Il Tirreno

«Ho provato a fermare l’assassino»

di Alessandra Vivoli
«Ho provato a fermare l’assassino»

Un rom a bordo di una vecchia Panda E un frontale per bloccare Marco Casonato

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MASSA. C’è un colpo di scena. E un gesto di grande generosità in una delle pagine più pesanti della recente storia della città.

Qualcuno ha cercato di fermare la furia omicida di Marco Casonato, il professore universitario che mercoledì scorso ha investito e ucciso il fratello Piero. Una Panda rossa, vecchio modello, si è messa nel mezzo: ha cercato, a più riprese, di frenare la folle corsa del furgone Doblò che, come in una arena, ha puntato, inseguito e ucciso Piero Casonato. L’autista di quella Panda, secondo quanto emerge in questa delicatissima fase delle indagini, e alla vigilia dell’interrogatorio di garanzia dell’omicida, avrebbe visto Marco passare più volte sul corpo del fratello. Quando era già a terra.

«Ho cercato di fermare l’assassino». Un elemento nuovo che irrompe nel bel mezzo delle indagini. È quella vecchia Panda che, materialmente, è piombata sul luogo dove, mercoledì scorso si è consumato l’ultimo atto di una storia familiare carica di tensione.

Sì, perché qualcuno ha cercato di fermare Marco Casonato. Anche a costo della propria vita. Un rom che si trovava all’interno della villa dove erano in corso (e motivo ulteriore del contendere fra i due fratelli-eredi) alcuni lavori di ristrutturazione non ha esitato a mettersi alla guida della sua automobile e ha provato a sbarrare e frenare la corsa del professore. Lo ha fatto andando a scontrarsi, frontalmente, con il furgone guidato da Marco Casonato. Ma il professore non si è fermato e, dopo aver semidistrutto la parte anteriore della Panda, ha continuato la corsa.

«Io ho provato a fermarlo, vedo ancora quella scena, da allora non riesco a dormire»: è questo che ha riferito l’uomo (la cui identità al momento, vista la delicatezza delle indagini, è tenuta sotto il massimo riserbo da parte degli inquirenti e dagli avvocati).

La ricostruzione. Sì perché l’altro elemento di novità, legato al ruolo della panda (sequestrata insieme al furgone Doblò) è quanto ha visto il guidatore: secondo quanto ha raccontato (l’uomo è stato ascoltato per ore dagli inquirenti) il furgone di Marco Casonato si sarebbe accanito contro il fratello. Passando sopra il suo corpo più volte quando era già steso a terra e incapace di rialzarsi.

La nuova dinamica. Un nuovo elemento, lo scontro frontale provocato dal rom alla guida della Panda per cercare di arrestare la corsa del Doblò di Marco Casonato. E la perizia per ricostruire una dinamica che si arricchisce di elementi fino a oggi sconosciuti: sì perchè nella scena del delitto i mezzi erano due, non solo quello del professore fratricida ma anche dell’uomo che, spinto da grande generosità ha cercato di impedire la tragedia. E intanto proprio attorno ai due mezzi posti sotto sequestro nell’immediatezza dei fatti avvenuti mercoledì scorso a Villa Massoni, si ricostruirà, con maggiore chiarezza la dinamica dell’omicidio. E sarà ancora una volta fondamentale, nel proseguo delle indagini, a testimonianza del rom che, senza pensarci un minuto di più è salito in macchina e si è fiondato contro l’assassino.

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