Sicurezza
il caso
Una rosa messa sul cancello per ricordare la tragedia
MASSA. Ieri mattina è comparsa una rosa sul cancello principale di Villa Massoni, quello da dove è fuggito Marco Mario Casonato, prima di telefonare ai carabinieri e al suo legale e costituirsi....
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MASSA. Ieri mattina è comparsa una rosa sul cancello principale di Villa Massoni, quello da dove è fuggito Marco Mario Casonato, prima di telefonare ai carabinieri e al suo legale e costituirsi. Qualcuno ha voluto rendere omaggio alla memoria della vittima, Piero Alessandro Casonato. In questi giorni qualcuno è passato accanto alla recinzione della dimora storica, per dare un’occhiata al luogo del delitto che da circa una settimana fa parlare la città. Nessun selfie e nemmeno scatti macabri. Soltanto tanto rispetto, come testimonia quel fiore appoggia sopra la catena che blinda l’accesso a curiosi e malintenzionati. La rosa comunque ha destato più di una curiosità: chi potrebbe averla lasciata? Probabilmente qualcuno che abita nei pressi del parco e che conosceva i due fratelli protagonisti della tragedia. Oppure qualcuno che era legato a Piero.
Intanto è stata trovata la password del notebook della vittima e quindi è stato possibile accedere alla memoria interna del computer. Un esperto informatico sta controillando le cartelle alla ricerca di conti correnti e altre proprietà di Piero. E del testamento, di cui Casonato aveva sempre favoleggiato. Il medico era anche responsabile di un paio di ditte. La speranza è di riuscire ad aprire il computer portatile e di entrare nelle cartelle della vittima, dove si presume che tenesse la contabilità e le cose importanti. Quelle riservate. La sua scomparsa prematura e improvvisa non aveva permesso neppure di avere la password per entrare nell’apparecchio, dato che la sua compagna non si interessava di questo aspetto. Ora la chiave è saltata fuori. E potrebbero esserci delle novità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Intanto è stata trovata la password del notebook della vittima e quindi è stato possibile accedere alla memoria interna del computer. Un esperto informatico sta controillando le cartelle alla ricerca di conti correnti e altre proprietà di Piero. E del testamento, di cui Casonato aveva sempre favoleggiato. Il medico era anche responsabile di un paio di ditte. La speranza è di riuscire ad aprire il computer portatile e di entrare nelle cartelle della vittima, dove si presume che tenesse la contabilità e le cose importanti. Quelle riservate. La sua scomparsa prematura e improvvisa non aveva permesso neppure di avere la password per entrare nell’apparecchio, dato che la sua compagna non si interessava di questo aspetto. Ora la chiave è saltata fuori. E potrebbero esserci delle novità.
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