la scelta del candidato alle prossime amministrative. (m.b.)
Insomma, gli Arancioni anche su Evam marcano la distanza dal modus operando della giunta Volpi. Nei confronti del quale la strada maestra rimane la stessa: richiesta delle primarie di coalizione per la scelta del candidato alle prossime amministrative. (m.b.)
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