Il Tirreno

Lavello, i puzzi ritornano. Scontro tra Gaia e residenti

di Camilla Palagi
Lavello, i puzzi ritornano. Scontro tra Gaia e residenti

Massa, scetticismo e critiche dei cittadini di Alteta e Partaccia nell’incontro con l’azienda I vertici del gestore ammettono: «Il problema non sarà estirpato, ma lo ridurremo» 

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MASSA . Ancora cattivi odori nella zona del Lavello e progetti in cantiere che a quanto pare non risolveranno direttamente la questione. Doveva essere un incontro per promuovere il dialogo ma alla fine si è rivelato un vero e proprio scontro l'incontro pubblico organizzato dal comitato “Mo Basta” con il gestore idrico Gaia Spa per discutere degli interventi previsti ai depuratori di Massa.,

Nonostante l'invito a mantenere la calma del consigliere del comune di Massa Giancarlo Casotti, tra gli organizzatori dell'evento, i residenti di Partaccia e Alteta presenti non hanno esitato a mostrare il loro scetticismo e la loro stanchezza di fronte ai progetti presentati da Gaia.

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«Le operazioni previste da questo investimento andranno a colpire la fase intermedia del processo di depurazione» – ha spiegato l'ingegner Daniele Franceschini, dirigente del servizio fognatura e depurazione di Gaia. «è finalizzato a potenziare la capacità depurativa ed in parte andrà a migliorare anche la questione dei miasmi». Anche se, ammette l'ingegnere, i cattivi odori provengono da due fasi distinte del processo di depurazione: quella iniziale e quella finale al momento escluse da possibili interventi. Nella fase iniziale del processo, infatti, è prevista la separazione dei liquami dai rifiuti grossolani come ad esempio il cotton fioc. Un'operazione che una volta terminata prevede la deposizione in grandi vasche all'aria aperta del materiale disidratato, che viene allontanato periodicamente solo al momento del completo riempimento delle vasche di raccoglimento. E che durante la sua permanenza all'esterno dello stabile del lavello produce i famosi odori nauseabondi. A questa fase si aggiunge quella finale dove dai liquami viene separato il fango, che una volta disidratato verrà stoccato e allontanato. Ma anche questo processo avviene solo al momento del riempimento dei vasconi indicati per la raccolta dei fanghi di risulta.

«Sono operazioni normalmente previste da un depuratore biologico– spiega Franceschini - con la chiusura del depuratore “Le quercie” abbiamo avuto la necessità di risolvere il deficit della capacità depurativa che ci ha lasciato. La priorità al momento è questa». Gli interventi previsti hanno un costo totale di circa un milione e 200 mila euro di investimenti, con l'obiettivo principale di potenziare l'efficienza depurativa dell'impianto e dunque impattare positivamente sulla generale tutela ecologica del territorio circostante e delle acque del mare, e dovrebbero concludersi entro aprile 2018. «Per risolvere il problema dei cattivi odori in realtà non sarebbero necessarie delle grosse operazioni. Servono dei capannoni con sistemi di aspirazione e di trattamento dell'aria. Grazie a dei filtri biologici o chimici trattano l'aria prima di immetterla nuovamente nell'atmosfera». Una seconda fase di interventi previsti ma ad oggi ancora non programmati economicamente.

«Siamo entrati in una fase in cui è possibile ottenere dei finanziamenti – è intervenuto Paolo Peruzzi, dirigente di Gaia – siamo qua per prendere degli impegni con voi. Non possiamo estirpare il problema ma possiamo migliorarlo». Dichiarazione accolte con critiche e scetticismo dal pubblico in sala, che sotto accusa ha anche posto le bollette di Gaia S.p.a e le presunte sostanze chimiche che hanno causato la moria di pesci alla foce d’estate.
 

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