Il dolore
L’assassino non è in cella resta chiuso in infermeria
L’avvocato dell’omicida, Valter Mattarocci: «È sotto choc, parla pochissimo» Oggi incontro nel carcere di Massa per iniziare a organizzare la tesi difensiva
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MASSA. Da quei minuti nella piazzola di servizio del distributore di benzina sull’Aurelia il mondo ha smesso di girare. Il tempo, per Marco Casonato, si è fermato lì. Alla chiamata all’avvocato «È successa una cosa grave, vieni al distributore vicino al Mc Donald».
Poi l’arrivo di Valter Mattarocci, le parole di conforto, la decisione di costituirsi, il rumore delle sirene delle pattuglie arrivate di corsa, un giaccone tirato su in testa per non mostrarsi in volto. Lo sguardo dell’omicida di villa Massoni resta spento.
Marco Casonato guarda ancora nel vuoto. Per questo motivo è stato deciso di non trasferirlo in cella, ma di farlo rimanere all’interno dell’infermeria del carcere di Massa. «Questo succede - spiega Mattarocci - anche quando l’arrestato viene ritenuto in condizioni psicologiche non ottimali. Vedrò Marco domattina (stamani, ndr) ma credo che questo sia il suo caso». Mercoledì, dopo l’arresto, Mattarocci è rimasto insieme a Casonato fino alle 22. «Era visibilmente turbato - racconta l’avvocato - in questo momento è abbastanza difficile anche parlarci».
Il colloquio di domani tra Mattarocci e Marco Casonato servirà per porre le basi della difesa, con ogni probabilità dall’accusa di omicidio volontario, con le aggravanti che potrebbero essere tre: la crudeltà, i futili motivi e il fatto di aver commesso un delitto nei confronti di un familiare.
Intanto Marco Casonato continua nel suo silenzio, rotto soltanto, fin qui, da una manciata di parole rivolte all’avvocato. Valter Mattarocci lo conosce da tempo, è stato il suo avvocato anche in occasione di tutte le vicende che lo hanno visto opposto al fratello in tribunale per i motivi più vari.
L’ultimo atto della guerra tra fratelli, culminata con l’uccisione di Piero da parte di Marco, che è passato sopra al suo corpo con un Fiat Doblò più volte mercoledì pomeriggio, era legato all’autorizzazione per i lavori nella villa.
Marco negli ultimi tempi aveva scritto alla procura ogni giorni, chiedendo sempre la stessa cosa: «Fatemi vedere l’autorizzazione che avete rilasciato a Piero».
«Al mio assistito quel foglio non è mai stato mostrato», spiega Mattarocci, che oggi tornerà a parlare con Marco Casonato.(t.s.)
Poi l’arrivo di Valter Mattarocci, le parole di conforto, la decisione di costituirsi, il rumore delle sirene delle pattuglie arrivate di corsa, un giaccone tirato su in testa per non mostrarsi in volto. Lo sguardo dell’omicida di villa Massoni resta spento.
Marco Casonato guarda ancora nel vuoto. Per questo motivo è stato deciso di non trasferirlo in cella, ma di farlo rimanere all’interno dell’infermeria del carcere di Massa. «Questo succede - spiega Mattarocci - anche quando l’arrestato viene ritenuto in condizioni psicologiche non ottimali. Vedrò Marco domattina (stamani, ndr) ma credo che questo sia il suo caso». Mercoledì, dopo l’arresto, Mattarocci è rimasto insieme a Casonato fino alle 22. «Era visibilmente turbato - racconta l’avvocato - in questo momento è abbastanza difficile anche parlarci».
Il colloquio di domani tra Mattarocci e Marco Casonato servirà per porre le basi della difesa, con ogni probabilità dall’accusa di omicidio volontario, con le aggravanti che potrebbero essere tre: la crudeltà, i futili motivi e il fatto di aver commesso un delitto nei confronti di un familiare.
Intanto Marco Casonato continua nel suo silenzio, rotto soltanto, fin qui, da una manciata di parole rivolte all’avvocato. Valter Mattarocci lo conosce da tempo, è stato il suo avvocato anche in occasione di tutte le vicende che lo hanno visto opposto al fratello in tribunale per i motivi più vari.
L’ultimo atto della guerra tra fratelli, culminata con l’uccisione di Piero da parte di Marco, che è passato sopra al suo corpo con un Fiat Doblò più volte mercoledì pomeriggio, era legato all’autorizzazione per i lavori nella villa.
Marco negli ultimi tempi aveva scritto alla procura ogni giorni, chiedendo sempre la stessa cosa: «Fatemi vedere l’autorizzazione che avete rilasciato a Piero».
«Al mio assistito quel foglio non è mai stato mostrato», spiega Mattarocci, che oggi tornerà a parlare con Marco Casonato.(t.s.)
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