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Autopsia e dinamica, è guerra di periti

Autopsia e dinamica, è guerra di periti

Tanti i consulenti che dovranno decifrare il delitto di Villa Massoni. Ieri l’esame autoptico: il corpo era dilaniato

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MASSA. L’autopsia sul corpo di Piero Alessandro Casonato, martoriato dagli pneumatici dell’auto del fratello, è stata eseguita ieri pomeriggio a Pisa dal medico legale Luigi Papi. All’esame autoptico hanno partecipato anche la difesa e la parte civile con i propri consulenti (i dottori Mirco Lombardi ed Emanuela Gamba). Oltre quattro ore di autopsia per chiarire i punti ancora oscuri dell’incidente costato la vita a Piero. Quante volte e dove è stato colpito. Sono apparsi evidenti i passaggi della vettura, che hanno devastato la cassa toracica dell’uomo e provocato parecchie fratture. Adesso servirà circa un mese a Papi per consegnare la sua relazione al sostituto procuratore Alessia Iacopini, titolare dell’indagine sull’omicidio.

Intanto il legale di Marco Maria Casonato, 62 anni, l’avvocato Valter Mattarocci, sta attendendo le motivazioni del gip Alessandro Trinci, che dopo l’interrogatorio di garanzia di sabato mattina ha confermato la custodia in carcere. Il difensore vuole capire se c’è lo spazio per andare al riesame a chiedere quantomeno la detenzione domiciliare. Una mossa che però al momento resta in stand by, anche perché servono le risultanze dell’esame autoptico per dare peso a quanto detto al giudice da Marco. E cioè che si è trattato di una tragica fatalità e che lui non aveva intenzione di investire il fratello, ma se lo è trovato davanti all’improvviso. Una ricostruzione che però non convince gli inquirenti, che nel parco hanno isolato le tracce degli pneumatici e hanno disegnato la manovra assassina della macchina.

Per questo motivo le perizie più importanti saranno quelle sulla dinamica. Che sono partite dal punto di vista burocratico, con il conferimento degli incarichi da parte della procura. L’ingegnere Dario Vangi nei prossimi giorni farà un sopralluogo nel parco della villa per fare i rilievi che gli servono. Sarà lui a stabilire la traiettoria del mezzo che ha ucciso il medico del lavoro. Anche la difesa però è pronta a mettere in campo un suo consulente, un altro ingegnere che a sua volta cercherà spunti che confermino quanto dice il docente. E che possano dare un appiglio al suo legale per una linea che possa essere convincente.

C’è poi l’aspetto dei rapporti tra i due fratelli, che si erano deteriorati irrimediabilmente dopo che la dimora di loro proprietà era stata sequestrata. Uno voleva metterla a posto, l’altro voleva disfarsene. I carabinieri avevano raccolto lo sfogo di Piero durante l’estate, che si sentiva minacciato da Marco. E proprio per questo era stato ipotizzato un possibile trattamento sanitario obbligatorio per quest’ultimo. Ma poi non se ne era fatto nulla. Potrebbe servire alla difesa per una possibile perzia psichiatrica. Ma questo soltanto quando ci sarà il processo. (d.d.)

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di Redazione Pisa