La manifestazione
Si pensava a un Tso per Marco Casonato
Piero aveva paura del fratello e aveva chiesto aiuto ai carabinieri. Ed era andato all’estero sperando che le acque si calmassero
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MASSA. Piero Alessandro Casonato e la sua compagna, Anna Maria Dentini, nelle scorse settimane erano andati all’estero per passare qualche giorno lontano da Villa Massoni e soprattutto lontano da Marco Mario Casonato, perché nell’ultimo periodo era ossessionato dalla presenza dei lavoratori Sinti nel giardino di quella che riteneva essere casa sua. E non perdeva occasione per litigare con il fratello. Tanto che Piero aveva detto ai carabinieri che la situazione stava degenerando e che non sapeva come fare per contenerlo. Soprattutto Anna Maria era preoccupata. Gli inquirenti stavano pensando a un trattamento sanitario obbligatorio, anche perché Piero aveva detto di aver evitato di essere investito dal fratello per un soffio. Ma ci volevano i tempi per poterlo chiedere e soprattutto i presupposti. Troppe liti con responsabilità di entrambi oppure ancora da accertare. E così prima dei tempi e dei presupposti è arrivata la tragedia del primo novembre, che ha diviso i due fratelli una volta per tutte. Il maggiore, docente di psicologia alla Bicocca, in carcere a Massa, il minore, medico del lavoro, all’obitorio.
La morte di Piero Casonato, 59 anni, è stato appresa diverse ore dopo dalla compagna. Sono stati i militari del nucleo investigativo a comunicarle quello che era capitato al medico con il quale conviveva da circa venti anni. La donna è rimasta inebetita, tanto che il sostituto procuratore Alessia Iacopini dopo averle fatto due domande l’ha congedata, preferendo sentirla in un secondo tempo. Quando sarà in grado di parlare con cognizione di causa. Anna Maria ieri mattina è stata raggiunta da quello che era il legale di Piero, Guido Bernieri, per studiare quali mosse fare per tutelarsi. Il professionista sarà coadiuvato dal collega Enrico Di Martino. Entrambi ieri sono stati ricevuti dal sostituto procuratore titolare dell’indagine per annunciare la futura costituzione di parte civile. Ma prima la Dentini dovrà essere sentita dagli inquirenti, anche per ricostruire le ore precedenti all’ultimo litigio. Perché, sebbene sia chiaro che tutto nasca dalla diversità di vedute sulla gestione di Villa Massoni, c’è da scoprire quale sia stata la causa scatenante dell’omicidio. Cos’è successo il 1° novembre di più grave di altre volte?
I rilievi dei carabinieri a Villa Massoni, proseguiti per buona parte della notte scorsa grazie ai fari messi a disposizione dei vigili del fuoco, hanno accertato il numero di volte che con il furgoncino Doblò il docente universitario è passato sopra il corpo del medico. Almeno quattro, come sembrano indicare i cartellini gialli con le lettere dell’alfabeto piazzati sul terreno per sottolineare i punti di maggiore importanza. Marco Casonato durante l’interrogatorio alla Plava non è stato preciso, anche perché viste le condizioni in cui è stato trovato quando ha deciso di costituirsi era ancora sotto choc. Poi quando è arrivato il suo avvocato Valter Mattarocci, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una parola definitiva potranno dirla l’autopsia, che probabilmente verrà eseguita stamani e gli accertamenti tecnici sul Doblò per stabilire l’esatta dinamica dell’investimento. (d.d.)
ALTRO SERVIZIO A PAG. 13.
La morte di Piero Casonato, 59 anni, è stato appresa diverse ore dopo dalla compagna. Sono stati i militari del nucleo investigativo a comunicarle quello che era capitato al medico con il quale conviveva da circa venti anni. La donna è rimasta inebetita, tanto che il sostituto procuratore Alessia Iacopini dopo averle fatto due domande l’ha congedata, preferendo sentirla in un secondo tempo. Quando sarà in grado di parlare con cognizione di causa. Anna Maria ieri mattina è stata raggiunta da quello che era il legale di Piero, Guido Bernieri, per studiare quali mosse fare per tutelarsi. Il professionista sarà coadiuvato dal collega Enrico Di Martino. Entrambi ieri sono stati ricevuti dal sostituto procuratore titolare dell’indagine per annunciare la futura costituzione di parte civile. Ma prima la Dentini dovrà essere sentita dagli inquirenti, anche per ricostruire le ore precedenti all’ultimo litigio. Perché, sebbene sia chiaro che tutto nasca dalla diversità di vedute sulla gestione di Villa Massoni, c’è da scoprire quale sia stata la causa scatenante dell’omicidio. Cos’è successo il 1° novembre di più grave di altre volte?
I rilievi dei carabinieri a Villa Massoni, proseguiti per buona parte della notte scorsa grazie ai fari messi a disposizione dei vigili del fuoco, hanno accertato il numero di volte che con il furgoncino Doblò il docente universitario è passato sopra il corpo del medico. Almeno quattro, come sembrano indicare i cartellini gialli con le lettere dell’alfabeto piazzati sul terreno per sottolineare i punti di maggiore importanza. Marco Casonato durante l’interrogatorio alla Plava non è stato preciso, anche perché viste le condizioni in cui è stato trovato quando ha deciso di costituirsi era ancora sotto choc. Poi quando è arrivato il suo avvocato Valter Mattarocci, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una parola definitiva potranno dirla l’autopsia, che probabilmente verrà eseguita stamani e gli accertamenti tecnici sul Doblò per stabilire l’esatta dinamica dell’investimento. (d.d.)
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