Gioco
Condanne per il sacrario fascista, l’Anpi esulta
Affile aveva eretto un monumento a Rodolfo Graziani, i municipi delle stragi si erano costituiti parte civile
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CARRARA. L’Anpi Carrara festeggia la sentenza con cui il Tribunale di Tivoli ha condannato il sindaco e due assessori del comune di Affile per la costruzione di un mausoleo dedicato a Rodolfo Graziani.
La vicenda risale al 2013 quando l’amministrazione della cittadina laziale (è in provincia di Roma) utilizzò un finanziamento regionale da 180mila euro per erigere un sacrario al gerarca fascista Graziani, che fu ministro della Guerra della Repubblica di Salò, condannato nel 1948 a diciannove anni di reclusione per collaborazionismo e dichiarato dall’Onu criminale di guerra. Il sacrario è finito al centro di una battaglia legale il cui primo atto si è concluso martedì con una condanna a otto mesi per il sindaco di Affile Ercole Viri e a sei mesi per Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni, esponenti della sua giunta, tutti interdetti per 5 anni dai pubblici uffici.
I comuni di Carrara, Massa, Montignoso e S.Anna di Stazzema (insieme a quello di Marzabotto) si erano costituiti parte civile nel processo in quanto Graziani era stato identificato come il mandante di molte stragi compiute dai nazi-fascisti nei territori tra la Versilia e la Lunigiana. Di qui l’esultanza dell’Anpi Carrara per la condanna: «Usare i soldi della comunità per un monumento a un gerarca fascista è un’offesa a tutti i democratici e in particolare ai partigiani che con il loro coraggio e sacrificio hanno dato a questo Paese la Costituzione, la Libertà e la Democrazia» hanno commentato i partigiani carraresi. La sentenza è stata emessa martedì. La Procura di Tivoli, che ricorrerà in appello, aveva chiesto due anni per il sindaco e un anno e sette mesi per i due assessori tutti accusati di apologia del fascismo. Il pm inoltre aveva chiesto la confisca del monumento.
L’Anpi nazionale, che si era costituito parte civile, ha lanciato un appello per la demolizione del mausoleo che il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti sembra aver recepito: «Si provveda immediatamente a cancellare questa vergogna dalla nostra regione» ha commentato il governatore ricordando che la sua amministrazione aveva già richiesto al Comune di Affile di procedere in questo senso. c.ch.
La vicenda risale al 2013 quando l’amministrazione della cittadina laziale (è in provincia di Roma) utilizzò un finanziamento regionale da 180mila euro per erigere un sacrario al gerarca fascista Graziani, che fu ministro della Guerra della Repubblica di Salò, condannato nel 1948 a diciannove anni di reclusione per collaborazionismo e dichiarato dall’Onu criminale di guerra. Il sacrario è finito al centro di una battaglia legale il cui primo atto si è concluso martedì con una condanna a otto mesi per il sindaco di Affile Ercole Viri e a sei mesi per Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni, esponenti della sua giunta, tutti interdetti per 5 anni dai pubblici uffici.
I comuni di Carrara, Massa, Montignoso e S.Anna di Stazzema (insieme a quello di Marzabotto) si erano costituiti parte civile nel processo in quanto Graziani era stato identificato come il mandante di molte stragi compiute dai nazi-fascisti nei territori tra la Versilia e la Lunigiana. Di qui l’esultanza dell’Anpi Carrara per la condanna: «Usare i soldi della comunità per un monumento a un gerarca fascista è un’offesa a tutti i democratici e in particolare ai partigiani che con il loro coraggio e sacrificio hanno dato a questo Paese la Costituzione, la Libertà e la Democrazia» hanno commentato i partigiani carraresi. La sentenza è stata emessa martedì. La Procura di Tivoli, che ricorrerà in appello, aveva chiesto due anni per il sindaco e un anno e sette mesi per i due assessori tutti accusati di apologia del fascismo. Il pm inoltre aveva chiesto la confisca del monumento.
L’Anpi nazionale, che si era costituito parte civile, ha lanciato un appello per la demolizione del mausoleo che il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti sembra aver recepito: «Si provveda immediatamente a cancellare questa vergogna dalla nostra regione» ha commentato il governatore ricordando che la sua amministrazione aveva già richiesto al Comune di Affile di procedere in questo senso. c.ch.
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