Sicurezza
Donatella, sceneggiatrice anche su spinta della nonna
Era già drammaturga teatrale, e si propose per “Un posto al sole” proprio perché la fiction piaceva alla nonna. Poi “La squadra” e molto altro
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CARRARA. È ironica e diretta anche se non ci se ne accorge subito, mentre parla, un po' fuorviati dal garbo pacato e affabile. Davanti a lei, tra il pubblico, siedono anche i suoi genitori, che sono di Carrara: lei è Donatella Diamanti, carrarese doc, anche se da anni vive tra Roma e Toscana. E' un'affermata drammaturga, sceneggiatrice Rai e cinematografica, ma soprattutto, almeno per una sera, è stata una delle donne di 2.Donna, l'associazione fatta di uomini e donne che parla di donne per le donne e che invita ospiti speciali, rigorosamente donne, per parlare di sé e spiegare come ce l'abbiano fatta.Come siano riuscite a realizzarsi o perché caparbiamente ostinate o perché comunque hanno saputo farsi guidare, a volte affrontare, quanto la vita spesso riservi imprevedibilmente. Come per Donatella che avrebbe voluto intraprendere la carriera universitaria dopo la laurea in lettere a Pisa, nonostante i compensi da ricercatrice piuttosto magri, come racconta scherzandoci su lei stessa, poi però diventa tutt'altro quando, su suggerimento di un'amica attrice di teatro, decise di proporsi alla sua compagnia teatrale che cercava un autore: “Non siamo quelli di via Paal” ebbe talmente un grande successo che la sua carriera nella drammaturgia teatrale decollò. Fino a quando non ci mise lo zampino sua nonna, grande ammiratrice di “Un posto al sole” nota fiction Rai, la quale l'apostrofò un giorno: “Tu, per Un posto al sole devi scrivere!”. Così quando qualche tempo dopo, a Lucca, partecipò a uno stage organizzato da sceneggiatori di format importanti, tra cui Vincenzo Cerami e su loro domanda circa cosa volesse fare, lei rispose tra il riso e il faceto, proprio diventare sceneggiatrice di Un posto al sole, uno degli insegnanti che era effettivamente uno sceneggiatore della fiction Rai le suggerì di mandare dei dialoghi. Venne reclutata al volo e non solo, le suggerirono poi di proporsi per un'altra serie che stava per partire e che prometteva bene, per la quale cercavano sceneggiatori di talento: si trattava di La squadra, altra storica fiction Rai.Da allora la carriera di Donatella non si è più fermata, puntellata, tra l'altro, da un film molto delicato tratto da una storia vera, su un contrastato amore omosessuale declinato al femminile nella Sicilia dell'Ottocento e interpretato da Valeria Solarino, Isabella Ragonese e un mirabile Ennio Fantastichini: Viola di mare, premiato al New Italian Film Festival 2009.Con acume e senso dell'ironia Donatella ha parlato del suo mestiere, della struttura narrativa televisiva forse un po' troppo didascalica che stenta ad innovarsi, della riconoscenza che prova per le persone vere che ha incontrato, dei ricordi di infanzia, del cappotto color pesca indossato per il matrimonio della zia celebrato proprio nella Chiesa delle Lacrime oggi sconsacrata e tenuta aperta proprio per ospitare la serata speciale di 2.Donna. Grazie quindi a Emma Castè, la presidente dell'associazione, che insieme allo staff di 2.Donna, Marta Franciosi, Jenny Loré e Irene Serbandini, ci ha regalato un altro incontro speciale.
Francesca Vatteroni
Francesca Vatteroni
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