La protesta
In cava come in una villa: la mensa design di Franchi
di Alessandra Vivoli
Tour nel bacino di Bettogli fra pareti, piazzali di marmo e blocchi escavati Inaugurata in azienda la galleria Umberto: un nuovo show room per i lavorati
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CARRARA. Un tour nel cuore delle Apuane. «Jurassik park del marmo» così l’hanno definita gli addetti ai lavori delle riviste specializzate arrivati da tutta Italia. E la scoperta, nella cava di Bettogli dell’azienda Franchi Umberto Marmi di elementi di design e architettura, elementi di vita quotidiana (come le piante da salotto nei vasi di marmo) che fanno “casa” anche a ottocento metri di altezza, in uno scenario mozzafiato dove le pareti sono di cipollino e zebrino. Il pavimento di statuario, proprio come i blocchi che si vedono in vari angoli di un piazzale in piena lavorazione.
Un’idea, quella di portare il design direttamente in cava, voluta fortemente dai fratelli Franchi che hanno dato un’impronta originale nei luoghi dove il marmo si estrarre ogni giorno, a stretto contatto con la materia.
In cava come a casa: una mensa design nel cuore delle Apuane. È nel bacino di Bettogli, in questo contesto, dove il ventre delle Apuane sembra davvero di toccarlo con le mani, che spunta in cava una mensa design (l’allestimento è di Eugenio Biselli per Interni Now): un lungo tavolo di marmo lucidato, puff in bardiglio, e una copertura, un separè d’arredo, a tenere nascosta la zona cucina. Nei mesi più caldi, a rendere tutto più confortevole una tenda bianca che crea l’effetto di una elegante pompeiana nel centro di una delle cave da cui si estraggono alcuni dei marmi più pregiati del comprensorio apuano.
Dal monte al piano: marmo protagonista. Dalla cava dei Bettogli alla filiera, ossia nel quartier generale della Franchi Umberto marmi. Accompagnati da Bernarda Franchi che gestisce l’azienda insieme al fratello Alberto.
Dal monte al piano nel segno della continuità e di un marmo che mostra davvero i muscoli, tutte le potenzialità declinate col linguaggio del design e del valore aggiunto della trasformazione e della lavorazione “in loco”.
La visita in cava con la stampa specializzata è stata l’occasione per un’altra visita, quella alla galleria Umberto, il nuovo show room realizzato proprio all’interno dell’azienda. E così si è potuto assistere alla trasformazione in lavorati e lastre di quanto ammirato solo poche ore prima al monte, come pietra naturale «marmo attaccato alla montagna» come hanno ripetuto a più riprese gli operatori delle riviste specializzate incantati dal tour nel ventre delle montagne apuane.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un’idea, quella di portare il design direttamente in cava, voluta fortemente dai fratelli Franchi che hanno dato un’impronta originale nei luoghi dove il marmo si estrarre ogni giorno, a stretto contatto con la materia.
In cava come a casa: una mensa design nel cuore delle Apuane. È nel bacino di Bettogli, in questo contesto, dove il ventre delle Apuane sembra davvero di toccarlo con le mani, che spunta in cava una mensa design (l’allestimento è di Eugenio Biselli per Interni Now): un lungo tavolo di marmo lucidato, puff in bardiglio, e una copertura, un separè d’arredo, a tenere nascosta la zona cucina. Nei mesi più caldi, a rendere tutto più confortevole una tenda bianca che crea l’effetto di una elegante pompeiana nel centro di una delle cave da cui si estraggono alcuni dei marmi più pregiati del comprensorio apuano.
Dal monte al piano: marmo protagonista. Dalla cava dei Bettogli alla filiera, ossia nel quartier generale della Franchi Umberto marmi. Accompagnati da Bernarda Franchi che gestisce l’azienda insieme al fratello Alberto.
Dal monte al piano nel segno della continuità e di un marmo che mostra davvero i muscoli, tutte le potenzialità declinate col linguaggio del design e del valore aggiunto della trasformazione e della lavorazione “in loco”.
La visita in cava con la stampa specializzata è stata l’occasione per un’altra visita, quella alla galleria Umberto, il nuovo show room realizzato proprio all’interno dell’azienda. E così si è potuto assistere alla trasformazione in lavorati e lastre di quanto ammirato solo poche ore prima al monte, come pietra naturale «marmo attaccato alla montagna» come hanno ripetuto a più riprese gli operatori delle riviste specializzate incantati dal tour nel ventre delle montagne apuane.
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