Il dolore
Uccide il fratello investendolo: un rapporto mai decollato e sempre teso
Massa: Piero, taciturno, era medico del lavoro. Il sindaco Alessandro Volpi: "Siamo di fronte a una tragedia che riguarda l’intera città"
MASSA. Taciturno, amante del lavoro, carattere introverso. Piero Alessandro Casonato e il suo rapporto con Marco. Fratelli all’anagrafe, avversari e poi nemici nella vita di tutti i giorni. Ieri la tragedia. Marco ha investito Piero con un Doblò all’interno di Villa Massoni, di cui i due sono proprietari. Un gioiello dell’architettura antica, ma anche la causa di numerosi litigi. Un rapporto difficile, quello tra i fratelli Casonato, costellato di incomprensioni.
Nel luglio scorso i due erano finiti in tribunale perché Marco aveva cambiato la serratura dei cancelli della villa, non dando, di fatto, a Piero la possibilità di accesso. Piero Alessandro Casonato vinse la causa possessoria e Marco fu costretto a consegnargli una copia delle chiavi. Piero Casonato aveva 59 anni ed era un medico specializzato in medicina del lavoro. Ha lavorato anche a Prato, in servizio all’igiene pubblica dell’Asl, dove è finito anche al centro di alcuni guai con la giustizia. Il fratello è un professore universitario.
Studi brillanti, una professione prestigiosa per entrambi. E un vuoto cosmico che non è mai stato colmato. Forse sarebbe bastata qualche parola affettuosa, un abbraccio. Cose che tra Piero e Marco sono mancate, cure che avrebbero potuto far rinascere un rapporto ferito. I Casonato sono nati e cresciuti a Villa Massoni: la proprietà era della nonna di Marco e Piero, che l’ha ceduta al figlio, il padre dei due, Giovanni Maria, scomparso nel 2006, con riserva di usufrutto. La perdita del padre ha acuito i dissapori tra i fratelli.
Piero conviveva con una dottoressa della zona e quando poteva si dedicava ad alcuni piccoli lavori di manutenzione della tenuta. Lì dove Marco si recava di frequente, come frequenti erano i battibecchi col fratello. Il dramma di Villa Massoni è l’epilogo più tragico di un rapporto che non è mai decollato, che ha sempre vissuto sul filo sottile dell’indifferenza, fino a scivolare nel pericoloso baratro dell’odio.
Un sentimento che ieri è esploso in tutta la sua crudezza. E pensare che quando erano bambini, Marco e Piero si divertivano con gli amici ad assistere ai tornei di motocross che venivano organizzati all’interno dell’immenso parco. Certe volte a quelle gare partecipavano anche loro. La purezza dell’adolescenza, la quiete prima della tempesta. Poi qualcosa è cambiato, tra i due è arrivato il gelo e i rapporti si sono completamente interrotti. Si vedevano spesso, Marco e Piero, ma non si parlavano. Frasi di circostanza, banali scambi di parole, nulla di più. Marco Casonato il 29 settembre scorso aveva raccontato al Tirreno l’ultima idea per riqualificare la villa, il cui restauro, all’epoca delle lire, venne quantificato in dieci miliardi. Marco Casonato aveva parlato di una struttura per anziani, capace di creare cinquanta posti di lavoro, con imprenditori russi seriamente interessati all’affare. Progetti che con ogni probabilità, dopo il dramma di ieri, sono destinati ad andare in fumo. Anche il sindaco Alessandro Volpi ha commentato la vicenda, con poche parole: «Siamo di fronte a una tragedia che riguarda l’intera città».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
