Il Tirreno

Il Wwf all’attacco: disastro ecologico nel fosso del Lavello

Il Wwf all’attacco: disastro ecologico nel fosso del Lavello

Giannelli parla di rischi per la salute e per l’ambiente «Bandiere blu premiano un mare inquinato dagli scarichi» 

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MASSA. «Lavello: un disastro ambientale premiato dalla Bandiera Blu». È tranchant il vicepresidente del Wwf alta Toscana Onlus Gianluca Giannelli nel definire le condizioni del fosso del Lavello. Da anni, dice, il Wwf denuncia una situazione di degrado causata da centinaia di migliaia di rifiuti che dal Lavello raggiungono il mare. «Sacchetti della spazzatura, bottiglie di plastica, vestiti, scarpe, olii esausti, acidi di batterie, rifiuti ingombranti e industriali che si riversano in mare al confine dei Comuni di Massa e Carrara. Nonostante le tante segnalazioni, gli articoli di giornale, la situazione si sta aggravando nella più totale assenza di una presa di posizione delle istituzioni. A esclusione degli abitanti della zona – denuncia ancora Giannelli – tutti coloro che passano dal ponte di Via delle Pinete, o il loro livello di educazione civica è uguale alla situazione deplorevole che si vede, oppure girano la testa dall’altra parte. A pagarne le conseguenze sono i bagnanti che d’estate nuotano negli escrementi e tra i rifiuti scaricati nel fosso, mentre la fauna marina, tartarughe, delfini, pesci e crostacei subiscono l’inquinamento delle acque. E basta fare una passeggiata da quelle parti per rendersene conto. Insomma, secondo il vicepresidente del Wwf «ci sono due Bandiere blu (a Marina di Carrara e Marina di Massa) che di blu hanno poco o nulla. Forse i dati inviati per questo riconoscimento sono stati involontariamente travisati, oppure la bandiera si dà a metri o a chili».

Giannelli ricorda le denunce presentate alla Procura del Repubblica e al Prefetto di Massa Carrara «nella speranza di spezzare questa omertosa situazione che si sta trascinando oltre la civile convivenza». E poi allarga il tiro: «Forse non è un caso che negli anni 80’ sul nostro territorio avevano la sede tutte le più importanti società legate al traffico di rifiuti , che dal porto di Marina di Carrara transitavano le “carrette del mare”, imbottite di pericolosi rifiuti, che lo stesso territorio è stata una bomba ecologica per anni, che una discarica di rifiuti , sicuramente unica in Italia , è stata realizzata con rifiuti ingombranti e industriali in mare nelle vicinanze del pontile di Marina di Massa realizzandoci poi un piazzale con vista mare. Quando poi il Wwf tentò di spezzare un ciclo sui rifiuti legato allo scandalo del “ bricchettaggio” , subì un lungo processo per diffamazione a mezzo stampa, vennero mosse accuse di azioni di ecoterrorismo ai suoi attivisti e che poi vinsero la causa ma dovettero comunque affrontare la spesa di migliaia di euro per gli avvocati, un esborso che tutt’oggi crea un danno alla locale sezione del Wwf» . Per concludere: «La classe politica locale, inquinata dal potere economico, ha lasciato un’eredità pesante. E se la politica è l’espressione dei cittadini, si salvi chi può».



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